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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

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martedì, settembre 30, 2003
 

L'ALBUM

Scusate, non riesco a tornare in me. Ogni anno è la stessa cosa: il passaggio dal paradiso della racchetta all'inferno della vita normale lo vivo male, ma male male. Poi quest'anno non so, forse era il panorama di Tavolara, o forse era il profumo del mare... niente, sono devastato, non so neanche la formazione dell'Inter di questa sera (no, non è vero, la so, ma era per rappresentare con maggior efficacia il mio stato di sconcerto). In più oggi mi sono arrivate le foto della mia tre giorni in Sardegna, e non so se a voi capita mai, ma io guardando le foto ripiombo in quello stato di narcosi sensoriale, un po' ciucca triste, un po' festival del sospiro. Ve le faccio vedere. Per il resto lasciatemi stare, accontentatevi dei miei brandelli: mi ci vuole tempo. (sospiro)

Un momento dello stage: confronto le mie esperienze tennistiche con uno dei colleghi più anziani al termine di una faticosa seduta dritto - rovescio - dritto - rovescio

 

 

 

 

La mia famosa volèe di rovescio. Ero in accappatoio perchè quei bastardi mi avevano detto "Alle 16 in campo" e invece erano le 15,30, quindi ho fatto una corsa per non fare la solita figura di merda.

 

 

 

 

Pausa pranzo (io sono quello di carnagione chiara. L'altro è di Trapani, ma è appena stato al mare). Il clima conviviale è uno dei segreti per cementare la truppa durante questi impegnativi stage di inizio autunno.

 

 

 

 

 

Un momento della partita di primo turno di singolare. Come vedete avevamo appena iniziato. Comunque poi ho vinto io. Il mio cammino non è durato molto. Ho perso nei quarti come un povero pirla, ma c'è da dire che ero stanco.

Vi ho detto che non c'era figa e invece non era vero, lo confesso. Ecco mentre faccio il brillante con una vispa turista americana non più mestruata. Ho anche conosciuto una golfista anteguerra con handicap 13 e quinta di reggiseno, classe 1930, un gran pezzo di ragazza. Se vi piacciono le vene varicose, c'ho l'indirizzo.

 

 

 

 

 

Eccomi prima dei quarti di finale. Facevo il galletto, poi ho fatto la figura del pollo. Come vedete non millanto nulla sui risultati, ho fatto abbastanza cagare e questo mi ha tolto il sonno e la serenità.

Momenti di socializzazione al tramonto, al termine di una dura giornata passata sul campo. Nonostante l'insostenibile clima da caserma, quattro passi sulla battigia in compagnia dei colleghi sono stati un modo piacevole per allentare la tensione. Qui sono con un commercialista di Arezzo.

 

 

Eccomi al termine della seconda seduta pomeridiana. Il tennis mi fa proprio bene, allo spirito e al fisico. Non vedo l'ora che sia l'anno prossimo: a parte le vesciche sono davvero rigenerato.

 

 

 

 

Tennis, che straordinario momento per fraternizzare. Qui sto parlando della campagna acquisti dell'Inter e dello spirito decoubertiniano con una commessa di Abbiategrasso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che sagome! Eccoci al bar con i colleghi. Avevo appena detto: l'anno prossimo non so se vengo. Che buontemponi. Stessa scena pochi minuti più tardi per un collega che, dopo 3 bicchieri di mirto, ha dichiarato: l'anno prossimo porto un po' di figa.

 

 

 

 

Ancora al lavoro sul campo. Eccomi con il mio compagno di doppio mentre gli spiego l'importanza di tenere la posizione. Dopo abbiamo continuato la discussione in spiaggia, per cementare lo spirito di corpo.

 

 

 

 

Festa di fine corso. Ho approfondito alcune questioni tecniche con un collega di Pesaro, convinto assertore del rovescio a due mani. Io ho cercato di spiegarli l'importanza dello stile e ne abbiamo parlato fino a notte fonda, tra questioni tecniche e teneri ricordi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:49 |