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interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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giovedì, maggio 29, 2003
 

RIVINCITE SPORTIVE E SOCIALI

mentre affranto aspetto di leggere il prossimo articolo sulla campagna acquisti dell'Inter e sulle paturnie di Massimo Muratti (fuma molto), penso al faccione di Carletto Ancelotti e a quello striscione che i tifosi della curva bianconera, quando lui allenava la Juve, gli avevano appeso in bella vista: "Un maiale non può allenare". (peraltro, confesso, lo striscione mi faceva molto ridere). Ancelotti avrebbe tutto per starmi antipatico: ha giocato con Roma Milan e Parma, ha allenato Parma Juve e Milan, è stato addirittura vice e figlioccio di Arrigo Sacchi. In più, rovistando nei miei ricordi, lo vedo con la maglia nerazzurra uscire dallo spogliatoio di San Siro, un amichevole di giugno, una serata zanzarosa e calcisticamente inutile, lui in prova nell'Inter, affare quasi fatto, l'ennesimo affare quasi fatto (poi il Parma lo diede alla Roma, obviously). Insomma, potrei odiarlo o disprezzarlo o non calcolarlo senza alcun rimorso. E invece no, mi sta simpatico, ha un faccione da brav'uomo, non se la tira, apprezzo come si è vendicato dei soprusi della Triade bianconera, e chissà come lo apprezza lui in questo momento. Mi sono piaciute le sua guancione rosse e i suoi occhi lucidi mentre vagolava sul prato e i giornalisti cercavano di estorcergli qualcosa. Quella Coppa la volevo io, ma se in quel letamaio dell'Old Trafford c'erano due mani a cui potevo concedere che finisse, beh, diciamo che è andata discretamente bene.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:31 |