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venerdì, maggio 21, 2004 DECIDETEVI, DIOBONO Sono ancora immerso nella quiete domestica e quindi non so da dove arrivi la notizia, riportata dal televideo di Mediaset, che "un clamoroso ripensamento" starebbe portando l'Inter a scaricare Zaccheroni, appena riconfermato almeno vocalmente (ma comunque pubblicamente), e a stringere i tempi con Mancini. Non so da dove siano state riprese queste voci di "improvvisi disaccordi", ma mi hanno inquietato. Non mi ricordo nemmeno più se ho finito il caffè che stavo bevendo. Un attimo che lo cerco, controllo, nel caso lo finisco e poi scrivo. Ecco. Dunque. Premessa: se ci sono dei dubbi sulla guida tecnica è meglio risolverli a bocce ferme e a mercato ancora da completare (inutile tornare sui tristi e recenti casi Lippi e Cuper). Purchè, questo è chiaro, si sappia bene dove si vuole andare a parare. E questo l'Inter dimostra di non saperlo da anni, imboccando con mostruosa regolarità le strade sbagliate ogniqualvolta arriva a bivi, trivi o quadrivi (per non parlare di certe rotonde). Quindi mi verrebbe da dire: se non siete convinti di Zac, forse è meglio dirglielo subito. Ma - questa è l'altra considerazione - siete convinti di non essere convinti di Zac? E a quante persone dovrei porre questa domanda? Quindici, venti, trenta? E la decisione di tenere o cambiare il tecnico in quanti la maturano, in quanti la consigliano, in quanti la condizionano? In quanti, soprattutto, la prendono? ZACCHERONI - Zaccheroni è un buon tecnico, forse ottimo. Ha vinto uno scudetto un po' di culo (le altre si coalizzarono a fare cazzate) e un po' di somma capacità (ha tirato fuori il sangue da un Milan-rapa). E' riuscito quest'anno a dare un gioco a un'Inter persa nelle sinapsi cuperiane e ci ha fatto abbastanza divertire. Con la rosa al completo (le prime sue 9 partite e le ultime 8) ha tenuto una media punti superiore allo stesso Milan-monstre di quest'anno. Salvo, nelle 11 partite di mezzo, tra gennaio e marzo, prendere venti punti di distacco: ma aveva mezza squadra fuori, questo gli va riconosciuto, senza difesa e senza centrocampo avrei voluto vedere le altre. Ha dato a volte l'impressione di non avere in mano la squadra: partite come Inter-Arsenal (ranghi completi), Parma-Inter, Inter-Empoli, o la stessa Lecce-Inter (unica sconfitta del lungo rush finale) sono comunque ingiustificabili. Nella gestione dell'immenso parco giocatori ha brillato sotto alcuni aspetti (è riuscito a fare giocare tutti, chi avrebbe scommesso due lire su Farinos e Karagounis?) e franato in uno, il rapporto con quella testa di cazzo di Vieri: che di stronzate ne ha fatte, ma certe rappresaglie (entrare dalla panca a 8 minuti dalla fine) non le meritava. Alla fine, se quello che scrive Mediavideo è vero (se non è vero, amici come prima, eh?), credo che tutto giri proprio intorno a Vieri. Io continuo ad essere convinto della necessità di una sia pur dolorosa separazione. Che credo sia la stessa convinzione di Zac, smaccatamente teso (e chi lo può contraddire?) al lancio sempiterno di Adriano, classico uomo che spezza gli equilibri e che ha otto anni in meno dell'altro e che è pure più simpatico. Come Zac, sono convinto che un anno di ribadita convivenza tra i due possa essere una iattura. Come Zac, non ho una soluzione tattica da proporre per tenerli insieme in campo. Come Zac, farei volentieri un cambio tra un Vieri malmostoso e un buon attaccante che sappia fare la seconda punta e usare il piede destro. MANCINI - Mi sembra abbastanza chiaro che se Mancini dichiarasse questa credenziale - "Io so come far giocare insieme Adriano e Viari e ve lo dimostro" - all'Inter scricchiolerebbero le convinzioni più radicate. Se Mancini ne ha già parlato con Moratti e lo ha convinto (Moratti si farebbe convincere anche da Jimmy il Fenomeno, figuriamoci), allora forse ci siamo davvero. Siamo alle solite e forse non finirà come al solito: un allenatore e una star della squadra diventano alternativi, o lui o io, e stavolta se ne andrà l'allenatore, visto che con Cuper-Ronaldo era finita proprio male. Mancini è una scommessa dal punto di vista dell'esperienza e del palmares. E' uno però che ha le stimmate del leader, è uno che conosce i meccanismi perversi dello spogliatoio e non lo puoi fottere, è uno che sapeva giocare a pallone molto meglio dei quattro quinti dei suoi giocatori. E' giovane, bello, con la divisa sociale sta da dio. E' uno che manda affanculo arbitri e quarto uomo e non lo squalificano quasi mai. E' uno che piace a Moratti (no, scusa, questo non fa testo). Comunque, ragazzi, è il 21 maggio e siamo clamorosamente in anticipo rispetto alle nostre fasi down. In fondo, che problema c'è? Ci sono solo due cose da decidere? 1. Vieri o non Vieri? 2. Zac o Mancini? Ce la facciamo - diciamo - prima di lunedì sera? Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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