www.settore4cfila72posto35.net
il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







Archivio

oggi
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
giugno 2003
maggio 2003








mercoledì, agosto 20, 2003
 

LA LEVA CALCISTICA

DELLA CLASSE 1963

Ognuno misura il tempo che passa con gli espedienti che vuole. Io, per esempio, fino a tre o quattro anni fa mi beavo del fatto che in serie A giocasse ancora gente più vecchia di me, e mi sentivo molto giovane per questo. Adesso no, l'incantesimo è finito, il tempo è passato davvero, e se oggi per un miracolo della scienza e della tecnica qualcuno mi facesse scendere in campo con le braghe corte e le scarpe bullonate sarei il più vecchio calciatore di tutti i campionati professionistici. Il mio ultimo spicchio di giovinezza sportiva lo vivo intimamente nel basket. In serie A gioca ancora SuperMario Boni, classe 1963, però più vecchio di me di otto mesi. L'anno scorso era venuto qui a giocare e ci aveva fatto un culo così. Io a ogni canestro mi alzavo in piedi ad applaudire, e la gente di fianco pensava fossi di Teramo.

Oggi compie 40 anni il primo, in ordine di tempo, di una triade di interisti eccellenti della classe 1963. E' Riccardo Ferri, difensore ruvido, classe poca, potenza tanta, uno che ha fatto più di 400 partite con la maglia dell'Inter e che solo per questo merita rispetto e imperituro ricordo, anche se non passerà alla storia per niente di particolare. Ha vinto lo scudetto 1988-89 e due Coppe Uefa. Proprio nella finale Inter-Salisburgo, vinta in casa a fatica, epilogo coerente di una stagione orrida, Ferri ha dato l'addio all'Inter insieme a Zenga, due cuori nerazzurri che se ne sono andati altrove (entrambi alla Samp) lasciando San Siro nel modo più bello, con una delle poche vittorie di questi ultimi anni avari ed amari. Gli altri due interisti eccellenti che prima della fine dell'anno compiranno 40 anni siamo io (15 dicembre) e Bergomi (22 dicembre). Bergomi (più ancora di Ferri) è stato il segnalibro della mia giovinezza. Aveva esordito nel calcio che conta a 16 anni e un mese, nel gennaio 1980, in un Juve-Inter di Coppa Italia, e noi interisti del liceo classico, Gazzetta alla mano, ci interrogavamo su chi fosse questo Bergòmi (erroneo accento sulla O) che a sedici anni giocava già nell'Inter, mentre noi eravamo impegnati a tradurre inutilmente dal greco e al massimo ci sfogavamo a cinque contro cinque nell'intervallo, in cortile, sempre che non ci fosse la neve o il fango. Bergomi sarebbe diventato campione del mondo l'11 luglio 1982, sei giorni prima del mio esame di maturità. Nel frattempo aveva esordito in campionato anche Ferri, e dalla stagione successiva sarebbero diventati un binomio indissolubile fatto di gente interista, venuta su dal vivaio, classe 1963, tutte qualità importanti (almeno per me). Bergomi ha giocato a lungo, più a lungo di Ferri, ha fatto un mondiale da titolare nel 1998 (35 anni) e la stagione successiva un altro campionato  prima di dire basta. Via lui, mi sono sentito più vecchio, del 1963 non c'era più nessuno. Riccardo, cazzo, adesso hai 40 anni. Tra un po' arriviamo anche io e lo Zio. E' un anno duro, questo. Però, detto tra noi, non mica ho voglia di smettere di giocare, io. Quindi spegni 'ste candeline e vieni giù al campetto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:01 |