www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 luglio 2003 giugno 2003 maggio 2003 |
domenica, luglio 27, 2003 MERDE IMPUNITE (...) Domenica 13 gennaio 1980. Ricordo come fosse ieri, allo stadio Comunale imbiancato di neve caduta nella notte. Io ero destinato alla panchina, quando uscii dallo spogliatoio incrociai Trapattoni: gli raccomandai il rispetto degli accordi e lui mi disse che potevamo stare tranquilli (con Trapattoni avevo giocato nel Milan e nel Varese, sapevo che era una persona seria). I miei compagni nel sottopassaggio fecero lo stesso con alcuni giocatori juventini (che qul giorno erano Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Gentile, Brio, Scirea, Causio, Prandelli, Bettega, Tavola e Marocchino), gli dissero che avevamo scommesso sul pari e uno di loro rispose: "Noi oggi non abbiamo scommesso, il colpo l'abbiamo già fatto due domeniche fa con l'Ascoli". Quando si concordavano i pareggi si puntava allo 0-0, proprio per evitare di trovarsi in situazioni imbarazzanti o che il risultato ci potesse sfuggire di mano. (...) Nella ripresa il nostro portiere Zinetti, totalmente deconcentrato, ne combinò una grossa: su innocente cross di Causio si impaperò e il pallone gli scivolò in rete. In campo l'imbarazzo fu generale. Causio, più dispiaciuto che contento per il gol, si avvicinò alla panchina e discusse con Trapattoni. Perani preoccupato mi fece entrare in campo. Cominciammo a sospettare che alcuni giocatori della Juve non volessero più rispettare l'accordo e che, già che c'erano, puntassero a vincere la partita. La tensione in campo divenne alta, noi insultavamo gli juventini, che tacevano imbarazzati. A un certo punto Bettega ci disse: "Calmatevi, la responsabilità di farvi fare un gol me la prendo io". Meno di un quarto d'ora e la situazione venne risolta: Brio ci regalò un bell'autogol. Tutto a posto, tutti contenti. Tutti meno il pubblico, che a fine gara ci salutò con bordate di fischi e palle di neve. (...) In serata partii con la mia Jaguar per Roma: dovevo incassare i 50 milioni da Cruciani. Carlo Petrini, "Nel fango del dio pallone", Kaos Edizioni, 2000.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
|
11:09
|
|