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giovedì, gennaio 20, 2005 IN VERITA' LO AMMIRO La classe non è acqua, bisogna ammetterlo. Ieri sera Berlusconi ha invitato a cena Mara Venier e Loredana Lecciso a palazzo Grazioli, e questo mi costringe a dire che forse ha ragione lui, non c'è un cazzo da fare. Per esempio, io ieri seminavo terrore e miseria - non morte, sono un non violento - durante il mio giorno di riposo, e il resto del centrosinistra prepavara le primarie. Lui, invece, passava la serata a chiacchierare con la Venier e la Lecciso. La grandezza del personaggio è tutta qua, e se non avessi quella morbosa e non ancora sopita passione per i regimi comunisti totalitari probabilmente sì, voterei per lui, che rappresenta la mia naturale tensione al cazzeggio (oltre che alla figa). I miei beniamini - non quelli dell'Inter, eh?, quelli della Gad - invece si macerano. Ci sono le elezioni regionale il 3 e 4 aprile, ma chi si ne frega: i più pensano alle primarie. "Primarie" è una parola interessante. Io, per esempio, se riuscissi finalmente a coronare il mio sogno di girare un film porno lo intitolerei "Le primarie". La trama. Wendy, primaria di Andrologia, e Susy, primaria di Ginecologia, movimentano la vita del piccolo ospedale del Kentucky in cui lavorano, coinvolgendo colleghi, infermieri e pazienti in una serie di mirabolanti avventure. V.m. 18, cinemascope, doppio canale (audio). Invece, nell'accezione politica, le primarie sono una cosa interessante e molto democratica. Naturalmente, come tutte le cose interessanti e molto democratiche, il centrosinistra si prepara a farne un uso del cazzo. I candidati alle primarie, secondo me, dovrebbero essere due. Ogni numero maggiore di due è un assurdo, perchè se anche le primarie diventano un momento per contarsi, per pesarsi e per cagare il cazzo - diciamolo -, allora siamo punto e a capo. Cosa minchia mi rappresenta un Pecoraro Scanio alle primarie, diobono? Cosa vuole? E un Di Pietro? Perchè cominciare a rompere i coglioni un anno e mezzo prima del voto? Perchè? Perchè? Tutto questo mentre il nostro avversario, ma che dico avversario, L'Avversario, al colmo della preoccupazione alza il telefono e invita a pranzo Mara Venier e la Lecciso. Come se io, il giorno prima della partenza per la Maratona di New York, chiamassi Jest e Doug e li invitassi a mangiare lasagne e salamelle alla Festa dell'Unità di Springfield. Darei l'idea di uno che non si preoccupa proprio di niente, scatenando preoccupazione mista ad ammirazione. "A che ora parti?" "Alle quattro" "Ma è l'una!" "E chi se ne frega: mi passi il limoncello?" Giuro, se non fosse moralmente abbietto voterei il Berlusca. Noi con le primarie, lui con le tardone: è un grande, chapeau. p.s.: se per caso qualche produttore cinematografico fosse interessato al progetto de "Le primarie", me lo faccia sapere. Il soggetto è pronto, per la sceneggiatura aggiungo qualche cazzo e qualche sospiro, poi ci siamo.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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