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giovedì, giugno 16, 2005 CIAPA LA CUPETA (prendi la coppetta)
Tranquilli, non temete. Ce le ricordiamo le date. I conti li sappiamo fare. Abbiamo bevuto, sì, ma conserviamo la lucidità. I 16 anni senza scudetto restano 16. I 40 anni senza Coppa Campioni restano 40. E nessuno sentiva granchè la mancanza di una Coppa Italia (si inculi la Tim) che non vincevamo da 23 anni. Ma erano sette anni che non mettevamo nulla in bacheca - dalla Coppa Uefa di Ronaldo che ci risarcì dell'affronto del Delle Alpi - e allora va bene anche la coppetta, va benissimo, ciàpa la cupèta diobono, ciàpala e portala a casa e tienila stretta. Allo stadio c'era voglia di prendersi una ciucca, di lasciarsi andare a una piccola sbornia da festa di fine anno scolastico, da indianata prima delle ferie. C'era voglia di passare una serata allegra, che scivolerà come acqua fresca sulle voragini delle nostre grandi attese - che restano tali - ma a cui nessuno aveva voglia di rinunciare. E' stata tutta una citazione antimilanista - chi non salta milanista è, liverpul-liverpul-liverpul, dacci la coppa galliani dacci la coppa - perchè vincere la Coppetta nell'anno del grande naufragio dei cugini è un capolavoro di ironia. E io lo confermo, ho il sorriso ebete: il bello di questa serata è che so benissimo la storia dei 16 anni che rimangono 16, e dei 40 che rimangono 40, ma ha il sorriso ebete lo stesso e adesso me lo porto a letto. E poi vi racconto la mia serata speciale. Perchè ad un certo punto ho infilato la porta vip, la sala vip, il corridoio vip, in una spiegarsi di larghi sorrisi e nasi rifatti, ho avuto accesso al buffet vip e allo champagne vip del brindisi vip per la coppetta vip. Mentre addento una tartina al salmone mi trovo davanti Moratti, bagnato fradicio, col pacchetto di Marlboro e un sorriso ebete come il mio. Mi guarda e si chiede chi sono. Lo guardo incredulo. Ci scambiamo i sorrisi ebeti. "Presidente, complimenti". "Grazie". O dovevo chiamarlo azionista di maggioranza? Ma no, e che cazzo, va bene presidente. Guarda che sorriso ebete che ha. Vabbe'. Dieci minuti dopo, posato il calice vip su un tavolino vip, ho percorso all'inverso i corridoi vip e sono andato in totale relax verso il parcheggio plebeo. L'aria era fresca, la gente era contenta, i clacson risuonavano nell'aria, al vento stormivano le bandiere nerazzurre e mi sono ubriacato di una genuina, semplice, ebete serenità. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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