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sabato, maggio 31, 2003 ORA RICORDO, CAZZO! ecco cosa c'era. mi sono sempre detto: il 31 maggio è una data che non mi prende per niente. pensavo fosse legata alla nascita di un personaggio con cui cantavo le canzoni di Ligabue sottovoce passando le agenzie. no no, peggio. quanto il succitato personaggio compiva nove anni e festeggiava probabilmente spaccando vetri tirando di punta in un campetto di periferia, io aspettavo la prima finale di Coppa dei Campioni della mia vita di bambino cosciente. Non che avessi molte speranze: l'Ajax era l'Ajax, la prima squadra straniera di cui sapessi a memoria la formazione, e l'Inter era l'Inter, una squadra di giocatori strepitosi e molto anziani, il cui ricambio si era avviato comprando mezza Atalanta (già allora il nostro mercato era quello che era). In campionato arrivammo quarti facendo abbastanza schifo. Ma in Coppa, cazzo, in Coppa no. A settembre avevamo superato l'Aek, e vabbe'. Ma il 20 ottobre, ecco, il 20 ottobre 1971 ho cominciato a capire molte cose della vita. L'Inter perde 7-1 a Moenchengladbach: il Borussia aveva Netzer, Heynckes, Vogts, Bonhof e, per fortuna, un coglione in tribuna che tirò una lattina di Coca Cola in campo centrano in pieno il testone di Boninsegna, che in fondo voleva solo fare una rimessa laterale. Mazzola trovò la lattina, la consegnò all'arbitro e fu l'ultima cosa sensata dell'Inter (erano 1-1 in quel momento), che poi fu sepolta da reti e insulti e da un Borussia stellare, ma in cuor suo sapeva che la partita non contava più. il 3 novembre l'Inter si vendica a San Siro, 4-2, ed è la prima partita che ho sentito da cima a fondo alla radio, a letto, con mia mamma che non insisteva troppo che spegnessi perchè voleva sapere anche lei. L'Uefa intanto aveva annullato la partita di andata e fissò per il primo dicembre la data della nuova partita in Germania, stavolta a Berlino. Volevano mangiarci vivi, e invece fu uno 0-0 bellissimo (per noi). Giocammo all'italiana, in porta c'era l'esordiente Ivano Bordon che sembrava un bambino dell'asilo ma parò tutto, compreso un rigore. Il resto del cammino fu un calvario che al confronto il Milan di quest'anno ha passeggiato. Nei quarti trovammo lo Standard Liegi: 1-0 a San Siro, 1-2 là. In semifinale il Celtic, che ci stava sul culo: 0-0 a San Siro, 0-0 là, 5-4 ai rigori, roba da svenimento. Non erano i rigori di Juve-Milan, macchè: li segnarono tutti, il Celtic sbagliò l'ultimo. A quel punto rimaneva l'Ajax. La finale, accidenti, era a Rotterdam, 31 maggio 1972. Mi ricordo le immagini in bianco e nero. Mi ricordo che quelli lì correvano come lippe. Mi ricordo il barbone di Ulshoff, che mi stava simpatico. Mi ricordo i due gol di Crujff. Non c'era speranza. Dovevo segnarmelo, il 31 maggio, e me ne sono accorto solo oggi.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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