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giovedì, ottobre 28, 2004
 

86 ANNI DI GIOIA REPRESSA

Capisco un cazzo, di baseball. E trovo tristissime quelle rare telecronache del campionato italiano, con quelle inquadrature da troppo lontano del diamante, con quelle illuminazioni un po' sommarie, quegli spalti immersi nell'ombra e quella verve molto contenuta che emanano le gare del Nettuno. Così come erano insopportabili gli sproporzionati collegamenti olimpici con le nostre nazionali di baseball e softball, un concentrato di pippe che potevano essere lasciate a casa e far posto al villaggio olimpico a gente più cazzuta e meno oriunda. Insomma, di baseball posso fare tranquillamente a meno. Ieri pomeriggio, invece, ho visto la replica della gara-3 della finalissima americana su Sky e, pur continuando a non capirci un cazzo, ha assistito a uno spettacolo poderoso, a replay fantastici, primi piani da brivido. Gli americani hanno un sacco di difetti, ma con la tv e con gli eventi ci sanno fare. Tanto che in America, a dieci giorni dal voto, si parlava di più del grande sogno dei Red Sox che della grande sfida Bush-Kerry. E ci credo.

Vabbe', la favola dei Red Sox la sapete a memoria, e lascio stare i parallelismi con una squadra di calcio a me cara i cui tempi di attesa diventano stanno diventando piuttsoto biblici. Vincere un campionato dopo 86 anni, dopo averne sfiorati un bel po', dopo tante eliminazioni a un passo dalla vetta, dev'essere stata una gioia pazzesca. Mi sarebbe piaciuto essere in mezzo a quella bolgia, pur non capendoci una fava. Avrei festeggiato anch'io. Non so cosa, ma avrei festeggiato. E magari, in uno stentato inglese, avrei raccontato al mio vicino di sedia ubriaco la storia di un triangolo rimasto in stand by, e che è diventato un blog. "What's blog, guy?" Ah, lasciamo perdere, ti puzza pure l'alito: congratulations.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:22 |