www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 luglio 2003 giugno 2003 maggio 2003 |
domenica, novembre 20, 2005 OSLO, AVANTI A SINISTRA
"Excuse me, I'm a runner. Where I have to go?" "Uè, te cunsìli de parchegià li avanti, ma no trop. La partensa l'è là" "Thanks so much" dico allo sbandieratore, senza avere capito un cazzo del suo norvegese stretto. La partenza brulica di gente, il serpentone lo vedo già bello tonico per chilometri lungo la tundra. Manco solo io, I suppose. Un cartello minaccia di morte per stenti chi non parte entro le otto e mezza. Sono le nove meno venti. Esco dalla macchina rischiando l'assideramento e arrivo sgambettando a un tavolino dove c'è scritto: SINGOLI "Good morning, madame. I'm single" "Ciau bel fioeu. Hai prenotato?" "No, I didn't. Is it a problem?" "Peccato. Uma finì i ricunuscimènt. Te cùret istèss?" "No problem, madame. How much?" "Un euro e venti" Diobono, che organizzazione. Prendono pure gli euri. Sempre detto che 'sti scandinavi sono gente seria. Torno tra la folla e, come sempre mi succede ad ogni marcia non competitiva, into the crowd mi assale un dubbio atroce e devo sempre chiedere a qualcuno: "Excuse me. Where..." "Cosa?" "Da chi o da là?" "Da là, òsti" "Thank you". Al megafono una signora non più fertile urla per la decima volta: "Benvenuti a tutti. La temperatura è di un grado. Buona corsa" Thank you sciura, il tuo buonumore è contagioso, anche se lo scroto mi barbella. Stretto nel mio Thermolite messo a dura prova dai rigori invernali, parto in fretta senza fare stretching nè training autogeno. Non mi capacito del fatto di essere in Norvegia invece che a letto a dormire, come in ogni domenica che si rispetti. Vedo la mia ombra proiettarsi nei campi brinati e mi riconosco, nonostante una cuffia in Thermolite modello Durex. Sono io e procedo, non sento freddo e non sento fatica, e non mi do nemmeno del pirla. Al bivio del percorso da sei chilometri tiro diritto, poi infilo quello dei 12 chilometri, e per tutto quel che resta da correre mi chiedo perchè non ho fatto i 19, cazzo, ma perchè, perchè? Così mi impongo, per espiare questo rigurgito di pigrizia, un ritmo elevato. A un certo punto mi rimischio a quelli che arrivano dai 19 chilometri e mi sento finalmente tra amici. Qualcuno mi supera, molti altri li raccolgo con il cucchiaino. Ho corso sette chilometri meno di loro, ma non faccio lo sborone. Avanzo a un ritmo tutto mio, gli altri li vedo a malapena. Pompo pompo pompo fino all'arrivo: 12 km. in 58 minuti. Ormai per stare sopra i 5 al chilometro devo rallentare. E' una considerazione che mi fa stare bene mentro mi avvento su una crostata e mi metto in coda per il the. Mi sarei anche fatto una sega, ma faceva un freddo cane e la medicina ha una posizione univoca (e non favorevole) nei riguardi delle appendici corporee congelate. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
|
17:37
|
|