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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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sabato, giugno 19, 2004
 

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(e non ci sono cazzi)


La novità è che avevo-voglia-di-correre. Quindi verso le sei e mezza siamo arrivati - io e il mio obiettivo, il record dell'ora - belli pimpanti al parco. Parzialmente risolto il problema degli auricolari, ben miscelati il pre e il post beverone, effettuato uno stretching sommario ma diligente, sono partito stile-Nasa, facendo scattare contemporaneamente il cronometro da polso, il cronometro del telefonino e il lettore Mp3. Mi sentivo molto gasato.

Percorro il primo tratto di 2.600 metri (l'unico misurato ufficialmente) in 15 minuti. L'ultima volta che lo avevo fatto ci avevo messo 16 minuti, poi avevo proseguito fino a 35. La penultima volta che lo avevo fatto ci avevo messo 16 minuti (uguale) ma mi ero infilato con la lingua a penzoloni in macchina. Per questo mi sentivo ancora più gasato.

Ai 25 minuti la solita crisetta, puntuale come il bollettino di Sky. La crisetta coincide con un tratto in leggera salita e quindi soffro. Rallento. Strascico. Non mollo. Ai 30 minuto riprendo colore e dignità di corsa. Mi sono sentito molto sicuro di me. Peraltro a metà della strada mi sono anche reso conto che mancava mezz'ora al record dell'ora. Ma me ne sono fottuto.

Arrivo al parcheggio all'altro capo del parco, dove si solito mi avvento verso il cofano della macchina come fosse un materasso Eminflex. Tiro dritto e continuo. Gasamento accentuato. Verso i 40 minuti vedo una fontanella: sosta di tre secondi netto con la testa sotto lo zampillo. Sollievo.

Ai 48 minuti salitina e crisona. Rallento. Mi calmo. Decido che non ho fretta. Effetto ralenty. La crisona sfuma. Vado.

Ai 53 minuti, nuovo record personale, celebro intimamente il mio nuovo limite.

Ai 56 minuti capisco di avere finito la birra, ma ormai non ho dubbi. Però c'è la salitona, quella bastarda, venti metri pendenza 30 per cento. Vaccamaialaschifosa. Sono in cima. La macchina è lontana, ma c'è, la vedo, e praticamente iniziano i festeggiamenti. Cinque minuti di celebrazioni interiori. Incrocio altri jogger che non potrebbero capire la mia soddisfazione. Arrivo all'amico cofano, tocco e schiaccio il pulsantino. Per un gioco assai carino del destino il mio tempo è di 1 ora, 1 minuto e 1 secondo.

Sollevo una gamba e la sistemo sullo steccato, iniziando lo stretching. I muscoli si distendono, uno a uno. Sono quasi le otto di sera, l'ora che preferisco d'estate. C'è una luce riposante. C'è un profumo di tigli che ti trapassa il naso. Sul lettore passa la traccia 18, ne ho risparmiate 4. E mi sento terribilmente vivo.
















Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:20 |