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martedì, ottobre 26, 2004
 

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RESCISSIONI

Tre milioni e mezzo di euro l'anno per abitare in riva al lago di Como e non rompere i coglioni. Era, diciamolo, un buon contratto. Se sei vittima di mobbing ma la tua azienda continua a versarti cinquemila euro al giorno sul conto corrente, insomma, ti devi rassegnare: nessun giudice del lavoro si sarebbe incaponito a far condannare l'Inter Fc e a rendere giustizia al dipendente Hector Cuper. Qualche settimana fa un articolone sulla Gazza dipingeva Cuper come una sorta di macchietta, però dignitosa. Un ex sergente di acciaio inox costretto a occupare il suo tempo giocando a tennis e andando a lezioni di sassofono, oltre che guardando le partite in tv e comprando case. Me lo sono sempre immaginato nel suo appartamento da 300 metri quadri assorto a contemplare un calendario con un'unica data, quella del 5 maggio, e a cercare di farsene una ragione. Un tango in sottofondo, e fuori il paesaggio maestoso e triste come solo i laghi sanno essere. Nella cassetta delle lettere, una pila di estratti conto che apriva solo ogni tanto. Cuper ha rescisso oggi il contratto con l'Inter tornando ad essere un uomo libero. Tornerà in Spagna, nella sua Maiorca, che casualmente ha appena cacciato l'allenatore. Gli ho voluto bene, a Hector. Guadagnerà un po' meno, credo, ma sarà più felice. Abitare davanti a un lago e suonare il sassofono avrebbe portato al suicidio lui, i familiari e i vicini di casa. E chissà che storie avrebbero tirato fuori, i giornalisti, prima di trovare due righe scritte sul retro di uno spartito.

Bettarini è uno dei misteri del ventunesimo secolo. Un mistero che un fighetto così giochi a calcio. Un mistero che giochi in serie A da un sacco di tempo. Un mistero che sia arrivato a vestire la maglia della Nazionale. Un giocatore poco tecnico ma molto mediatico, tipo il Real Madrid. Uno che gioca soprattutto perchè è bello, perchè tromba, perchè si fidanza con la Ventura, anzi la sposa, anzi ci fa due figli. Un mistero che uno con quella faccia e quel paio di pettorali da bronzo di Riace incarni l'ideale del marito perfetto e della famiglia felice, perchè sembra l'icona dell'esatto contrario, troppo bello e troppo leccato per essere uno normale. Un giocatore da sfilata, da cocktail, da festa al Billionaire. E per questo molto più giocatore di altri, magari più bravi. Uno che nel Cervia vincerebbe a mani basse, tanto è figo e simpatico. Uno che invece ha saputo sopravvivere, e bene, al massimo livello, altro che Cervia. Un mistero anche come si sia buttato via, un caso di ingordigia che non ha pari. Uno che è così bello, che è così fortunato, che ha una moglie così famosa e così ricca - ecco, uno così - improvvisamente si trova sui giornali perchè accusato di scommettere sulle partite che gioca. Non solo: il suo avvocato lo dipinge come un minus habens che si esprime con gli sms. "Ha mandato 200 sms a quel tale? E' normale, lui si esprime così". Normale, certo. Un mistero anche essere normale ed esprimersi così, avendo soldi, bellezza e un fior di moglie. Tic tic tic tic, e via il centesimo sms della mattinata. Uno così, come Bettarini, bello e famoso e ricco e fortunato, avrebbe anche dovuto conoscere il limite e, arrivandoci, imparare a starsene schiscio, come si dice in Padania. Anche la Ventura si sarà resa conto di alimentare il mistero. Figuriamoci: lei, manager di se stessa, donna di successo, che forse si era presa Bettarini un po' per amore e un po' per sfizio, stesse modalità con cui Vieri si compra un Cayenne. A Vieri il Cayenne l'ha portato via un falso posteggiatore. La Ventura il suo Cayenne l'ha riportato al concessionario, in conto vendita.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:32 |