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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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venerdì, maggio 30, 2003
 

TU CHIAMALE, SE VUOI,

FIGURE DI MERDA

ore 8.40 circa. afa post-pioggia. centro città, anzi centrissimo. calo di zuccheri incombente. ciondolo alla ricerca di un'edicola, calcolando mentalmente il percorso meno impegnativo. mi fermo davanti a una vetrina a riflettere. la vetrina riflette me, peraltro, e quello che c'è dietro. dietro, appunto, vedo arrivare una ragazza, che pare degna di uno sguardo non necessariamente distratto. è vestita di bianco. cammina piano perchè parla con un'amica non degna - mi spiace - della stessa qualità di sguardi. l'amica è vestita di nero, lei di bianco, ma non penso alle implicazioni calcistiche. la festa cromatica si completa con l'arrivo del bus. sfondo giallone, lei bianca, l'amica nera. suggestivo. osservo e capto il primo segnale che sono vivo: le guardo, incosciamente, il culo. lo sguardo sarà durato due secondi, forse tre, giuro, il tempo di calcolare diametro, circonferenza, volume, peso specifico, corona circolare, semisfera, raggioperrraggioper3e14frattodue. la ragazza sfila. io, rassicurato dai valori geometrici, riprendo agevolmente un contegno accettabile. mi viene in mente dov'è l'edicola più vicina, evidentemente le sinapsi si sono rimesse in moto anche senza caffè. riprendo a guardare ad altezza d'uomo. incoccio in una faccia. una faccia che guarda me. seduta sul bus (indubbiamente della linea 1) c'è una signora sulla sessantina con messa in piega recente, tinta biondo di vecchio. spunta solo la testa e il suo cipiglio severo. mi stava guardando, cazzo. stava guardando me che guardavo il culo alla ragazza che sfilava via con l'amica meno avvenente ma che si prestava con la sua stessa presenza a rappresentare le differenze possibili tra due culi. faccio finta di niente. parto, direzione edicola. cosa avrà pensato di me quella donna? che sono malato? il bus riparte. io mi infratto in una via laterale, prima dell'eventuale arrivo della buoncostume. poi vaglielo a spiegare che io i culi non li guardo mai, ma mai mai.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:00 |