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mercoledì, giugno 01, 2005
 

GESU' O BARABBA? / 16

(RUBRICA IN NON SO QUANTE PUNTATE

AFFRONTANDO CASI UMANI

OLTRE CHE TECNICO-TATTICI)

COCO & KILY GONZALES

La fascia sinistra dell'Inter è un sottile incrocio tra la periferia di Chernobyl, la fossa delle Marianne, il triangolo delle Bermude, la caverna del Mullah Omar e il lungomare di Rimini. Un posto affollato, con un gran ricambio di persone, ma anche un luogo oggettivamente sfigato e disagiato, mitico e misterioso, dove la gente - chissà perchè - vuol sempre venire ma senza sapere se ne uscirà viva oppure contaminata a vita da una jella atavica. Capita che sul lungomare arrivi casualmente anche una star, come se al bagno 44 incontrassi davanti alle docce Jennifer Lopez e gli dicessi "scusa culona, tocca a me". Nell'infinito lasso di tempo che corre tra Brehme a Favalli la Jennifer Lopez di turno era stato Roberto Carlos, giubilato perchè non difendeva come Facchetti.

Il resto è storia nota. Abbiamo preso bagnini brianzoli, giocatori di calcetto brasiliani, cardiopatici africani eccetera eccetera. A volte non abbiamo preso nessuno: nella nostra storia c'è uno scudetto quasi vinto nonostante una voragine a sinistra nella quale un Uomo Verticale amante delle fasce laterali, ma sprovvisto di uomini adatti alla bisogna, alternava soluzioni fantasiose o giuocatori riciclati. Gli ultimi a finire nel tritacarne sono stati Coco e Kily.

Coco passerà alla storia come un gigolò da balera con l'hobby del calcio. Una storia che non gli renderà merito, perchè Coco con un po' meno di rogna avrebbe potuto essere un buon laterale sinistro che nell'Inter ci poteva stare, altrochè. E' arrivato mezzo rotto e si è rotto del tutto, gli hanno sbagliato l'operazione, è rientrato dopo fatiche indicibili (peraltro ampiamente lenite dalla costante presenza di figa di eccelso livello). Oggi è uno pseudo-giocatore che a una squadra come l'Inter non serve, a meno di impiegarlo nel marketing. Se ha ancora voglia di giocare a pallone, dopo tutto quello che gli è successo, Coco dovrebbe accontentarsi di palcoscenici meno importanti e opprimenti. Se il problema è restare vicino a Milano dove c'è un sacco di discoteca e di gnocca, si può pensare a soluzioni tipo Brescia, Atalanta o Pro Sesto.

Kily è semplicemente arrivato con due o tre anni di ritardo. Semplicemente un cazzo, ovvio. Con un Kily al posto di un Guly, per esempio, l'Uomo Verticale quel famoso anno sarebbe diventato un Messia invece che un Pirla. Il fatto che sia arrivato con un paio d'anni di ritardo ha comportato alcune situazioni tautologiche ma non trascurabili: a) è arrivato più vecchio di due anni; b) è arrivato più logoro; c) è arrivato che ormai i buoi erano scappati; d) è arrivato in tempo per rompersi anche lui. Kily, lo dico subito, mi sta simpatico, non fosse altro per quel lampo di cattiveria argentina che gli illumina gli occhi e lo induce a puntare altrui caviglie o palloni dati per persi. Il suo grado di utilità alla causa, sotto certi aspetti, non è molto dissimile da quello di Coco. Kily, però, sta in piedi ed è cazzuto. Vecchio e cazzuto. Stanco, rotto e cazzuto. E vabbè. In altri momenti gli avrei agevolato il ritorno alle terre natìe, ma prima di lasciarlo andare vorrei vedere un organigramma che copra la tradizionale voragine. Sennò resti qui in Padania. Uno che dove lo metti sta, diciamocelo, ha un che di prezioso.

Sentenza di Settore: Coco in miniera, Kily in lista d'attesa.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:49 |