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domenica, ottobre 30, 2005
 

RUN LIKE A DEEJAY

Quando arrivo per la punzonatura, lo spiazzo intorno a San Siro brulica di gente che porta via le immondizie di Milan-Juve, e la trovo un'immagine ricca di simbolismi, come in quei film iraniani che poi vincono chessò, a Berlino. Dietro lo stadio invece è tutto uno zompettare di gente che si scalda o fa stretching. Quando vedo gli altri mi viene sempre l'ansia da prestazione, e poi un diecimila non l'ho mai fatto. Poi penso che due anni fa correvo a stento per un paio di chilometri, e oggi considero un diecimila una gara troppo breve. Una considerazione che mi fa stare meglio. Siamo in 1400 e passeggiando verso il deposito borse mi pongo due obiettivi seri: stare sotto i 50 minuti e arrivare nei primi mille. Aspettando la partenza colgo qua e là pronostici e previsioni, tutti al di là delle mie possibilità. Mi sistemo allora in una sezione di gente tranquilla, che si accontenta di stare sotto l'ora. Stefano Baldini ci saluta dalla prima fila. E' un bel tipo. Secondo me tromba alla grande, altro che maratone. Oggi non corre. Cioè corre, ma non seriamente. La farà insieme a Linus, quindi arriveranno intorno ai 44 minuti. Ci metterei la firma, anzi due o tre firme.

Pum. Si parte. Basta pensare. Pigio il crono, attivo l'Mp3 e metto un passo dopo l'altro. La cosa più bella di queste cazzo di corse è guardare la gente che hai davanti: quelli che allungano e non li vedi più, quelli che vanno più o meno come te, quelli che li vedi lontanucci, poi vicini, poi a un passo e poi li superi, quelli che li vedi baldanzosi all'inizio e li raccogli col cucchiaio verso la fine, quelli che ti superano a due chilometri dall'arrivo andando il doppio di te e ti chiedi dove cazzo erano prima. Vedi 1400 stili di corsa diversi, ed è un piacere per gli occhi. Guardo anche il  mio: getto uno sguardo alla mia ombra e al capello che ondeggia e mi sembro sufficientemente baldanzoso. Diecimila metri durano poco, tanto che quando passi il nono chilometro improvvisi addirittura uno sprint prolungato: una figata per me che nelle mezze maratone mi appropinquo all'arrivo che sembro Sbirulino in crisi di fame. Alla fine una coda di due minuti per la medaglia, di quindici secondi per restituire il chip e di 40 (quaranta) minuti per ritirare il pacco gara. Il ristoro? 'na crostatina e 'na bottiglietta de minerale. Deejay, affettuosamente: mavaffanculova.

p.s.: sono arrivato nei primi mille e sono stato sotto i cinquanta minuti. E che si inculi il pacco gara.

(nella foto: un collega emiliano)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:09 |