www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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mercoledì, agosto 27, 2003 IN CHE MONDO VIVIAMO In questi giorni ci siamo rozzanizzati anche noi, da bravi comunicatori (devo dire, con più profondità e civiltà della gran parte dei telegiornali). Ci siamo trovati a parlare di bellezza e abbruttimento, violenza e convivenza, belle piazze e case occupate, codici estetici e codici d'onore, periferie e Bronx, vendette e ammazzatine. Lontano o vicino che sia, Rozzano ci ha fatto ripiombare in una realtà angosciante, noi che 'ste cose continuiamo a vederle dai giornali e dalla tv, Rozzano come Kabul, e invece quella è l'Italia che abbiamo sotto casa. "Alienazione" sarà un'altra delle parole che senz'altro è saltata fuori in questi giorni. E di alienazione vi parlo adesso, copiandovi e incollando una notizia di due giorni fa, che nessun giornale ha ripreso, forse per poco spazio, forse per poca voglia di aggiungere angoscia ad angoscia. Qui non c'entra la violenza. C'entrano le menti bacate di questi tempi moderni. C'entra la tragedia della nostra quotidianità. C'entra la prevalenza dei gesti automatici. Alienazione, appunto. Non è bella da leggere, questa notizia dimenticata. A me verrà in mente in quelle occasioni in cui ti rendi conto di correre, correre, correre, e nella foga hai dimenticato dove stai andando. Washington - Succede purtroppo con sempre più frequenza: un genitore o un altro adulto che per distrazione lascia un bimbo chiuso nell'automobile per ore e ore nel caldo soffocante dell'estate americana. In questo modo sono morti quest'anno negli Stati Uniti 36 bambini. Il dato lo ha rivelato Jan Jull, professore dell'Università di San Francisco, che cataloga i casi di questa morte atroce dal 1998, ottenendo la notizia dai giornali e dalle organizzazioni che si battono per la protezione dei bambini. In quell'anno, Jull aveva registrato 25 casi e da allora la cifra è sempre salita. L'esperta ricorda inoltre che molti casi normalmente non vengono segnalati ai giornali o ai gruppi. Janette Fennell, direttore di "Kids and Cars", una di queste organizzazioni, fa notare che nella maggioranza dei casi l'adulto responsabile della tragedia è un genitore molto giovane o qualcuno che ha cambiato d'improvviso il modo in cui usa l'automobile. Fennell suggerisce che i genitori che portano i figli in giro in auto mettano un pacco di pannolini nel sedile accanto al posto di guida, per non dimenticare i piccoli seduti dietro. Oppure il genitore potrebbe mettere dietro, con il bambino, la propria ventiquattrore. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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