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venerdì, luglio 16, 2004 CALORIE Alle sette e un quarto, espletata la prima fase del meretricio e in procinto di affrontarne la seconda parte, su una terrazza fronte mare servono l'aperitivo. Il cielo è terso, la temperatura è ideale e la ventilazione è apprezzabile. Con il mio flut di spumante vado a valutare il contenuto dei vassoi. Evito olive ascolane in trasferta e frittelline di non meglio precisata natura. Rimando il contatto con la focaccia, che vedo abbondante ma in lontananza. Punto dritto alla new entry. Fettine di pane tostato con scamorza affumicata e ammorbidita in formo e acciughina sopra. Ne mangio una: orgasmo gastronomico. Al che faccio schermo con il mio corpo eburneo e comincio a prenderne a raffica. Sembro Poldo Sbaffini, ma chi se ne frega. Sono troppo buone. Si raffreddanno in un amen, ma anche da fredde vanno giù che è una meraviglia. Finisco il flut di spumante e mi avvio a farmelo riempire, quando incontro uno mi fa: "Cazzo, ma hai assaggiato quelle cose lì con la scamorza e l'acciuga?". E io, da consumato attore: "No. Dovc?" E lui, da consumato pirla: "Guarda là, ne hanno appena portato un vassoio. Sono calde. Te le consiglio calde, sono fantastiche". E io, da consumato paraculo: "Ah sì? Grazie, vado subito". Mi rifornisco di spumante e parto all'arrembaggio. Mi apparto con il vassoio e ricomincio. Fino a quando arriva la pierre, donna un po' attempata ma amorevole e simpatica, con occhi verdi e sorriso che giurerei di aver già visto da qualche parte. Sbatacchia gli occhioni e da consumata pierre fa: "Buooooooone, vero?" E io, da consumato gastronomo, farfugliando: "(gnam gnam, gulp) Eccezionali". La pierre, da buona pierre, parla parla e parla, mentre io la osservo, annuisco, sorrido, interloquisco e con la coda dell'occhio vedo sparire le tartine. La voce si era ormai sparsa: tutti volevano le tartine. Sentivo la terrazza vibrare in attesa di altri vassoi. Guarda caso, ne arriva uno nuovo proprio accanto al tavolino dove la pierre ed io discutevamo di facezie e massimi sistemi. "Uaaaau, sono arrivate". E io, da consumato gaudente: "Scusa, ne prendo una". E qui accade l'imprevisto. La scamorza debordante aveva unito nel loro destino tre tartine enormi, su cui campeggiavano tre enormi pezzi di acciuga, e il cui risultato organolettico doveva essere enormemente notevole. Flut a destra e stella filante di tartine a sinistra, mi trovo in una situazione imbarazzante, tanto più che la pierre era sempre lì nei pressi, anzi davanti. E lì, da consumato abboffatore, le ho detto: "Ops! Eh, come faccio... ormai le ho toccate, devo mangiarle tutte e tre". La materna pierre sorride e lascia che mi stordisca di altre tartine. Durante il seguito della marchetta avevo la pancia piena e l'animo leggero. Peraltro la cena era abbondante. Stamattina caffè doppio.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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