www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 luglio 2003 giugno 2003 maggio 2003 |
sabato, febbraio 25, 2006 SCOPETTONE DREAMIN' (A TRUE STORY) (romanzetto itinerante che al confronto Kerouac era uno che andava in vacanza a Loano) - SETTIMA PUNTATA - Dopo tre end comincio a perdere la voce e taccio, avvinto dallo spettacolo delle stones. La donna chiamata Ritardo mi chiama in causa solo per questioni tecniche. Mi fa toc toc sulla spalla, proprio mentre stavo facendo il punto mentale sui quattro match in svolgimento, e mi spara lì una domanda: "Scusa, Sector, ma non c'è la fine primo tempo?" E io, guardandola sprezzante: "Ti confondi con il cinematografo. Va là, dammi un gianduiotto". Mentre mi inebrio di gianduia e penso a queste sciacquette che la mattina dormono come ghiri e non sanno un cazzo di sport, i commissari di campo alla fine del quinto end di ogni partita decretano sei minuti di stop. Late Woman mi guarda come se le avessi toccato una tetta a tradimento: "Ehm, dev'essere una regola che hanno introdotto ultimamente, mi pare che in Estonia abbiano deciso di non applicarla perchè è un cagata", faccio io con nonscialàns. Intanto Doug familiarizza con un tizio che assomiglia ad Ernst di Hannover e magari è proprio lui, del resto siamo alle Olimpiadi. Parlano di curling e di spirito olimpico. Quando inizia l'intervallo di Italia-Finlandia si alza e ci fa: "Vado a farmi una canna con questo cagacazzo". Io e Late Woman invece andiamo a cercare viveri, ma tutto il palaghiaccio è in coda al bar e desistiamo. Le avrei chiesto un gianduiotto per placare la fame, ma era ancora incazzata per la storia del primo e secondo tempo. Torniamo ai nostri posti dove assistiamo al lento declino dell'Italia, che non riesce a tenersi dietro quei marcantoni della Finlandia e alla fine cede. Retornaz non basta, titolerebbe la Gazza se si occupasse minimanente di curling invece di sfinirci col pallone. Termina la partita e applaudiamo i contendenti. Ma la sconfitta non ci guasta la giornata, densa di emozioni a cinque cerchi. Resteremmo lì, usciamo a malincuore. Anche perchè, fuori, comincia a piovere. Non ho più voce, e quindi tocca a Doug chiedere informazioni per una pizzeria. Gliene indicano una decina, che non troveremo mai. Entriamo in macchina e Doug fa: "Porca troia, piove dentro". E io, esalando l'ultimo rantolo: "E certo, chiudi bene quella cazzo di porta". Late Woman non contribuisce a stemperare la stanchezza e il nervosismo: "Andiamo, mammalucchi, ho una fame che mangerei un cigno morto". Così ci inoltriamo verso il centro di Pinerolo. Pizzerie zero, bar a centinaia. Ne scegliamo uno con l'abilità del rabdomante: mai visto un bar con i prezzi dei panini così bassi. Doug tira fuori il palmare, fa due conti e ne ordina diciassette: "Spendo meno che per cappuccio e brioche a Milano". Quando paga il conto, si accorda con il barista per un invio di panini per postacelere: "Mi lasci la partita Iva, rimaniamo in contatto, la prego". Ma poi tronca la trattativa. Dobbiamo andare, abbiamo un appuntamento. (fine settima puntata) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
|
22:40
|
|