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giovedì, dicembre 15, 2005 DUECENTOTTANTUNO A ZERO
Una sentenza sfavorevole alla Juve avrebbe provocato uno sconquasso planetario. Una sentenza favorevole rimaneva invece la via più comoda e incruenta, forse l'unica: a parte le motivazioni tecniche (occhei), vai a dimostrare che i nove trofei vinti nel periodo in questione sono da attribuire alle bombe e non al semplice fatto - come provare il contrario? - che la Juve fosse uno squadrone. Vai a dimostrare che il giro-coscia dei giocatori non dipenda necessariamente da qualche estrogeno per carne da macello, ma da moderni e sofisticati metodi di allenamento. Se non è possibile dimostrare che un'anomalia contemporanea dell'ematocrito di alcuni giocatori non dipende dalla possibile/probabile somministrazione di Epo, allora dobbiamo inchinarci alle conclusioni della Giustizia. Del resto, il principio in dubio pro reo vale anche per gli imputati antipatici e per i testimoni reticenti (già, e la reticenza?) con scarpe bullonate. Non so, francamente, dove saremmo andati a parare con la condanna della Juventus. Avremmo chiesto di ritirare i nove trofei? Avremmo riscritto la storia del calcio? Avremmo mandato la Finanza a perquisire milioni di armadietti? Avremmo mandato l'Esercito a circondare il Milan Lab? Boh. Resta solo un'amarezza di fondo. Quella relativa al fatto che il calcio resta un porto franco, un mondo franco, un piccolo universo regolato da un diritto a parte, dove per scatenare l'obbrobrio bisogna tirare coltellate oppure motorini e/o bengala dal secondo anello. Altrimenti niente, è tutto concesso, ma proprio tutto. Lo dico con estrema sincerità: che si droghino i calciatori - come si drogano i centometristi o i ciclisti o i discesisti o i lottatori o sa il cazzo - mi può fare schifo e può disilludermi nei riguardi della pulizia e dell'onestà di quello che vedo in tv o dagli spalti. Mi fa schifo ma non mi stupisce, perchè altrimenti sarei un pazzo romantico che non capisce un cazzo di come vanno le cose. Ma l'impunità e la connivenza generale mi schifano e mi disilludono ancora di più. Un ciclista drogato mi fa pena, ma un bilancio drogato mi spaventa e mi fa pensare male, malissimo, su chi li fa, chi li controlla, chi li certifica, chi li giustifica. Una società retrocessa di quindici categorie perchè non conta una sega, e una salvata per motivi di ordine pubblico: ecco, queste cose mi atterriscono. Come le piraterie finanziarie, le plusvalenze, i maneggi. Il processo alla Juve era la parte di un tutto. Forse, addirittura, una piccola parte. Sarebbe stato bello scardinare certi princìpi bacati nel nome di uno sport più pulito. Eppure sono qui a cogitare sul casino che sarebbe successo. Un pensiero, in un certo modo, complice, no? E pensare che non mi arrendo, che cerco di vivere di colpi di tacco e di reti che si gonfiano, così come di altre emozioni sparse in giro per tanti altri sport. Il fatto che, a volte, mi chieda se tutto quello che ho visto è vero, beh, mi sembra già una discreta auto-condanna. Il fatto che invece non condannino mai gli altri, beh, su questo ognuno tiri le proprie conclusioni. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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