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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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sabato, febbraio 25, 2006
 

SCOPETTONE DREAMIN'

(A TRUE STORY)

(romanzetto itinerante che

al confronto Kerouac era uno

che andava in vacanza a Loano)

- SETTIMA PUNTATA -

Dopo tre end comincio a perdere la voce e taccio, avvinto dallo spettacolo delle stones. La donna chiamata Ritardo mi chiama in causa solo per questioni tecniche. Mi fa toc toc sulla spalla, proprio mentre stavo facendo il punto mentale sui quattro match in svolgimento, e mi spara lì una domanda: "Scusa, Sector, ma non c'è la fine primo tempo?" E io, guardandola sprezzante: "Ti confondi con il cinematografo. Va là, dammi un gianduiotto". Mentre mi inebrio di gianduia e penso a queste sciacquette che la mattina dormono come ghiri e non sanno un cazzo di sport, i commissari di campo alla fine del quinto end di ogni partita decretano sei minuti di stop. Late Woman mi guarda come se le avessi toccato una tetta a tradimento: "Ehm, dev'essere una regola che hanno introdotto ultimamente, mi pare che in Estonia abbiano deciso di non applicarla perchè è un cagata", faccio io con nonscialàns. Intanto Doug familiarizza con un tizio che assomiglia ad Ernst di Hannover e magari è proprio lui, del resto siamo alle Olimpiadi. Parlano di curling e di spirito olimpico. Quando inizia l'intervallo di Italia-Finlandia si alza e ci fa: "Vado a farmi una canna con questo cagacazzo". Io e Late Woman invece andiamo a cercare viveri, ma tutto il palaghiaccio è in coda al bar e desistiamo. Le avrei chiesto un gianduiotto per placare la fame, ma era ancora incazzata per la storia del primo e secondo tempo. Torniamo ai nostri posti dove assistiamo al lento declino dell'Italia, che non riesce a tenersi dietro quei marcantoni della Finlandia e alla fine cede. Retornaz non basta, titolerebbe la Gazza se si occupasse minimanente di curling invece di sfinirci col pallone. Termina la partita e applaudiamo i contendenti. Ma la sconfitta non ci guasta la giornata, densa di emozioni a cinque cerchi. Resteremmo lì, usciamo a malincuore. Anche perchè, fuori, comincia a piovere. Non ho più voce, e quindi tocca a Doug chiedere informazioni per una pizzeria. Gliene indicano una decina, che non troveremo mai. Entriamo in macchina e Doug fa: "Porca troia, piove dentro". E io, esalando l'ultimo rantolo: "E certo, chiudi bene quella cazzo di porta". Late Woman non contribuisce a stemperare la stanchezza e il nervosismo: "Andiamo, mammalucchi, ho una fame che mangerei un cigno morto". Così ci inoltriamo verso il centro di Pinerolo. Pizzerie zero, bar a centinaia. Ne scegliamo uno con l'abilità del rabdomante: mai visto un bar con i prezzi dei panini così bassi. Doug tira fuori il palmare, fa due conti e ne ordina diciassette: "Spendo meno che per cappuccio e brioche a Milano". Quando paga il conto, si accorda con il barista per un invio di panini per postacelere: "Mi lasci la partita Iva, rimaniamo in contatto, la prego". Ma poi tronca la trattativa. Dobbiamo andare, abbiamo un appuntamento.

(fine settima puntata)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:40 |