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lunedì, febbraio 28, 2005
 

LA NOTTE DEGLI INVINCIBILI

Ieri c'era il sole. Stamattina c'è il sole. Eppure stanotte c'è stata una bufera di neve, giuro. Fa un freddo cane, per terra c'è una patina che nemmeno al palaghiaccio, cinque centimetri di neve sul parabrezza, una neve venuta giù talmente di sbieco che guardi avanti e sembra Siberia, ti giri di fianco e sembra Sahara, tutto asciutto, ma che cazzo di roba è? Del resto lo scenario della prima sconfitta dell'Inter doveva essere apocalittico. Almeno un pochino, almeno nel meteo. Anche perchè la sconfitta non è stata mica apocalittica. Brutta partita, gol di culo: forse dovevamo perdere così, quasi senza accorgercene, una specie di inculata indolore, "già faaaaattooooo?". Indolore fisicamente, moralmente no, è una mazzata. Peccato dovere pagare il pegno di nove mesi e mezzo di imbattibiltà a un Milan da schiaffi in faccia, e abdicare così alle ultime speranze tenute in vita con il respiratore automatico. La favola della rimonta in realtà era finita a Udine, sabato scorso, un sabato di merda, un sabato italiano. Ieri sera ci si sarebbe potuti consolare e teoricamente mantenere in corsa, crogiolandosi nell'orgasmino provocato ciulandosi i cugini. E invece no, è un altro campionato che finisce a febbraio, l'ennesimo, e vabbe'.

Agli ex-Invicibili peraltro resta ancora un sacco di roba da fare. Tutta roba da Ciempions, quella da giocare con il Porto e quella - la prossima - da conquistare in campionato, dove ci ritroviamo intruppati nella media manovalanza del campionato. E poi c'è la Coppa Italia, diobono.

Ieri c'era il sole e me lo ricordo bene perchè ero allo stadio, uno stadio nè di A nè di B, dove non ci sono tabelloni nè cronometri, e se arrivi tardi devi chiedere quanto stanno e a che minuto siamo. Ho visto un difensore buttare la palla in tribuna e la palla scavalcare la tribuna e finire nei prati dietro. Ho visto un bar dove si servivano solo due cose: caffè e caffè corretto, e la correzione arrivava da un bottiglione da litro e mezzo senza etichetta. Uno stadio dove si è consumata una rivincita semi-proletaria. In tribuna centrale si pagava 25 euro e c'era l'ombra e un freddo cane. Nella tribuna opposta, dov'ero io, se ne pagavano 18 o 12 e c'era il sole, un sole quasi caldo, che la gente si levava i giacconi e si godeva il tepore. Spettacolo a tratti lancinante, ma atmosfera piacevolmente retrò. Alla fine si sono anche menati, la pula smanganellava, cosa pretendere di più?

Ieri c'era il sole, oggi c'è il sole e non ricordo bene cos'è successo nel mentre, perchè ho la neve sul balcone e un buco qui. Ma sarà la fame. Dove sono gli OroCiok?

(dottor Agricola, li posso mangiare?)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:35 |