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venerdì, ottobre 17, 2003 LASCIATEMI STARE Forse ho capito cos'è, sì sì. Viaggiare non fa per me. O meglio, fa moltissimo per me, ma dovrei smettere, astenermi, basta, stop. C'è chi fuma, o si fa le canne, o si ingozza di meringhe, o si ammazza di marronglassè: al momento sta bene, ma dopo pensa che dovrebbe smetterla. Per me è la stessa cosa con questi cazzo di viaggetti che mi riportano devastato alla vita normale, che purtroppo è quella vera. Partire è un po' morire? Bah. Per me tornare è un po' morire. Fare la valigia alla partenza è un grosso problema, ma farla al ritorno è struggente. Passo sotto il metal detector all'aeroporto come un dead man walking. All'atterraggio, quando scendo la scaletta e sento il telefono vibrare nel taschino, perchè gongola di gioia ritrovando il gestore amico, io cado in depressione. Quando esco dal parcheggio dell'aeroporto sento distintamente il rumore delle mie estasi infrante. E non devo girarmi indietro, sennò divento una statua di sale: Tipo adesso, che non ho voglia di fare un cazzo e tornerei dritto al parcheggio solo per concedermi l'illusione di una partenza. (sospiro). Dovrei smetterla, stare nel mio brodo, evitare inutili distrazioni. Magari lo farò. Mi farò legare alla sedia. Resto, sempre resto, fortissimamente resto, come Vittorio Alfieri. p.s.: lunedì vado a Francoforte. p.p.s.s.: vabbè, ma è tutto in giornata, parto all'alba e torno la sera tardi, non avrò tempo per queste seghe mentali.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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