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giovedì, ottobre 27, 2005
 

IDEE CHIARE

Prendersi due giornate per "frasi di tenore minaccioso e irriguardoso" all'arbitro, con l'aggravante di essere "trattenuto a forza da persone addette allo staff societario", non è meno disonorevole della sconfitta: il Mancio se l'è giustamente presa per un rigore inventato dall'arbitro e da un Montella versione Stanislawski, però bisognerebbe avere la freddezza di considerare che era un rigore assegnato sullo 0-2, uno 0-2 per nulla illegittimo, anzi. Rosetti ha dato un rigore inesistente, ma ne aveva negato alla Roma uno nella prima azione. Che poi lo 0-3 abbia significato una pietra tombale messa sopra la partita, occhei. Ma bisogna proprio tornare alla prima azione e a fallo da rigore non visto di Samuel: la prima di una serie di azioni-fotocopia in cui l'Inter era lenta e sbilanciata in avanti, e la Roma una scheggia in direzione contraria. Giocare in casa e subire per tre o quattro volte azioni di questo genere nella prima mezz'ora di partita, beh, avrebbe dovuto preoccupare il Mancio più del fatto di correre da Rosetti e mandarlo a cagare prima che andasse a fare la doccia. Quanto a Veron, due giornate se le merita, oggettivamente.

Stop, parliamo del futuro. Anzi no, ancora un pochino del passato. Tosattando qualche post fa e spiegando le ragioni della mia sperticata fiducia, avevo parlato di Palermo come di un'eccezione. E invece abbiamo replicato Palermo (anche nel risultato e nella successione delle reti) dimostrando che, se ben aggrediti, siamo perfettamente in grado di non capirci più un cazzo. A Palermo, piuttosto, si poteva dare la colpa alle invenzioni del Mancio. Ieri non c'è stato turnover rispetto alla partita precedente, vinta a Udine. E allora? Mancini si è svegliato annunciando al mondo di avere le idee chiare. Ce ne avesse confessata almeno una, però. Sono le sei, e tutto tace.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:05 |