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mercoledì, marzo 31, 2004
 

LA GIUSTIZIA SPORTIVA

Forse una sentenza adeguata alla catastrofe sportiva e umana di Lazio-Roma non poteva esserci. Certo che la squalifica per una giornata al campo della Roma e due multine poco più che ridicole (solo i danni causati negli scontri ammontano a più di 200mila euro) sono perfettmente adeguate alla merda di cui gronda l'intera vicenda. Il giudice Laudi scrive una sentenza poco giuridica e abbastanza politica: se questa era la scelta di fondo, non si capisce perchè non abbia approfittato per emettere una punizione esemplare. Laudi, invece, si è nascosto dietro al fatto che la vicenda è unica, non ha precedenti. Appunto: non ha precedenti, è unica, è di una gravità straordinaria. No, niente. Stessa pena data al Messina per un sasso tirato fuori dallo stadio. Un sasso tirato da un imbecille sullo stesso piano di una partita fermata deliberatamente dai tifosi in un clima di intimidazione generale. Le cinque giornate date al Napoli per gli incidenti (e il morto) di Avellino, allora? Le cinque giornate date al Torino l'anno scorso per la partita sospesa con il Milan?

Qualcuno oggi ha ipotizzato una motivazione in più a questa sentenza del cazzo: il dovere di salvare il culo a Galliani, l'uomo che dal divano di casa ha sospeso la partita in barba a prefetto, questore e arbitro. Questa cosa non mi convince: era una serata troppo "sbagliata" per poter prendere una decisione giusta, quale che fosse. Per quanto mi stia sul culo, non condanno Galliani per avere sospeso la partita, convinto che sicuramente l'avremmo condannato anche se la partita fosse continuata. Era tutto sbagliato, proprio tutto: il resto, Galliani compreso, era solo contorno. Una partita così forse andava cancellata. L'ipotesi della partita persa per entrambe, oltre che suggestiva, aveva il merito di purificare l'intera vicenda. Una partita persa da tutti, non c'era dubbio.

Laudi invece emette una sentenza che sfiora il limite del "non è successo niente", fissando un paramento pericolosissimo: decidere di far sospendere una partita per ipotetiche cause di forza maggiore o di ordine pubblico costa una giornata di squalifica del campo. Complimenti. E complimenti per la tempestività della sentenza: con tutto quello che è successo, la Roma nel frattempo ha giocato due partite in casa come se niente fosse. Bravi.

Chissà se Laudi ha un blog, o se ne legge qualcuno. Da qui gli propongo un caso di puro, provocatorio fantacalcio basato sulla sua sentenza. Mettiamo che due squadre stiano giocando una partita decisiva per lo scudetto. Un esempio qualsiasi: facciamo Milan-Juve tanto per proporre uno scenario realistico (se avessi detto Inter-Juve magari qualcuno rideva). Milan e Juve sono appaiate in testa alla classifica, la partita è fondamentale. La Juve arriva a Milano in formazione tipo e in splendida forma. Il Milan ha tre squalificati e un paio di giocatori inguardabili. Gioca male. Tiene a malapena lo 0-0. L'arbitraggio è un po' filo-juventino. Piove, il campo fa cagare. Alla fine del primo tempo Nesta entra in scivolata e, complice il fango, falcia da dietro Del Piero. Espulso. Sheva, intanto, esce zoppicando per un fastidio muscolare.

Se far sospendere la partita costa una giornata (mettiamo che la successiva partita sia Milan-Ancona), cosa vieterebbe a un dirigente del Milan chiamare uno dei curvaioli e dirgli di fare casino, diffondendo la voce che un capo ultrà ha avuto un infarto mentre era inseguito da due carabinieri? Milan-Juve sospesa, campo squalificato per una giornata, il Milan batte 7-0 l'Ancona nel campo neutro di Lecce, la partita con la Juve si rifà a ranghi completi in un bel pomeriggio assolato, un mesetto dopo.

Perchè no, Laudi?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:39 |