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lunedì, marzo 20, 2006 PICCOLI EROI Fatemi scrivere due righe prima che a De Rossi diano il Nobel per la Pace. Ovvio, il gesto di De Rossi è più che apprezzabile, avercene più spesso di gesti così, considerando oltretutto che la partita era ancora apertissima (no, dico questo perchè alla tv stanno facendo vedere e rivedere un rigore rifiutato da Nedved in un Lazio-Fiorentina dopo il solito cascatone: grazie al cazzo, mancavano dieci minuti e vinceva 3 a 0). Quanto all'onanismo da fair-play che aleggia intorno, ecco, ci andrei piano. De Rossi ha segnato, ha esultato (poco convinto), ha abbracciato i compagni (con una faccia un po' così). Tutti particolari rivelati dalle telecamere, perchè dalla tribune nessuno o quasi si era accorto di niente, nè della mano nè della faccia un po' così. Diciamo che si era accorto subito di averla fatta grossa, il ragazzo, ma se nessuno glielo avesse fatto notare con un minimo di veemenza avrebbe lasciato battere il calcio di avvio al Messina e tanti saluti. Diciamo insomma che, sia pure in zona Cesarini, ha prevalso il buon senso. Voglio dire: piantiamola con il Santo Subito, cerchiamo di reprimere la nostra stramaledetta voglia di cercare per forza un eroe. Grazie a De Rossi per avere abortito la pantomima al momento giusto, stop. Naturalmente fioriscono i paragoni nei servizi tv a corredo della vicenda. E si finisce al gol di mano di Maradona. "De Rossi ha capito che si sarebbe marchiato di un'infamia eterna, come Maradona", ha tuonato Mughini con occhi da spiritato. Dio mio. La grandezza di Maradona ha determinato nella storia del calcio e nell'immaginario collettivo un fatto straordinario: che quel clamoroso furto ai danni dell'Inghilterra sia passato alla storia non tanto come furto, appunto, ma come beffa, una di quelle beffe da film, quelle beffe leggendarie che resti ammirato e ti schieri dalla parte del cattivo. E che quel fallo di mano in anticipo su Shilton non sia passato alla storia come un'infamia, ma come un colpo di prestigio, nè più nè meno di quelli che faceva con i piedi. Quanto al significato (storico umano politico sportivo) che può avere per un argentino inculare l'Inghilterra in un quarto di finale dei Mondiali, rubandole la partita con un fallo di mano così ben fatto che a nessuno sembrò di vederlo, beh, questo Mughini dovrebbe ricordarsi di spiegarlo. Sennò adesso viene fuori che De Rossi è meglio di Maradona, e allora devono passare sui nostri cadaveri, scusate.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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