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domenica, gennaio 23, 2005 TU CHIAMALE (SE VUOI) OCCASIONI
Costretto a vivere sogni impossibili, oltre che attese ataviche, alla fine tiri due somme e ti girano i coglioni. Non poteva essere una domenica di festa grande? Il Milan cade a Livorno, cioè nell'unico posto dove avresti voluto sinceramente vederla perdere. L'Udinese si fa infinocchiare dalla Reggina in casa. E tu lì, ad annerire una sola casella, come hai già fatto 14 cazzutissime volte in questo campionato. A chi dare la colpa, poi? A Mancini, che per la ventesima volta su venti partite ha cambiato uomini e modulo? Ai soliti due-tre giocatori (uno in testa, riconoscibile per due zanne anteriori e una discreta bruttezza) privi di luce negli occhi? Mancini faceva tenerezza, costretto continuamente a scaracchiare nel fazzoletto. Altri ne facevano meno, di tenerezza. Eppure erano più o meno gli stessi di due settimane prima, quelli che ti avevano fatto urlare come un cretino, tre gol in sei minuti, una rimonta sovrumana, una goduria pazzesca. Che giramento di palle pensare che a quella partita sono seguiti due pareggi del cazzo, con due squadre del cazzo, soprattutto con due partite del cazzo. Commentare l'Inter è sempre un esercizio borderline. In fondo se quello zingarone di Stankovic segnava quel gol-che-lo-segnavo-anch'io, sarei qui a fare tabelle-rimonta e a festeggiare il terzo posto, oltre che la solenne inculata del Milan là dove non avrebbe voluto mai perdere. Ma non posso dimenticare le due traverse del Chievo - il Chievo, diobono! - e una partita per lunghi tratti invedibile. Perchè, perchè non si può star bene due settimane di fila? Perchè gettare alle ortiche la più gigantesca partita della svolta che ci sia mai capitata? Mi vengono persino pensieri suicidi. Tipo: proviamo a perdere, magari qualcosa cambia. Poi penso al naso di Mancini che cola, alla coronarografia di Moratti, al polpaccio stirato di Adriano, e mi commuovo. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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