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venerdì, maggio 27, 2005 SENTIRSI MENO SOLI
Oggi ognuno di noi avrà speso fiumi di parole e in questo momento in ogni rotativa si staranno versando fiumi di I paragoni con il 5 maggio? Il problema è ricordarselo. Il nostro 5 maggio è tuttora la punta dell'iceberg: intorno c'è il mare ghiacciato della sfiga, delle sconfitte, delle follie di mercato. E allora il nostro 5 maggio nel piattume del momento storico risalta un casino, tanto da essere freschissimo e ben presente anche oggi, tre anni dopo, tre anni che non sembrano trascorsi per nulla. Il loro 25 maggio è un buco nero in un periodo gravido di vittorie e di trionfi italiani ed esteri. Rischia di essere sì una vergogna immane ma ben nascosta delle paillettes e dai coriandoli, dai nani e dalle ballerine. Il nostro 5 maggio ha il vuoto intorno, il loro 25 maggio ha intorno una specie di rave party dove si urla rutta e poga e nel casino ci si dimentica di La Coruna e Istanbul. Cerchiamo, amici, di farglielo ricordare sempre e comunque. Quando passeranno le ustioni, questi torneranno a vincere. Ma il 25 maggio diventi la nostra Giornata della Memoria. Il 25 maggio diventi simbolo della nostra Resistenza: al Milan, alla rogna, alle facce da culo. Diventi il simbolo di una nuova stagione, dove gli ultimi risalgono la classifica e si danno una mossa. Non resta, a questo punto, che una sola barriera da abbattere. La Sfiga in senso lato si è accorta che non esistiamo solo noi, e va bene, come negarlo? E' stato bello come una scopata di qualità fuori programma, una ventata di adrenalina in una sera in cui pensavamo di andare a letto alle nove. Ma non deve bastarci. Se la Sfiga è girata da un'altra parte, non restiamo lì dietro a fare il gesto dell'ombrello e stop. Proviamo a fare un passo in più, il passo che ci manca. Proviamo a vincere qualcosa, e sarà - davvero - la Primavera di Appiano. Altrimenti il ricordo di questo pazzesco 25 maggio avrà solo l'effetto di una sega. E io non voglio diventare cieco, cazzo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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