www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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mercoledì, settembre 17, 2003 PALLA, PREGO C'è chi si fa una birra, un whisky, un caffè, una sigaretta, una corsa, una sega (diciamolo). O ascolta un disco, o legge un libro, o vede un film, o si mette al telefono e parla, o al computer e chatta. O passeggia di notte, o guarda l'alba, o si incanta davanti a un tramonto. O chi fa sesso, chi limona, chi pomicia (mai capito dove va l'accento). O chi gioca, chi ride. Anche chi piange, perchè no. Io per sentirmi vivo (a parte alcune di queste cose, secondo il momento e la disponibilità) a volte faccio un'ora di tennis col maestro. Lo chiamo, prenoto e mi presento al campo. Per una cifra che si aggira sui 28 euro, per un'ora ricevo e restituisco palline a velocità superiore alla (mia) media, godendo nel sentire il braccio che va via pulito e mi si attorciglia intorno al collo, la spalla che lo accompagna e dà forza al colpo, i piedi che per un attimo si ancorano sull'erba sintetica e aspettano che la pallina parta prima di rimettersi in movimento. Mentre raccogliamo le palline lui, The Theacher, mi dice dove sbaglio, e io, The Pupil, gli dico sì, ho capito. Stamattina c'era anche una novità: mi mancava il fiato, questo sì - vorrei vedere voi a sparare a raffica per un'ora -, ma il setto nasale funziona da dio, passa un sacco d'aria in più di prima, e tutto va meglio, anche l'umore. E' la prima ora che ho fatto a distanza di un sacco di tempo, e quindi ho finito con la lingua fuori, i crampi ai polpacci e la maglietta da strizzare. Però, cazzo, quando alla fine mi siedo due minuti sulla sedia a bordocampo, mi tolgo la maglia fradicia, mi passo l'asciugamano sulla faccia, sento le tempie che ancora pulsano dopo l'ultimo cesto di palline, chiudo gli occhi e gusto l'ossigeno che rimetto in circolo inspirando come un mantice, e sento una stanchezza fisica e positiva, che vuol dire sentirsi a pezzi ma con la mente sgombra, ecco, lì, per un un minuto o due, mi sento vivo.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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