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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

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interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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giovedì, ottobre 28, 2004
 

VOLTARE PAGINA

(e se fosse colpa di Gresko, ho pensato? Se fosse colpa di una sfiga che aleggia sottoforma di immagini e brutti ricordi? Allora ho fatto come si fa con un pizza express: ho chiamato e ho ordinato. Non una margherita, ma un header. Non ho parlato con un pizzaiolo, ma con quel genietto di Fab che, sia pure incredulo, ha preso nota delle mie richieste e le ha tradotte in immagine. Poi è suonato il campanello e il ragazzo degli header è arrivato puntuale. Mandato da don Fab, che ringrazio: è un cyber-pizzaiolo gentile e disponibile, non si scompone alle richieste del cliente e fa delle pizze buonissime. Si è lamentato solo del fatto che non sono una bella figa. Non gli posso dare torto)

E' una situazione un po' grottesca. Mi sto morattizzando. Questa squadra mi diverte e mi fa incazzare, è una squadra di artisti e di spreconi, di geni e di spostati. Le partite dell'Inter sembrano quei film in cui succedono troppe cose. E ti distrai, non tieni il conto. Non capisci se godere o preoccuparti, perchè la trama ti avvince e ti sfugge. A un certo punto chiedi all'amico vicino: pss, pss, chi ha tirato? E mentre ti giri a bisbigliare ha già tirato un altro, e il tuo amico ti fa: mavaffanculo, stai zitto, mangia i popcorn, adesso non capisco più un cazzo nemmeno io. Cannonate, passaggi al bacio, azioni da favola. Qualche pallone che entra, altri che come traccianti si spengono sui cartelloni della pubblicità e sembrano volerli svellere, o finiscono sul primo o secondo anello, per la gioia di chi potrà dire "uè, ho toccato il pallone dell'Inter diobono". E' una squadra che non sa nè vincere nè perdere, così presa dal proprio stesso gioco, una squadra narcisa e farfallona, una squadra di gagà, una squadra a tratti un po' culattona (detto con un'intonazione a metà tra Tremaglia e Pozzetto). Una squadra che non sa nè vincere nè perdere, ribadisco. 13 partite ufficiali e zero sconfitte. E qui ci siamo, Mancio. 13 partite ufficiali e 6 vittorie, e qui ci siamo già un po' meno. 13 partite ufficiali e 7 pareggi, un'enormità, un assurdo, una beffa per una squadra che sembra fatta apposta per pareggiare poco o niente, una squadra bella e rischiosa, una squadra da o la va o la spacca, non una squadra da un punto a partita tipo il Perugia di Castagner. In campionato sono due vittorie in otto partite: a Milano ci sono stati esoneri per molto meno. Non è il caso di Mancini, che avrà tutta la fiducia di cui ha bisogno. Non è il caso di questa Inter, che è fortissima non solo sulla carta. E' fortissima anche sull'erba. Ti riempie gli occhi, ti convince, ti istiga i più turpi pensieri triangolari. E non vince.

Mi ero illuso: due gol subiti nelle ultime tre partite, mi ero detto, stai a vedere che è cambiato qualcosa. E invece no. Un po' per sfiga, un po' per colpa e un po' per dolo mi è toccato rivedere il triste spettacolo di una doppia rimonta, in un match che al 50mo dovevamo vincere 7-2, e invece - ohibò - eravamo sul 2-1. Risultato che ormai diventa una specie di cambiale in bianco firmata agli altri, una sorta di invito implicito al pareggio, perchè più o meno ci sono riusciti tutti a farcene due e portare a casa la pelle. Se domani la Juve vince avrà dieci punti più di noi in sole otto partite, e chissà se Mancini di fronte a questa Fossa delle Marianne riuscirà a convincere tutti che è l'ora di vincere. Siccome sono morattizzato, mi arrovello e un po' mi danno anche al pensiero di un sortilegio che ci fa sbagliare due-tre gol fatti ogni partita (càpita anche agli Imperatori), che fa segnare agli altri gol non ordinari (tipo il primo di Bojinov), che non fa vedere agli arbitri fuorigioco come quello fischiato stasera ad Adriano che ancora grida vendetta. Se scade il sortilegio, li pialliamo tutti. E se non scade? No, perchè se non scade, e magari perdiamo una partita su autogol al novantesimo, ci manca pure che cadiamo anche in depressione. Chissà cosa potrebbe succedere se si rompessero gli specchi davanti ai nostri Narcisi, se scoprissero di avere zampe di gallina e brufoli sottocutanei, e di essere così terribilmente vulnerabili.

Forse la chiave è proprio qui. Diventare più cattivi a costo di essere un po' più bruttini. Oppure incattivirsi nel momento di maggiore beltà, e abituarsi a infilare i palloni invece di crogiolarsi nell'estetica, e battezzare qualche stinco, e digrignare i denti, e puntare i gomiti. Dopo sette gol sbagliati e tanto bel vedere, assistere al solito gol subìto palla al piede fino a quattro metri dalla porta a me, lo confesso, fa cadere i coglioni. Se mi accontentassi della bellezza mi abbonerei a Penthouse, mica a Inter Channel.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:07 |