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lunedì, settembre 27, 2004 LE FISSE DEL MANCIO Di allenatori che si sono autoimmolati sull'altare delle proprie idee, dei propri pallini, delle proprie fissazioni ne abbiamo avuti un bel po', in tempi recenti. E spero che oggi il Mancio si sia reso conto di come sia assurdo e dannoso insistere sull'improbabile coppia Adriano-Vieri, che nei suoi trastulli teorici - così come nelle convinzioni bambinesche di Moratti - resta la madre di tutte le coppie, e invece no, non funziona e probabilmente non funzionerà mai. Il progetto è fascinoso, ma non abbiamo voglia - parlo a nome di molti interisti, se non di quasi tutti - di aspettare mesi per vedere se sboccia, magari partorendo il solito topolino, chessò, un bell'8 a 0 con l'Atletico Leonzio nel Trofeo Conto Arancio. Vieri oggi è clamorosamente fuori sincrono rispetto al resto della squadra, troppo bolso e troppo condizionato per reggere il ritmo degli altri, arrivando a sollevare il gambone quando la palla è già passata, a tentare lo scatto quando ormai è già ora di rinculare, in un susseguirsi di stop sbagliati e tiracci da campetto che metteva davvero molta tristezza. Fischiare Vieri è inutile: questo è un Vieri fuori forma e sfiduciato, reso umile non tanto da una metamorfosi interiore quanto dall'evidenza dei fatti. Bisognerebbe fischiare Mancini, piuttosto, perchè fa giocare un attaccante lontano da una condizione mentale e fisica quantomeno accettabile. Ecco, sì, seppellire di fischi il Mancio, perchè si svegli, la smetta di sognare e, nello specifico, la pianti di esporre un uomo da cento gol a figure di merda colossali. Vieppiù se rimediate a San Siro, uno stadio tuttore spaccato in due nel giudicarlo: 50 disposti a perdonarlo e ad aspettarlo, 50 pronti a cacciarlo a calci in culo da Milano all'Australia. Si sarà reso conto, il Mancio, se non ha preso troppo sole in barca, che far giocare Vieri e relegare Adriano a seconda punta equivalga a un grazioso regalo agli avversari, spesso sorpresi dall'ospitalità dell'Inter, o altre volte un po' impertinenti nell'approfittarne, tipo il Parma. Tenere Adriano trenta metri lontano dalla porta è come avere una Ferrari e farci il giro dell'isolato. Anche col Parma, l'Inter ha regalato un'ora di semi-tranquillità agli avversari, che Frey manco ci aveva le ascelle pezzate. Un'ora di Inter cuperiana, un po' involuta, un po' problematica, che crea e dissolve nel giro di venti metri, giusto appena prima del momento in cui bisognerebbe entrare in area e provarci. Niente. Adriano cercava di fare tutto da solo, Vieri si trovava un paio di palloni d'oro e faceva il Calloni. Bei tempi, eh Bobo?, quando mandavi affanculo tutti e dicevi che non ti arrivava un pallone. Adesso che i palloni arrivano non ci sono più scuse. Si sarà reso conto, il Mancio, che mettendo gente con più rabbia e più elasticità le cose siano andate meglio. E si sarà reso conto, continuo a sperare, che questa banda di miliardari un po' narcisi perlomeno non molla mai, che anche in giornatacce come questa crea dieci palle gol, che reagisce al gol dell'1-2 mostrando le palle, facendoci dimenticare tempi recenti in cui avremmo finito col perdere 4 a 1 gridando "Arbitro, tempo!". E' uno squadrone, ma con qualche falla. E' uno squadrone che - mi tocca ribadirlo - nell'attuale stato di forma e di amalgama, e nell'attuale configurazione garibaldina, di gol per vincere deve segnarne almeno tre, non ci sono cazzi. Il Mancio sarà tornato sulla terra, anzi, sulla terraferma, ne sono certo. Ha un Vieri versione Lourdes, un Davids che sembra averlo sfanculato all'atto della sostituzione, una difesa da registrare ma soprattutto da proteggere meglio. No, dico, sono questione piuttosto serie. Mancio, cazzo, non è il Trofeo Birra Moretti. 8 gol fatti e 7 subiti in quattro partite sono il nostro ineccepibile ritratto. Tre pareggi su quattro partite sono un campanello d'allarme. Al Mancio, potendo, darei una bella pacca sulla spalla e gli direi: "Che culo che hai, vinceremo lo scudetto con il maggior numero di gol subiti e tu passerai alla storia". E lui mi direbbe: "Grazie, Settoruccio. Qua la mano. Ehm, qua la mano. No, scusa, dov'è la mano?" E io gli direi: "Lascia stare, mi sto toccando i coglioni, diobono".
(nella foto: un giuocatore interessante da scambiare con Vieri) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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