www.settore4cfila72posto35.net
il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







Archivio

oggi
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
giugno 2003
maggio 2003








domenica, agosto 14, 2005
 

VENTI

Alla fine, mentre facevo stretching appoggiato a un paracarro tra l'indifferenza degli scarsi passanti e mi rallegravo con me stesso per essere arrivato vivo e vitale alla meta, cioè al luogo in cui avevo parcheggiato la macchina prima di imboccare una strada lunga dritta piana e poco trafficata, provavo a fare mente locale. 1) mi ero nutrito oggettivamente poco e male; 2) non avevo bevuto durante tutta la corsa; 3) ero uscito di casa che c'erano 20 gradi e improvvisamente la temperatura si era alzata a 25-26 con un'umidità da far paura; 4) mi faceva male il piede sinistro, un male subdolo, frutto di una storta fantasma presa al parco, dove dopo che è piovuto non spuntano i funghi ma le buche; 5) avevo corso solo su asfalto, io che non lo faccio quasi mai; 6) ero solo, senza punti di riferimento, neanche un prete per chiacchierar, du' balle.

E mentre facevo mente locale e bevevo a quattro palmenti

(no, quello è "mangiare". Vabbe', licenza poetica)

non potevo fare a meno di notare che il cronometro si era fermato a 55. Un'ora e 55, per essere precisi. Ma era il 55 ad assumere la sua bella importanza. Venti chilometri in un'ora e 55: tutto questo dà un certo respiro alla mia impresa nella categoria pippe. E mentre strizzavo il cappellino e mi toglievo le cuffiette e mi stiravo i muscoletti da impiegato di concetto riciclato al podismo  amatoriale, con la sola compagnia di un paracarro in granito, lasciavo che il dato oggettivo mi convincesse che l'obiettivo della mezza maratona è lì ad un passo, o forse è già virtualmente raggiunto. Manca un chilometro più 97 metri: una formalità, voglio dire. Ho scaricato il modulo dell'iscrizione e ora me lo tengo qui davanti: i venti chilometri li ho sverginati, adesso devo solo andare in posta e fare un fax.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:06 |