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sabato, agosto 07, 2004
 

PORTO MONDO

La motivazione "troppi ritardi" è evidentemente una forzatura. E quella "motivi particolari" forse sarebbe andata bene per le trombate di Eriksson. Secondo me, semplicemente, non andava bene. Non andavano bene i metodi di Del Neri applicati alla squadra miracolosamente Campione d'Europa, e che come tale andrebbe forse guidata da un nome più che da un'idea o da una scommessa. Prenderanno Luxemburgo, che un nome - ridicolo - ce l'ha. Del Neri, invece, è un'idea e insieme una scommessa, con un nome così così. A queste cose bisogna crederci da principio, bisogna prepararsi a difenderle. Il Porto, che ha appena vinto una Ciempions Lìg irripetibile, si è già pentito della sua botta di vita, quella di chiamare un tecnico che ha distillato gioco e movimiento da un materiale apparentemente arido e ha incantato l'Italia per un paio di annetti. Ci hanno ripensato giusto in tempo, probabilmente perplessi dai metodi strani, dai colpi di genio e dagli integralismi di quest'uomo baffuto che non è abituato a indossare il frac delle alte sfere calcistiche. Gli hanno fatto firmare un triennale e poi gli danno il benservito: il calcio non è malato solo in Italia.

E io, comunque, ho un'ipotesi tutta mia, che del resto avevo espresso fin dal principio. Ho subito pensato che il problema di Del Neri fosse la lingua. Non tanto il portoghese, perchè quello era ovvio che non lo sapesse e che avrebbe potuto costituire subito un discreto ostacolo. No, l'italiano. Del Neri è difficile da capire in patria, con quella erre moscissima e quel morsus inversus che lo fa parlare a denti stretti. Secondo me l'interprete non capiva l'italiano di Del Neri, e a quel punto non era facile tradurre alla squadra. Non era pensabile avere un allenatore che comunicava solo mettendo dei birilli sul campo. E' la dura legge del gol, come avrebbe detto un mio amico.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:42 |