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giovedì, agosto 25, 2005
 

L'EPO RETROATTIVO

Del ciclismo non mi stupisce più nulla. Da ex-appassionato, o da appassionato in sonno (come i massoni che escono dalla loggia), o semplicemente da appassionato tradito, ogni volta che si parla di doping pesante nel ciclismo non mi muovo neanche da lì a lì, come se mi dicessero che in Sicilia c'è la mafia o che in Iraq si continua a morire. Mi arrivano cose, cioè, di cui sinceramente mi dispiace, ma che mi sono arcinote, che condanno nel mio intimo e nei riguardi delle quali non posso fare nulla, se non far finta di non sentire o occuparmi d'altro. Quindi, che mi vengano a dire che sei anni fa Armstrong prendeva l'Epo in quello che doveva essere il primo dei suoi sette Tour vinti, insomma, mi dà anche un po' fastidio. Non per altro: ma perchè sei anni dopo? Perchè dopo che si è ritirato? Dietro il bagliore dello scoop sento puzza di bruciato. O forse no, è merda.

Su Armstrong il mondo dello sport - me compreso - ha sempre tenuto un atteggiamento clamorosamente ipocrita. La sua è una storia straordinaria, non ci sono cazzi, perchè non solo è uscito da un cancro che gli lasciava poche possibilità, ma perchè si è rimesso in sella e ha vinto sette Tour de France, roba stratosferica. In virtù della sua impresa immane - la vittoria sul cancro - gli si è perdonato tutto. Giustamente, peraltro. La programmazione su un'unica corsa, la sottile arroganza del vincente, eccetera eccetera. E anche il sospetto del doping, quasi fosse lesa maestà andare a rompere i coglioni a un campione che - prima di tutto - aveva sconfitto la malattia. Da sette stagioni si parlotta dietro ad Armstrong, ci si dà di gomito, si dice e non si dice. Adesso invece si dice, anzi si urla, lo fa un giornale importante e lo fa a titoli cubitali. Lo fa dopo sette Tour vinti e dopo il ritiro annunciato. Lo fa a sei anni dalla vicenda, andata in prescrizione. E io lì a cercare le stille di sudore e a respirare la polvere che schizza da sotto i palmer, disperatamente a trovare un appiglio per indurmi a rispettare uno sport che invece, ogni giorno di più e da ogni angolazione lo si guardi, si pone come una grottesca rappresentazione dell'Uomo che Fatica. Ma con l'aiutino, e cercando di essere più furbo del resto del gruppone.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:55 |