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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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mercoledì, luglio 21, 2004
 

SI', SONO UN ATLETA

Il Professore è giovane e giovanile e oltremodo cortese. E' anche puntuale ma mi chiede venia: "Scusa, devo fare un salto in sala operatoria, ci metto cinque minuti". "Ma si figuri". E resto lì a curiosare nel corridoio. Quello che ortopedici e traumatologi attaccano ai muri è roba da farci un trattato. Tra un panorama della città e le opere di un famoso fotografo locale, ecco spuntare colonne vertebrali e articolazioni lasse. Ma la cosa più bella è un collage di foto. Dove i comuni mortali metterebbero scene conviviali e ricordi di viaggi, gli ortopedici espongono foto scattate in sala operatoria e ai convegni. Nel bel mezzo c'è un polpaccio squartato dove il Professore - riconosco la sua mano - sta maneggiando con bisturi e suture intorno a una cosa bianca che non capisco se è un tendine d'Achille o un perone.

Poi arriva, mi fa togliere pantaloni e calze, mi fa esporre il caso (in mutande, ma con nonscialàns) e poi mi fa sdraiare. Afferra la mia gamba destra, oplà! Comincia a fare presentat-arm con il mio ginocchio e gli fa fare movimenti ritmici e innaturali, che il campione mondiale di twist al confronto sembra un manico di scopa. Poi va alla ricerca del punto del dolore. Impugna il ginocchio, punta il pollice dove gli avevo detto che sentivo dolore e comincia a ficcarlo dappertutto. "Fa più male qui o qui?" "Ecco, qui", esalo. "Oppure qui?" Cazzo, ci ha preso il Professore. Infila il pollicione nel punto più dolente del ginocchio, e in quel momento mi appare la Sharapova. "Sì, proprio lì, proprio lì".

"Allora, Settore, io ti tratto come tratto gli atleti che seguo. Adesso mi fai una bella risonanza magnetica così vediamo per benino cosa c'è. Hai una sofferenza mediale. Ma è un problema esterno all'articolazione, non interno. Legamenti a postissimo. Vediamo cosa c'è fuori. Il ginocchio soffre le sollecitazioni della corsa, ma si risolverà. Serve la risonanza, così capiamo bene. Poi provvediamo: può darsi ci voglia un plantare, si vedrà, senza fretta".

Mi tratta come gli atleti che segue. Che emozione. Questo segue gente di serie A o da Meeting di Zurigo. E adesso segue anche Settoruccio. Dio mio, spero non mi venga un'erezione, sono in mutande.

"Eppure pensavo di aver fatto le cose per benino, progressivamente, senza forzare. Andando piano".

"Che ritmo tieni?"

"5 e mezzo, 6 minuti al chilometro".

"Ah, vabbe', vai proprio PIANO".

Professore, non mi ferisca così. Vabbe' che lei segue gente che perderei di vista dopo cinque metri, ma non me lo faccia pesare. Ora che sono anch'io un suo atleta, la prego, mi faccia sentire un figo.

"Senta, prof., e adesso cosa faccio?"

"Intanto ghiaccio e qualche unguento sopra. Facciamo passare l'infiammazione. Poi, in teoria, potresti anche correre - poco - ma io eviterei. Aspettiamo la risonanza. Intanto, per tenere alto il tono muscolare, potresti fare bicicletta. Molta bicicletta".

E così il podista etiope Sectoreh viene fermato precauzionalmente. La situazione è seria ma non grave, la carriera non è finita, nemmeno la stagione direi. Posso ancora dare qualcosa al podismo internazionale, purchè la risonanza magnetica non evidenzi squarci irreversibili. E vabbe', andrò in bici nel frattempo. Non trovate che la mia vita sia estremamente varia? Io, con uno così, ci limonerei a prescindere.

 

 

 

 

 

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:18 |