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mercoledì, dicembre 07, 2005
 

TOSATTI MI FA UNA PIPPA AMME'

"Papà papà papà, perchè non siamo primi pur avendo nove punti in più dello scorso anno?"

Provo a risponderti, figliuolo. Sappi, intanto, che se giuocassimo in Spagna saremmo a due punti dal Barcellona primo in classifica. Invece siamo in Italia a dieci punti dalla Juve, che - ci piaccia o no - è la travolgente stratosferica ingovernabile anomalia di questo cazzutissimo campionato. Se una squadra vince 13 partite su 14, fa 39 punti su 42 a teorica disposizione, ha il miglior attacco e la miglior difesa, beh, magari incazzandoti ma il cappello te lo devi levare. E quindi tu puoi fare tutte le tabelle che vuoi, ma se quelli non si fermano, figliuolo, tu ce l'hai nel culo lungo un metro, scusmuà.

E' anche vero che se le tabelle fanno un po' ridere, la rimonta è più che possibile. Ripeto: occorre che gli altri si fermino, intanto. Però è possibile. Nelle ultime 3 (tre) giornate - i più attenti lo avranno notato, non mancando di farsi varie seghe a proposito - abbiamo rimontato sei punti al Milan e quattro alla Fiorentina. Ripeto: sei punti al Milan e quattro alla Fiorentina. Ri-ripeto: in tre giornate. Significa che, nelle 24 giornate residue di questo cazzutissimo campionato, potrebbe accadere ancora tutto e il contrario di tutto. Essendo dieci punti sotto la prima, la tabella-rimonta non è molto fantasiosa: prevede tre punti a giornata. Come si noterà, nelle ultime tre giornate ha funzionato alla grande. E quindi questa tabella - vincere, poi vincere, poi vincere - è teoricamente più che valida.

Ma perchè - già: perchè? - pur avendo 9 (nove!) punti in più dello scorso anno siamo ancora qui con il mugugno latente? Intanto: perchè abbiamo perso tre partite. Che sono tante, in undici giornate (ora, rispettando la tabella, abbiamo alzato la media). Rispetto alla grottesca Inter di un anno fa - bella, sempre rimontante o rimontata, sempre pareggiante, in definitiva un disastro all'atto pratico - la differenza è che ne abbiamo vinte nove. Alla 14ma giornata, un anno fa, rifilammo 5 pere al Messina, prima partita vagamente liberatoria dopo un autunno da incubo. 3 vinte, 11 pareggiate, 0 perse. Un anno fa eravamo il miglior attacco (30 reti) ma eravamo sesti in classifica insieme al Lecce. Quest'anno insomma segnamo meno, ma meglio. Un anno fa eravamo anche la terza peggior difesa del campionato (22 reti subite, come Lecce e Messina), mentre quest'anno siamo la seconda miglior difesa dietro la Juve e di gol ne abbiamo presi l'esatta metà, 11. Come già abbiamo avuto modo di dire e di ridire, la più significativa differenza sta qui, nella difesa.

Ma perchè - la domanda è ancora in sospeso - pur avendo 9 punti in più e una difesa che prende la metà dei gol siamo qui a macerarci le carni? Esaminiamo le tre sconfitte. Con la Juve abbiamo preso due gol su calcio piazzato, occhei, non ci siamo fatti mettere sotto, occhei, ma abbiamo lasciato il campo senza scacciare l'ombra di una manifesta inferiorità tecnica e morale. Quindi: la sconfitta ci stava eccome. Quanto alla partita di Palermo, ormai è chiaro: abbiamo avuto la sfiga di incappare nel miglior Palermo dell'anno. Oggi, al Palermo, gliene daremmo quattro facendo anche giocare Wome e Solari, mentre a settembre alla Favorita abbiamo trovato l'Ajax di Crujff con la maglietta rosa. E infine la Roma, in casa: sconfitta sciagurata. La Roma, purtroppo per noi, quest'anno fa più punti fuori che all'Olimpico. A Milano ha giocato un primo tempo da leggenda. Insomma, sconfitta incontestabile nei modi, ma anche in questo caso una discreta percentuale di sfiga nell'aver trovato - credo - la miglior Roma dell'anno.

Siccome tosatteggio, la chiave della nostra aurea mediocrità la trovo nelle cifre. Su 14 partite, per nove volte non abbiamo subito gol. Una volta, col Messina, abbiamo preso una rete a risultato acquisito e abbiamo vinto la partita. Restano quattro partite: Palermo 2-3, Juve 0-2, Roma 2-3, Samp 2-2. Mi sembra chiaro: quando le cose vanno bene, l'Inter vola. Quando le cose vanno male, l'Inter cala le braghe. E' incredibile che questa squadra non subisca gol per nove volte, e per quattro volte ne subisca almeno due. Vuol dire che nelle difficoltà ci perdiamo, che subiamo l'aggressività altrui e le incertezze del momento, che ci perdiamo in un bicchier d'acqua. Vuol dire, in definitiva, che questa squadra non ha i coglioni. O meglio, non ha (ancora) quella quota di attributi che servirebbero per vincere uno scudetto o una coppa importante. Non è un difetto da poco. E fossi nel Mancio lavorerei in questo senso: i piedi buoni ce li hanno tutti, è la testa (e il cuore, e i coglioni) che ancora non fa la differenza. Anche per questo aspetto il derby con grande curiosità. In certi casi, amo essere smentito.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:52 |