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interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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domenica, luglio 27, 2003
 

MERDE IMPUNITE

(...) Domenica 13 gennaio 1980. Ricordo come fosse ieri, allo stadio Comunale imbiancato di neve caduta nella notte. Io ero destinato alla panchina, quando uscii dallo spogliatoio incrociai Trapattoni: gli raccomandai il rispetto degli accordi e lui mi disse che potevamo stare tranquilli (con Trapattoni avevo giocato nel Milan e nel Varese, sapevo che era una persona seria). I miei compagni nel sottopassaggio fecero lo stesso con alcuni giocatori juventini (che qul giorno erano Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Gentile, Brio, Scirea, Causio, Prandelli, Bettega, Tavola e Marocchino), gli dissero che avevamo scommesso sul pari e uno di loro rispose: "Noi oggi non abbiamo scommesso, il colpo l'abbiamo già fatto due domeniche fa con l'Ascoli". Quando si concordavano i pareggi si puntava allo 0-0, proprio per evitare di trovarsi in situazioni imbarazzanti o che il risultato ci potesse sfuggire di mano. (...) Nella ripresa il nostro portiere Zinetti, totalmente deconcentrato, ne combinò una grossa: su innocente cross di Causio si impaperò e il pallone gli scivolò in rete. In campo l'imbarazzo fu generale. Causio, più dispiaciuto che contento per il gol, si avvicinò alla panchina e discusse con Trapattoni. Perani preoccupato mi fece entrare in campo. Cominciammo a sospettare che alcuni giocatori della Juve non volessero più rispettare l'accordo e che, già che c'erano, puntassero a vincere la partita. La tensione in campo divenne alta, noi insultavamo gli juventini, che tacevano imbarazzati. A un certo punto Bettega ci disse: "Calmatevi, la responsabilità di farvi fare un gol me la prendo io". Meno di un quarto d'ora e la situazione venne risolta: Brio ci regalò un bell'autogol. Tutto a posto, tutti contenti. Tutti meno il pubblico, che a fine gara ci salutò con bordate di fischi e palle di neve. (...) In serata partii con la mia Jaguar per Roma: dovevo incassare i 50 milioni da Cruciani.

Carlo Petrini, "Nel fango del dio pallone", Kaos Edizioni, 2000.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:09 |