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domenica, marzo 14, 2004
 

GLI UMORI DELLA CURVA

(ovvero, TAGLIARSI I COGLIONI

PER FARE UN DISPETTO ALLA MOGLIE)

Ragionare con un tifoso è una contraddizione in termini. Il tifoso non ragiona molto. Molto spesso - quasi sempre - sragiona, delira, sbiella. Il tifoso non sente ragioni. Il tifoso è abbagliato. Il tifoso medio è una macchietta popolare. E anche il tifoso snob e con il diploma di liceo classico (io, per esempio) è irragionevole, perchè se ragionasse farebbe altro, la domenica, invece di andare a vedere un Inter-Chievo allo stadio G. Meazza in Milano, addì 14 marzo grigio e pure freddino.

Oggi, però, sono contento di esserci stato, perchè a San Siro è andato in scena un nuovo capitolo della tormentata storia nerazzurra, la Spaccatura tra i Tifosi. La Curva Nord contro il Resto dello Stadio. Un bel match tra migliaia di persone che, nel loro piccolo, fanno a gara a chi ragiona meno. Ragiona meno la curva incazzosa che entra a gamba tesa e insulta tutti - giocatori e tifosi-non-protestanti -, o ragionano meno i tifosi normali, che erano lì a vedersi la partita di una squadra sputtanata?

Visto che c'ero, val la pena raccontare. Oggi la Curva è rimasta vuota per un po', solo lo striscione "Scusate il ritardo". La partita inizia e restano tutti fuori. Poi ecco il secondo striscione: "Ci siamo persi qualcosa?". Dopo dieci minuti, entrano.

In quei dieci minuti si era vista la migliore Inter dell'ultimo mese e mezzo, quello delle undici partite senza vittoria. Brillante, vogliosa. In dieci minuti aveva fatto più tiri che nelle tre orripilanti partite precedenti a San Siro (Brescia-Sosciò-Benfica). Ma la Curva entra e comincia a insultare. Pezzi di merda, ci avete rotto il cazzo, andate a lavorare eccetera. Accade che il Resto dello Stadio non ci sta, perchè la squadra, una volta tanto, stava giocando e ce le stava mettendo tutta. Dal Resto dello Stadio partono i fischi e si alzano molte braccia nel movimento ampio che si fa quando si manda a cagare qualcuno. E allora la Curva se la prende, se la prende di brutto, quando si accorge che il Resto dello Stadio non la segue. Da quel momento (era circa il 15° del primo tempo) la Curva intervalla un coro contro la squadra a un coro contro il Resto dello Stadio: "E voi siete un pubblico di merda". Così fino alla fine. Sarà uno 0-0 molto dignitoso: una traversa, un salvataggio sulla linea, due paratissime di Marchegiani su Vieri, due minchiate di Adriano a porta spalancata. Una partita di lusso, confrontata alle ultime. Ma per la Curva è tutta merda. La squadra e noi, il Resto dello Stadio.

Insomma, cari Curvaioli, per quale cazzo di motivo eravate lì, un anello sopra il mio? Tutti, a San Siro, la pensiamo più o meno allo stesso modo. Tutti eravamo lì a guardare la partita di una squadra - la nostra - che non ci piace, piena com'è di gente mediocre. Una squadra già punita dai propri risultati, dall'evidenza delle cifre, dalla pochezza dei cervelli, dall'infima qualità della società che le sta dietro e dalla quale dipendono una bella fetta dei suoi guai. Detto questo, voi eravate lì per vederla perdere, e anzi incitarla a perdere la quinta partita consecutiva? A che pro?

Non ce la faccio a tifare contro. Quasi non ce la faccio a tifare contro Juve e Milan, figuriamoci a tifare contro l'Inter, anche se metà dei miei paladini li prenderei a calci in culo. Io, per esempio, cari curvaioli, ero lì con mia figlia, una bimba agghindata di nerazzurro che sembrava Miss Beneamata Under 8, con i suoi palloncini in mano e la sciarpa al collo con stemma bene in vista. A lei piace quando accendete i bengala, tirate i coriandoli, fate festa. Occhei, non c'è niente da festeggiare, e siamo tutti d'accordo. Ma ho fatto fatica a spiegare a mia figlia perchè noi eravamo lì a sperare di vedere un gol e voi no, eravate lì a fare non so cosa, non ho capito cosa.

Questa squadra, ribadisco, è già punita, finita, annientata. Non c'è bisogno di contestarla a freddo. Rimanere fuori dieci minuti, prenderli per il culo con gli striscioni: va benissimo. Insultarli: va bene. Va bene quando è il caso, se fanno schifo, se sbagliano gol, se si cagano addosso. Li avrei insultati anch'io. Oggi no, non andava bene, ma proprio per niente. Stavano giocando, ci stavano provando. Una buona partita e una vittoria oggi non li avrebbe assolti da un mese e mezzo di nefandezze. Questa squadra non la assolveremo mai. Questa squadra è già condannata. Ma una squadra - una maglia, una fede - la si rispetta quando fa il suo lavoro. Il silenzio, piuttosto. Ma questa volgarità, questa violenza nei modi e nei toni è ributtante.

Oggi, cara Curva Nord, hai dato prova di beceraggine e di ignoranza. Dieci minuti di apprezzabile ironia, poi no, poi basta, poi hai sparso letame sulla squadra e sul Resto dello Stadio, me compreso, impegnato a riparare dagli schizzi una bimba che non capiva bene. Non mi è piaciuto, ma proprio per niente, come non mi ha divertito la squallida scena dell'idrante-bis (complimenti anche a chi ve la lascia fare ogni domenica). E se io sono il pubblico di merda, voi là sopra - ehi, dico a voi - siete veramente dei tifosi del cazzo.

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Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:34 |