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giovedì, dicembre 22, 2005
 

IL PANETTONE

Sabato 5 novembre (2005, non 1974. Insomma, un mese e mezzo fa, praticamente ieri), dopo un pareggino così così con la Lazio a Roma, con l'immagine ancora stampata nella rètina di Martins che sveniva invece di segnare, andavamo a dormire con una sensazione di atavica spossatezza. Ci saremmo risvegliati il giorno dopo con i giornali che ci davano per morti e sepolti, con Adriano in pieno mestruo e con Mancini a rischio-panettone. La classifica diceva questo:

Juve 30, Milan 28, Fiorentina 25, Inter 20, Chievo 19, Livorno 18, Roma 18.

In effetti, c'era da piangere. Bisognava solo autoconvincersi che il ciclo di ferro era finito, che le avevamo incontrate tutte tranne il Milan e che si stava per aprire un periodo oggettivamente più malleabile. Con la sola aggravante che non c'era alternativa, era necessario mettersi a vincere e non finire più. Mettersi a vincere sempre e dovunque, compreso il derby. Da allora sono trascorse sei partite e in effetti le abbiamo vinte tutte, compreso il derby. E' il derby la cartina di tornasole: vincere con Reggina Messina e Empoli non ci avrebbe regalato grandi certezze, ma i modi e i tempi della vittoria nel derby ci danno la garanzia che le sei vittorie consecutive hanno un certo peso. La squadra funziona meglio, l'entrata in forma di Adriano e Figo è stata decisiva, il momento magico di Veron e Cambiasso là in mezzo è l'altra chiave di volta. Oggi riapriamo i giornali con la seguente classifica:

Juve 46, Inter 38, Milan 37, Fiorentina 36, Livorno 31, Chievo 27, Roma 24.

Non ci vuole Antonino Zichichi a spiegare che il modello matematico dei tre punti a partita, come dire, ha un suo perchè. In sei (6) partite abbiamo recuperato 9 punti al Milan, 7 alla Fiorentina, 5 al Livorno, 10 al Chievo, 12 alla Roma. Ne abbiamo recuperati solo 2 alle Juve, e questo dice molto sulla Juve stessa: comandano loro, non ci sono cazzi, e ai nostri salti mortali loro rispondono con otto punti di vantaggio che restano un'enormità. Peccato interrompere il discorso. Peccato, cazzarola, che adesso ci si debba fermare sul più bello e per tre settimane. Va bene per Adriano, che smaltirà la tranvata di ieri sera. Ma per il resto mi tocco sonoramente i coglioni.  Mezza squadra se ne andrà al sole del Sudamerica e speriamo che torni con lo stesso grado di cazzutaggine di questo magnifico dicembre. Poi, che ci prendano pure per il culo perchè sognamo la rimonta. Sognare, segnare, divertirsi, vincere: ci metterei la firma. A inizio febbraio (infrasettimanale a Firenze, poi la Juve in casa la domenica sera) ci giocheremo tutto. Arriviamoci con le carte buone. Buon viaggio, miei prodi. E tornate belli come adesso.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:12 |