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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

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lunedì, luglio 11, 2005
 

RAIN MAN

Io la sveglia l'avevo messa, actually. Ed essa aveva puntualmente suonato, come da precise caratteristiche merceologiche. E io ho anche aperto gli occhi. Di più, mi sono diligentemente trascinato alla finestra. E se alle sette di mattina della domenica c'è un cielo scuro scuro, piove che iddio la manda, si sentono tuoni in lontananza e fa un freddo dell'ostia, beh, non sarà mica colpa mia. E così, in un rigurgito di amor proprio, mi sono di nuovo coricato ed ho chiuso gli occhi.

C'era una non competitiva di 7-12-21 km. a mezz'ora di macchina. Ma c'è un limite a tutto. Mi sono riassopito, giustificandomi con me stesso e riassaporando la morbidezza del cuscino.

Comunque alle 9 mi sono alzato ed ho messo carboidrati e zuccheri nel pancino. Poi mi vesto di tutto punto e mi impongo dopo breve trattativa: alle dieci vado. Ma alle dieci pioveva. Facciamo dieci e mezza. Alle dieci e mezza pioveva. Alle undici meno un quarto smette di piovere. Indosso impermeabilino tattico traforato dietro, una figata, poi cappellino e lettore Mp3. Stretching al quarto piano. Scendo al piano terra. Pronti, via.

Fa un freddo piacevole e questo mi tira su. La musica mi tradisce e forse parto un po' troppo allegro. Ma non ho tempo di pianificare i rimedi alla solita crisetta. Inizia a piovigginare. Cazzarola. Poi a piovere. Cazzarolona. Abbastanza forte. Cazzo! Sui marciapiedi non c'è nessuno e vado che è una meraviglia. La musica è alta ma sento il cic-ciac delle pozzanghere. Mi fermo solo ai semafori aspettando il verde pedonale, oppure mi metto ai lati della strada e passo con il verde automobilistico, tra lo sconcerto dei presenti che mi vedono sfrecciare inzuppato e dai loro asciuttissimi abitacoli pensano di sicuro:

"L'è màt!"

Decido di fare il percorso da 11 km. che avevo misurato in macchina a couple of months ago. La pioggia aumenta. A due chilometri dalla fine viene giù il finimondo. L'impermeabilino diventa molto permeabile. Non parliamo del cappellino in puro cotone. I piedi sono zuppi. L'acqua, bella fresca, penetra anche nelle mutande. A un certo punto la musica si fa metallica: controllo, ho le orecchie piene d'acqua. In quel momento ho una trance agonistica, forse un aquaplanning, non so. Dimentico tutto, anche il percorso. Mi ritrovo davanti a casa. 11 chilometri in 56 minuti. Non mi sono masturbato essenzialmente per due motivi:

a) nel palazzo sono abbastanza stimato;

b) su Radio Maria hanno detto che si diventa ciechi.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:33 |