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venerdì, agosto 26, 2005 INCREDIBILE MA VERO Ho scritto e riscritto la prima riga di questo post, iniziandolo in dieci modi diversi e abortendolo in rapida successione. Non mi capita spesso. Di solito ho un pensiero e blam!, schiaffo le dita sulla tastiera e - previo blando collegamento con il cervello - le lascio scorrere. Ma stamattina - erano le nove e mezza - mi è capitato l'episodio oggettivamente più incredibile da quando ho aperto il blog, e non so come spiegarlo. E', lo ribadisco, oggettivamente incredibile. Non ho altre parole per definirlo. Ma io ero sveglio e c'era un testimone, perchè stavo per entare in un campo da tennis e ovviamente c'era una persona insieme a me, anch'egli dotato di racchetta e stupefatto quanto il sottoscritto. Il primo pensiero è stato: ci scrivo un post. Il secondo, un paio di secondi dopo: non mi crederanno. In fondo sono sempre quel Settoruccio che le spara grosse, immaginandosi trombate con tenniste o telefonate con proprietari di squadre di calcio. E vi comprenderei, amici, se adesso leggendo le righe che seguono pensaste tra voi e voi: ma va' a cagare, Sector. Il terzo pensiero, ore più tardi, è stato: non scrivo un cazzo. Il quarto, poco fa, è stato: ma perchè no? quando mai ti ricapita? Dunque. Erano le nove e mezza e stavo camminando su un sentiero erboso, direzione campo da tennis. Location: aperta campagna. Distanza dal campo da tennis: 100 metri. Distanza dal mare: circa 100 chilometri. Sto parlando di dritti e rovesci quando il mio socio guardando in basso e puntando il dito verso terra mi blocca e mi dice: "OCCHIO!" Il mio primo pensiero è stato: cazzo, ho pestato una merda, oppure la stavo pestando però mi sono fermato prima. Ma non ho guardato l'ipotetica merda, bensì il mio socio che aveva un'espressione basita, come se avesse visto un Ufo o sua zia morta nell'immediato dopoguerra o Toldo azzeccare un'uscita alta. Per terra non c'era una merda. C'era un gambero. Giuro, ragazzi, lo so, sembra incredibile ma è così. C'era un gambero di mare, un gamberone, di quelli che mangi negli antipasti fighi o nelle maxi fritture oppure in salsa cocktail. Il gamberone attraversava il sentiero con le sue chele spianate e noi due siamo rimasti lì come due pirla a vederlo camminare. (Una considerazione: il gambero camminava in avanti. Non dovrebbe camminare all'indietro? Boh) Ma a parte questo: cosa ci faceva un gamberone di mare in piena Pianura Padana? Vivo, vitale, a piedi? (A piedi? Oddio, sto dando segni di squilibrio). La scena era talmente irreale che abbiamo fatto l'unica cosa possibile: siamo entrati in campo e abbiamo giocato. Anche se io avrei chiamato volentieri i vigili urbani, l'Interpol, la Capitaneria di porto e Piero Angela con il figlio a godersi l'evento e valutare il da farsi. Il giallo è stato parzialmente chiarito, ma la vicenda ha via via guadagnato in termini di fascino e avventura. Il campo da tennis confina con un posto dove si fanno ricevimenti. Ergo, il gambero (non può essere altro che così) è scappato dalla cucina, oppure dalla borsa del pescivendolo. E adesso mi sento malissimo, perchè sto pensando a questo gambero coraggioso che ha preso la via del prato e se n'è andato da solo verso la possibile salvezza. Ma verso dove, cazzo? Quanto può vivere un gambero senza acqua? Dove sai adesso, gamberuccio mio, che per salvarti dalle fauci di qualche invitato adesso magari sei nelle fauci di un gatto, o stai morendo guardando il cielo e l'erba e dicendo: "Diobono, che vita di merda per noi gamberi" Ecco, se ancora mi volete bene, non dite per nessuna ragione a Pecoraro Scanio o a Licia Colò che mi sono messo a giocare a tennis invece di comprare un acquario tropicale. Grazie. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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