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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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lunedì, marzo 14, 2005
 

DI TUTTO UN BLOG

Così si intitolava il paginone che sabato "La Stampa" ha dedicato ai blog italiani. Il pezzo l'ha scritto Gianluca Nicoletti, e quindi ho dovuto rileggerlo due o tre volte perchè pullulava di frasi del tipo

"Sarà per il fatto che mi sento annichilito dal pullular garrulo di scintillante facondia che sprizza da ogni blog in cui mi capita di zampettare neghittoso alla ricerca di sochè da trasformare in parole piombate"

e c'è un limite a tutto, tenendo conto del fatto che il mio sabato si era chiuso con la visione di Lazio-Inter e quindi, confuso e infelice, mi ero recato a letto col paginone di Nicoletti da rileggere, una paginone intero con tanto di disegnone di Tullio Pericoli.

Non so voi, ma quando capita di leggere pezzi sui blog, e ogni tanto capita, io non mi ci riconosco mai. A volte finisco col chiedermi se i blog sono questi (i nostri poveri blog) o quelli (i blog citati da chi scrive about the blog), o se addirittura esistano davvero e qualcuno li legga. L'approccio di Nicoletti, per esempio, un approccio iper-intellettuale e culturalmente tanto nobile quanto terribilmente snob, era teso a dimostrare che la blogosfera è un po' troppo gonfiata, c'è poca arte, c'è molta fuffa, c'è un piccolo circolo chiuso di cento fighetti che la manovrano, è una piramide non scalfibile ed elitaria, altro che libertà espressiva e letteratura spontanea. Nicoletti ricava dal mondo dei blog - a parte i cento fighetti - una sensazione di depressione, forse perchè chi blogga si mette davanti al monitor e se ne sta lì a scrivere qualcosa. Nella gran parte dei casi, dice Nicoletti,

"il blog è un diario tristerrimo dove il logorio del quotidiano distrugge irrimediabilmente la voglia di vivere".

Minchia. Alla fine poi Nicoletti quasi si scusa ("ho bei ricordi di bloggazione gioiosa, ma oggi mi gira così") e autoironizza: si rende conto di parlar male di gente che scrive gratis, mentre lui è "un cialtrone, scrivo solo per denaro e su commissione".

Non mi ci riconosco. A me scrivere diverte abbastanza. Sull'Inter, per esempio: con un meccanismo simile ma inverso alla gestione delle e-mail, io scarico in rete cose che mi frullerebbero troppo in testa. Sabato sera ho visto l'Inter, ho scaricato qui i pensieri calcistici e poi ho letto Nicoletti invece di guardare lo sport su Raidue.

Ma non c'è mica solo Nicoletti, peraltro. Ogni tanto trovi qualcosa su quotidiani, magazine, periodici. Pezzi meno seriosi, meno pesanti, meno pensanti. Boh, non mi riconosco nemmeno lì. Nei riguardi dei blog leggo banalità, almeno tante quante ne trovo sui blog stessi. La banalità maggiore è continuare a giudicare i blog - qui Nicoletti ha visto giusto, pur nel suo catastrofismo - attraverso quei dieci o venti blog alla moda. Quando leggo un pezzo sui blog vado subito a vedere chi viene citato, e sono sempre citati gli stessi. Allora è inutile parlare di blogosfera. Parliamo piuttosto di blogobiglia (su questa parola metto fin d'ora il copyright) perchè se i 150-200 mila blog italiani sono sempre rappresentati da selvagge, pizie, personalitàconfuse, macchienere, allora sì che il mondo dei blog va ridimensionato e definito un circolo (cito Nicoletti) "di qualche decina di fighetti ben vellicati da amici con addentellati old mediatici".

Che non sia arte, siamo d'accordo. Che ci sia tanta fuffa, uh!, altrochè. Ma che sia un metodo, un mezzo, un tramite di una/cento/mille espressioni beh, saremo d'accordo no? Non trovo ancora il giusto mezzo tra i veri e propri saggi (sul tono dell'articolo di Nicoletti) e gli articoli del cazzo che ogni tanto si leggono, fatti con l'accetta, mezz'ora in rete a scartabellare qualcosa e via a scrivere, tanto chi se ne frega. Preferisco il sottile disprezzo nicolettiano, però interessante, al superficialismo da rivista patinata, dove leggi due post delle pizie e delle selvagge e occhei, hai capito tutto. Aspetto di leggere qualcosa che sia una via di mezzo, e che si dedichi all'enorme via di mezzo che c'è tra il club dei fighetti e i quattordicenni che scrivono con tante K, tante X, poche vocali e "sono ndt al cine con S., ma che palleeeeeeee!!!!!!!" A me di pizie e selvagge non frega un cazzo: fanno parte del mondo del blog,  che però non è a loro immegine e soliglianza. Sarebbe come veder scritto che Gigi D'Alessio è la musica. E ci sarebbe un mucchio di gente autorizzata ad incazzarsi, da Battiato a Fiordaliso, da Ligabue a Raoul Casadei.

(ho cercato "blogger" su Google e questa è la prima cosa che è venuta fuori. Mi sembra d'uopo dedicarla a Nicoletti)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:45 |