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giovedì, giugno 19, 2003
 

LA SFIGA DI ESSERE FINLANDESI

Ieri notte (ero a Jyvaskyla, 400 km. sopra Helsinki) non è praticamente mai venuto il buio. In albergo la tenda era corta e lasciava trasparire la luce dalla porta finestra. Sembrava di fare il pisolino al pomeriggio, quando cerchi di oscurare la stanza, e invece era notte. Di questi tempi in Finlandia sono tutti allegri: fa caldo (18 gradi, una delizia) e le giornate sono lunghissime, quasi ininterrotte. Tutto questo fa pensare alla sfiga di essere finlandesi: da ottobre ai primi di maggio infatti è inverno cupo, il 21 dicembre la luce dura due o tre ore, fa un freddo boia (l'8 gennaio a Helsinki città, che è a sud della Finlandia, ha fatto -30 di notte). Ho visto la Finlandia estiva, la Finlandia serena, la gente che faceva il bagno nei laghi (ce ne hanno 180mila di laghi, tutti belli freddi, e almeno altrettanti pirla che ci fanno il bagno dentro), e mi immagino che delirio dev'essere la Finlandia invernale. La gente beve (tantissimo, da spavento, soprattutto birra) e si suicida, come in tutti i Paesi del Nord, forse in Finlandia un pochino di più, perchè ha le ambizioni di un Paese occidentale e la sfiga di stare al Polo Nord. La Finlandia è un Paese giovane, nel senso che è autonomo e indipendente da poco dopo una storia da subalterni di Svezia e Russia (tra l'altro periodicamente in mano a zar che gliene facevano di tutti i colori). Però, nonostante i larghi spazi e una densità bassissima, quasi ridicola, la crescita è zero. Basta girare e capisci il perchè. In Finlandia producono legno, cellulosa e telefonini: nient'altro, credo. La vita è molto cara perchè importano quasi tutto. Gli stipendi sono più alti dei nostri, ma immagino che una famiglia media non sciali. Stamattina in un (bel) bar ho visto pagare 10 euro un the e una fetta di torta, tanto per dire. Ho visto la Finlandia dagli aerei: laghi, abeti e qualche casa. Poi l'ho girata in macchina: uguale. Non ci sono scritte sui muri, non c'è una cartaccia per terra, c'è una grande civiltà, un rispetto totale per la natura, una parità sessuale assoluta (presidente della Repubblica, premier e sindaco di Helsinki sono tre signore, in parlamento 70 deputati su 200 sono donne), un sistema di servizi che descrivono efficientissimo, e una malinconia generale che ti ammorba. Non so se si capisce, ma io in Finlandia non ci andrei a vivere, no no. Sono stato contento di esserci andato, ne è valsa la pena (tra l'altro il naso non si è staccato in volo come ero intimamente convinto), ma l'ho già catalogato nella casella "tornaci solo se ti pagano il viaggio". Come stavolta, del resto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:20 |