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martedì, agosto 30, 2005
 

C'E' PELATO E PELATO

(two different ways of being tomato)

Pensandoci bene, io mi sarei comportato esattamente come Collina. Siccome è lecito, avrei firmato il ricco contratto con la General Motors, limitandomi ad avvertire (come credo abbia fatto, figuriamoci, gli arbitri tra loro si dicono anche il numero delle volte che vanno al gabinetto) i miei superiori. Non mi sarei posto il problema morale dell'incompatibilità con il Milan, perchè se io sono il miglior arbitro al mondo e ho una storia che parla per me, non decido se è rigore o no in base a cosa c'è scritto sulla tua maglia, nè ammetto che qualcuno lo insinui. Per le modalità con le quali la storia è saltata fuori - direttamente in prima pagina sulla Gazzetta -, mi sarei incazzato nero per l'imboscata ma mi sarei anche sentito sinceramente in difetto: pur convinto della inscalfibilità delle mia garanzie, avrei chinato la testa di fronte alla triste eventualità che questo dubbio potesse pesare su ogni misa singola decisione della stagione, perchè in Italia è così, non ci sono cazzi. E quindi, di fronte al fatto che la mia carriera è comunque all'epilogo, avrei deciso di anticiparne la fine con una letterina onesta e un po' biliosa, perchè col cazzo che uno come me avrebbe tirato fino a giugno ad arbitrare quegli scarponi della serie B. Al di là dell'antipatia del personaggio, ne vanno riconosciuti il valore e la statura: che non arbitri più potrebbe essere un bene per la crescita di chi finalmente dovrà sostituirlo, che esca dallo sport invece mi sembra un'eresia e quindi qualcuno - Aia, Figc, Uefa, Fifa - lo recuperi e se lo tenga stretto.

Pensandoci bene, siccome sono un povero pirla qualunque - però onesto -, non potrei mai comportarmi come Galliani, ma proprio mai. La sceneggiata post-Ascoli è ributtante (tu quoque, Carletto). Il Milan che se la prende con l'arbitro, il campo pesante, gli avversari, la Regione Marche, il colonnello Bernacca e Domineddio, cazzo!, è uno spettacolo che inquieta. Galliani che medita di dimettersi da presidente della Lega per poter difendere meglio il Milan, mavaffanculo, è una brutta barzelletta. Io, da calciofilo, sono stufo di storie e di personaggi di questo genere. Passiamo oltre la squallida e arrogante protesta del Milan sul campo pesante (perchè allora bisogna fortemente rivalutare la Juve di Perugia). Parliamo di Galliani e delle sue minacce di dimissioni. Intanto, dicendo che vuole dimettersi per poter difendere più serenamente il Milan, in pratica confessa che il Milan lo difende senza strepiti, ma comunque benissimo, dalla poltrona  che occupa. Le dimissioni, poi, che pagliacciata. Galliani in Lega  ha già fatto tutto quello che doveva fare: dal calcio in culo alla serie B alla vicenda dei diritti televisivi a Mediaset, la missione è compiuta. Se questo è il calcio e se questa è la gente che ci meritiamo, significa che in un'altra vita abbiamo fatto qualcosa di veramente brutto.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:00 |