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mercoledì, luglio 06, 2005 PEZZO DI MERDA (CORDIALMENTE)
Io mi metto tra gli ingenui, senza dubbi e senza vergogna. Non dovrei stupirmi, mi direbbe un banale qualsiasi. E io gli rispondo che non sono stupito, no: sono indignato, schifato and so on. Lasciare l'Inter per andare al Milan - in questo momento storico, nel modo in cui è avvenuto, nel tracciare un bilancio dell'esperienza interista, facendo la conta di quello che ci si lascia alle spalle, di quanto si è dato a una società che ti strapagava fino alla nausea - è semplicemente spregevole. Non dovrei stupirmi? Il problema è che io non sono così. Io ragiono da amante del calcio, da uomo normale, con stipendio normale, vita normale. Qui siamo tra gente ordinaria, no? Gente che ci pensa due volte a tirare fuori i soldi di un abbonamento, forse anche di un biglietto piuttosto di un altro. Gente che magari deve scegliere se andare in questo o quell'anello. Gente che magari prende un giorno di ferie per vedersi una partita. Ordinary people. Gente che si emoziona per un gol, un contropiede, un colpo di tacco. Gente che fa la fila per una Coppetta. Posso dire che siamo tra gente vera, senza Cayenne, senza Rolex, senza figa foderata d'oro, senza Costa Smeralda? Posso dirlo, o qua c'è gente come lui? Io non sono come lui. Io amo il calcio, una mia idea di calcio forse, che è un'altra cosa rispetto alla gente come lui. Amo la rete che si gonfia, amo smoccolare dai gradoni, amo la polvere e il sudore, amo la catena di momenti che trasferisce il pallone dalla nostra area verso la porta degli avversari, inesorabilmente, che mi verrebbe voglia ogni tanto di alzarmi è gridare Olèèèèèèèèèè al terzo passaggio esatto di fila. E amo l'adrenalina di una linea varcata, un gol, cazzo, bello o brutto, un gol che valga poco o tanto, ma che mi faccia alzare in piedi, dal divano o dal settore4cfila72posto35 questo non importa. Amo quei giocatori che mi trasmettano un senso di appartenenza. Amo quelli che ci mettono la gamba e magari anche il cuore, quelli che prendono i miliardi ma sanno che è pur sempre un gioco, un gioco di pallone, uno gioco di sguardi lanciati alla tribuna, di palle sguainate, di amore per una maglia. Amore prezzolato, per carità. Amore a termine, occhei, siamo d'accordo. Ma amore, diocaro. Amore da dimostrare, o almeno fare finta di. Se non amore, almeno riconoscenza. Tanto noi, dalla tribuna o dal divano, mica ce ne accorgiamo. A noi basta una scintilla, vera o artificiale che sia. A noi basta vedere che sotto una maglia a strisce nere e blu pulsa qualcosa. Poco importa che sia un cuore o un Compex. A noi basta poco, il minimo. Il dovuto. E quello lì , cazzo, quello lì cosa ci ha dato? Qualcuno me lo dica. Volete che scremi uno a uno i suoi 120 e rotti gol perchè ne resti una quindicina di quelli pesanti, uno squallido e inutile dieci per cento? Volete che vi rielenchi le volte che non è andato in panchina, le volte che è sparito, le volte che ha messo giù il muso, le volte che ha trattato con altre squadre, le volte che ha incassato gli assegni da un miliardo del vecchio conio al mese e stop, ecco il suo senso di appartenenza, recarsi puntualmente alla sede sociale e ritirare la prebenda? Volete che vi spieghi la differenza tra il segnare per se stessi e pararsi il culo, e segnare per la squadra e portare a casa qualcosa? Volete intavolare una discussione sul perchè mai questo straordinario incasellatore di gol non ha mai vinto un cazzo? Siccome sono un sentimentale, sono andato a rileggermi un po' di cose in archivio. Confermo tutto. Confermo la gratitudine per i gol segnati e per le volte (non poche) che si è sbattuto in campo contro difensori e arbitri e contro i suoi stessi tifosi. Confermo l'indifferenza mortale per un giocatore senza un briciolo di autorità morale, un'autorità che diobono non gli hanno dato 120 gol segnati con la stessa maglia, e ditemi voi se questo è un giocatore da ricordare o da mettere in cornice. Come ho scritto non lontano da qui, l'aver rinunciato a diventare leader della squadra, l'aver timbrato per sei anni il cartellino pro domo sua è un atteggiamento che non merita perdono nè comprensione. Io, ingenuo, ingenuo contro i banali, dico che di questo calcio senza morale Vieri è uno dei monumenti moderni, forse il più imponente, il Colosso di Rodi del calcio skyano e blatteriano, la merda di calcio che ci meritiamo, non fosse che noi non siamo come lui e proviamo a dare un senso alle nostre emozioni di povera gente, povera ma intellettualmente onesta e puramente appassionata. Un grande centravanti, un piccolo uomo, con prevalenza della seconda che ho detto. Non è un caso che con Il Grande Centravanti Christian Vieri detto Bobo l'Inter Fc non abbia vinto un cazzo. Tanti auguri Milan, provateci voi cuginetti del cazzo a cavare il sangue dalla rapa. Certo la vicenda conserva aspetti paradossali. Regaliamo un giocatore così al Milan, anzi pagandolo per andarci. Eppure vedo una sorta di dignitosa disperazione in tutto questo. Pagarlo perchè se ne vada, forse per le stesse ragioni che nutrono il mio risentimento: mandare via Vieri perchè è un mangiasoldi, un menarogna, un rompicazzo, un insopportabile, un campione senz'anima, una bandiera fasulla, una patacca da bancarella, il Grande Tappo che da sei anni trattiene le nostre bollicine. Stapppp! Lasciatemelo urlare: è il primo grande acquisto di quest'anno. Senza di lui siamo già migliori. Uno che se ne va senza salutare e passa al nemico nel giro di tre giorni, porca troia, a voi sta bene? A voi sta bene tutto? A voi sembra normale? A voi sembra giusto? Scusate, diobono, ma voi sarete mica come lui? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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