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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

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domenica, settembre 18, 2005
 

SE QUESTO E' UN UOMO

Non so voi e, se permettete, me ne fotto (siamo in democrazia). Io però no, ne sono sicuro: non me lo merito. Non mi merito un uomo così. Non solo perchè non l'ho votato (non sia mai), ma perchè non è degno di un paese civile mettere certe persone in certi posti. Un uomo così va bene per tirare quattro righe su un foglio e farsi pagare la relativa parcella. Non può (non potrebbe) sedere su certe poltrone e decidere certe cose. Presidente di quartiere, occhei, perchè no? Ma ministro della Giustizia, diobono, no.

Non mi addentro in questioni più grandi di me. Mi riferirò solo al rapporto che questo signore, e quelli come lui, hanno con la signora Lucia Massarotto di Venezia. Ogni anno la signora Lucia, quando le arrivano sotto casa arrivano i leghisti a fare le solite adunate a metà tra le festa del gnocco fritto e il ku-klux-klan de noartri, fa una cosa civilissima: espone sul suo balcone una bandiera tricolore.

Il tricolore è la mia bandiera, quella della signora Lucia e quella del signore di cui sopra, ma anche di Bossi, Calderoli e degli altri che hanno avuto l'incredibile ventura di essere ammessi al governo di un paese che dicono di non rappresentare

(io continuo a pensarci e non mi do pace)

e che vanno a giurare dal presidente della Repubblica con cravatta e fazzoletto verde

(che ogni volta che vedo un fazzoletto verde mi si rivoltano le budella)

e che non l'hanno fatto una volta sola, perchè una parte di italiani (parliamo di milioni, e io che sono democratico mi inchino davanti alle cifre) se ne strabattono di questa situazione. Vorrei poter dire: cazzi loro. Se non fosse che sono anche cazzi miei.

Ma torniamo alla signora Lucia, eroina civile di Venessia che quando vede un leghista tira fuori il tricolore. Nel 1997 Umberto Bossi

(ministro della Repubblica fino al coccolone)

le disse si buttarla nel cesso e tirare la catena, ma la signora Lucia a casa sua fa il cazzo che vuole, e il reato è quello di buttare la bandiera nel cesso e tirare lo sciacquone

(consigliato da un ministro della Repubblica Italiana)

e non certo quello di tirarla fuori dal cassetto e stenderla sul balcone. Oggi l'ex ministro dello sciacquone farfuglia, e quindi in sua vece parla il ministro della Giustizia. Che ne spara una di quelle grosse, che dette al bar fanno ridere un casino, ma dette da un ministro fanno girare i coglioni. Parla dell'Unione che ha già stampato le schede elettorali con la croce sopra, e dice che se vince l'Unione l'Islam ci invaderà, diventeremo uno stato musulmano, le donne andranno in giro con il burka eccetera. Poi, mentre parla e la gente gli ulula davanti - la sua gente, la gente come lui, quella che si eccita davanti a una cravatta verde - alza gli occhi e vede il tricolore della signora Lucia, e le dice:

"Sciura, oggi lei espone il tricolore proprio perchè c'è la Lega. Se non ci fossimo noi, qui sarebbe tutto Islam e lei dovrebbe esporre una mezzaluna".

La signora Lucia gli ha risposto da donna civile: "Non lo devo mica chiedere a lei il permesso di esporre la bandiera tricolore. E poi la storia dell'Unione e della mezzaluna è una cagata, mi scusi".

(il termine "cagata" l'ho aggiunto io, la signora Lucia mi perdonerà, ma sicuramente l'avrà pensato, perchè una donna con le palle)

Gli va bene, al ministro, che l'interlocutrice è la signora Lucia. Io gli avrei detto "Fottiti" e avrei esposto anche la bandiera della pace, quella dell'Inter e quella che avrei vergato a mano - vernice spray sopra lenzuolo - con su scritto "Vattene e vergognati". Ma io lo so che lui non se ne va, nè - ed è ben più grave, per noi e per lui - si vergogna. Viva Lucia, viva l'Inter, viva l'Italia. Resistere Resistere Resistere.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:42 |