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mercoledì, novembre 09, 2005
 

IL PLEBISCITO

Vabbe', i conti è inutile farli. Vi basti sapere che solo in sei o sette non hanno messo al primo posto la società (o Moratti, specificato dai più) in testa ai problemi dell'Inter. Fosse solo per noi, Mancini mangerebbe panettone, pandoro, colomba, insalata di riso, anguria, castagnaccio e ancora panettone (2006): sia pure con qualche sfumatura disfattista (in sintesi: è un fighetto pompato arrogante sopravvalutato e non capisce un cazzo), dal sondaggio esce abbastanza bene. Sulla squadra si addensa un silenzio pesante: come dire, perchè perdere tempo a ragionare su una congrega di miliardari con un cervellino così, quando il difetto è nel manico?

Allora, cominciamo subito ad accapigliarci. Butto lì un po' di provocazioni, come farebbe un Mughini qualsiasi.

Moratti. Una percentuale preoccupante di voi lo vede come la Madre di tutti i Mali. Secondo un procedimento mentale induttivo - peraltro difficile da confutare - se lui è presidente da dieci anni e da dieci anni ne combiniamo di cotte e di crude, ci sarà una ragione. Il mio pensiero su Moratti, in due anni e passa di blog, l'ho già espresso più volte, qua e là, ed ora lo organizzo. E' un pensiero articolato e a tratti bifronte, come Giano (ogni tanto devo infilare qualche citazione che dimostri che non sono un bruto).

MORATTI UOMO. Mi sta simpatico. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. E' una persona squisita, che non se la tira, discretamente anticonformista, con una moglie che va in giro vestita come una no-global di 25 anni. E' uno che fa beneficenza, aiuta un sacco di gente. In più è interista. Insomma, come odiarlo?

MORATTI PADRONE. Attenzione, qui il discorso si complica. Dove lo troviamo un altro che caccia cento milioni l'anno? Nel bel mezzo dei discorsi da bar, quando immancabilmente si alza qualcuno a chiedere la testa e le palle di Moratti, io rispondo sempre: ce ne vuole uno col 740 uguale. Ce n'è?

MORATTI DIRIGENTE. E qui anche un Moratti-boy come Settoruccio deve inchinarsi all'evidenza delle cose, e dire che Moratti presidente e/o maggiore azionista è un disastro. Una sciagura nella gestione della società e dei rapporti interpersonali, un cataclisma nella gestione delle relazioni esterne e con la stampa, uno tsunami nella scelta dei dirigenti. Resta per me incomprensibile come uno che ci mette il grano, e tanto, e che continua imperturbabilmente a metterci la faccia, non riesca a circondarsi di persone capaci. Se io ogni anno cacciassi a fondo perduto 100 milioni di euro, vorrei almeno che la gente che pago mi facesse fare bella figura, facesse rendere i soldi che ci metto anche in un gioco del tutto aleatorio come questo. E invece da dieci anni su via Durini si abbattono palate di merda. A volte giustitificate, a volte perchè è di moda, a volte perchè è un bersaglio facile. L'esposizione alla merda - e i libri di barzellette sull'Inter -  sono dirette conseguenze della scompostezza morattiana. E noi - o meglio, quelli come me - che gli abbiamo sempre perdonato tutto

"perchè sbaglia per troppo amore"

beh, abbiamo sbagliato. Saranno anche per troppo amore, ma gli errori restano e sono immani. Potremmo essergli grati di una cosa: di averci fatto coltivare la nostra passione in circostanze costantemente avverse, e di averla così forticata. Ma sono magre soddisfazioni, per noi e per lui.

Moratti dirigente, insomma, è un disastro. Non elenco - sono stufo e poi mi deprimo - gli affari farlocchi di mercato o le assunzioni dirigenziali da corte dei miracoli (chissà perchè in questo momento mi viene in mente Velasco). Parto dalla fine, dai giorni nostri. E  mi chiedo, a puro titolo di esempio (perchè di domande così ne potremmo fare un tot):

"Ma perchè la Juve ha MoggiGiraudoBettega, il Milan ha GallianiBraida, e l'Inter ha Branca?"

Con tutto il rispetto: ma chi cazzo è Branca? E chi cazzo l'ha messo nel posto-chiave della società? Moratti, appunto.

Quando ci facciamo le seghe sulle differenze tra Juve Milan e Inter, forse potremmo limitarci a focalizzare alcuni particolari. Tipo questo, ad esempio: ma chi è Branca? Braida, venticinque anni fa, era come Branca adesso: un modesto centravanti che studiava da dirigente. Ma perchè cazzo - lo chiederei a Moratti - il Milan oggi ha un Braida con 25 anni di esperienza al massimo livello, e noi abbiamo un Branca che l'esperienza se la sta facendo - lautamente pagato - sulle nostre spalle partendo da zero? Per carità: magari è bravo. E magari tra dieci anni sarà un fior di direttore tecnico e tutti si inchineranno al suo passaggio e si daranno di gomito e diranno:

"Cazzo, c'è Branca!"

Ma adesso, chi è Branca? Come cazzo è che una squadra come l'Inter si affida a un dirigente di scarsa esperienza e credito zero? Perchè l'unico credito che vanta Branca è, appunto, essere dirigente dell'Inter. Non conta un cazzo, ma è direttore tecnico dell'Inter. E io me l'immagino la scena, in mezzo a quegli squali che popolano il calcio italiano:

"Piacere, Marco Branca, direttore tecnico dell'Inter"

"Sticazzi!"

(p.s.: avevo una domanda in canna e l'ho ricacciata giù. Ne farò un sondaggio. La domanda si capisce già, no?)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:05 |