www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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mercoledì, gennaio 25, 2006 GLI SPETTRI DEL PASSATO Quando Toldo è uscito su Manfredini alla maniera di Toldo, cioè alla cazzo, ho ripensato con un brivido al tempo in cui questo simpatico ragazzone difendeva la nostra porta nonostante l'irreversibile parabola della sua carriera. Poi è arrivato Julio Cesar, che dribbla come Cassano e non ha la faccia da portiere: però va molto meglio così. E' stato il culmine di una giornata in cui mi sono sentito molto stretto nella contemporaneità. E Toldo, poverino, non c'entra nulla in questo mio disagio interiore. Era la Coppa Italia, accidenti, e per di più in una fase ancora troppo preliminare per farsi venire le paturnie. No, mi sentivo stretto perchè mi sta salendo da dentro una fretta della madonna. La fretta che passi in fretta questo gennaio, e poi anche febbraio, che si vada a votare e poi vada come vada (non è vedo: vada come vada un cazzo, ma comunque rispetto le regole democratiche). La fretta che sciolgano le Camere e che lo mettano in condizione di non nuocere più. Ieri i riflettori erano su Noisette che squalificava Zequila, e intanto in parlamento passava la legge sulla legittima difesa che ci rende un po' più simile a quel paese là, quello formato da tanti stati, una cinquantina suppergiù, dove si va in giro con la pistola infilata nelle mutande e ogni tanto qualcuno che ha un conto in sospeso va al bar e ne ammazza dieci. Spulcio il manuale di Diritto costituzionale della Bolivia e trovo (sollievo!) che il premier può minacciare il Capo dello Stato e allungare il suo mandato, magari spostando le elezioni a suo piacimento. A me viene una sottile angoscia, che non cala quando accendo la tv e vedo su Canale 5 due garampane (Sandra Mondaini e Paola Perego) che parlano del loro datore di lavoro e avviano la causa di canonizzazione, fottendosene della fascia protetta. In serata, mentre faccio zapping per intercettare le interviste di Lazio-Inter, vedo uno che assomiglia al premier (ma dev'essere un imitatore, cazzo, è dappertutto) parlare del più e del meno per un'ora con Bonolis. Bonolis gli fa vedere le foto di famiglia, a raffica, e lui a ogni foto risponde più o meno così: "Ah, che emozione. Quella è mia figlia, quello è mio figlio, quella è mia moglie, quella è mia madre. Ne approfitto per dire che stiamo facendo le riforme, i viadotti, le leggi, i condoni, non vi farò pagare più un cazzo di tasse e c'è una forte minaccia comunista che incombe, ricordatevene alle elezioni, lo dico qui perchè tutta la stampa è in mano ai comunisti, tutte le tv sono in mano ai comunisti, la cultura è in mano ai comunisti e sono in pericolo di vita". Per l'ennesima volta è stato lasciato parlare a ruota libera, senza filtri, senza niente di niente. A un certo punto sono andato in cucina dove ho appeso un bel calendario. E ho cerchiato i giorni, come facevo a militare. Solo che, come in Bolivia, non si è mica capito fino a che giorno posso contare. No, dico, ma qui siamo tutti tranquilli? (nella foto: sembrava un tipo normale, il fez l'ha messo dopo) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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