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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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giovedì, aprile 22, 2004
 

LE GRANDI BIOGRAFIE

DI SETTORE - 6

(rubrica sporadica di sopravvivenza al Grande Fratello che il simpatico blogger ha impostato come ciclo a puntate, salvo poi dimenticarsi di concludere. Del resto questo non è mica un blog-azienda, qui si improvvisa come in un cenrto sociale. Ora, siccome me lo chiede espressamente Parme - per farsi bello con qualche comare e non sembrare un pirla nell'eventuale discussione, e magari farsela dare, perchè Parme è etero - la riprendo con la sesta delle sette puntate previste. Ci scusiamo per l'interruzione)

PATRICK

Patrick è nato a Teheran il 5 dicembre 1977 da una relazione clandestina tra Bob Hope e Bice Valori. I genitori intuirono da subito le doti del figlioletto: poco dopo il parto offrì un grosso sigaro esplosivo al ginecologo e pisciò in faccia all'ostetrica. Ha avuto una vita molto avventurosa: infatti abitava a Montecarlo. Professione: studente, pare. Da qualche tempo è ospite di amici a Roma, pur essendo iscritto all'Università a Milano. E' come se io prendessi casa a Campobasso per potere andare a vedere l'Inter tutte le domeniche.

Patrick è stato cresciuto in vitro per poterlo iscrivere, un giorno, al Grande Fratello. Da sempre lui, ogni tanto, si rivolge a un'immaginaria telecamera, salutando gli amici a casa o ballando il tip-tap o farneticando frasi senza senso ma molto comiche. Al supermercato è la gioia degli addetti alla sicurezza, che lo guardano ore e ore mentre fa il pirla al banco degli affettati sapendo di essere ripreso dal circuito interno, mentre moldavi e rumeni rubano ogni ben di dio pochi metri più in là approfittando della distrazione dei vigilantes. Un giorno fu trovato in stato catatonico davanti a un pc: fissava la webcam. Si svegliò alcuni giorni più tardi, incuriosito dal beep dell'elettroencefalogramma. "A voi la linea", sussurrò.

Nella Casa il bel Patrick è uno dei pochissimi a poter essere moralmente assolto. Pur di bella presenza e grande simpatia, e quindi potenzialmente adatto alla conquista di qualsiasi vagina, l'idea di farsi una bella ciulata non lo ha mai nemmeno sfiorato. Le donne, capita l'antifona, lo hanno trattato come un peluche: se lo sono passato, stropicciato, sbaciucchiato, toccato, palpato, stretto in abbracci mortali. Senza che mai succedesse niente. Una - Serena - ha anche cercato platealmente di trombarselo, in preda a una tormenta ormonale e a una lubrificazione vaginale seconda solo a una perdita da una cisterna della Arexons. Alla fine, nella suite, ha ceduto spossata, dormendo accanto all'oggetto del suo desiderio che già russava da dieci minuti.

Arriva vergine alle meta, va detto, grazie a una particolare caratteristica fisica. Patrick, infatti, è un bambolotto non solo nell'immaginario collettivo di quelle due paraninfe di Katia e Carolina. Nella zona inguinale, infatti, il corpo del biondo italo-ungaro-franco-germano-ispano-iraniano è completamente levigato. Una leggera protuberanza simula l'esistenza di un organo genitale maschile che in realtà non esiste, o forse è nascosto sotto una sorta di conchiglione parapalle, tipo quello dei rugbisti, che viene rimosso solo in occasioni molto speciali. Ha fatto a cuscinate con Ilaria, a verniciate con Carolina, a spintonate con Katia, a palle incatenate con Serena. Ci sarebbe piaciuto vederlo a fare uccellate, penate, pisellate, vergate. Minchiate. Cazzate. Ci ha preso troppo alla lettera, accidenti a lui.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:46 |