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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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martedì, febbraio 24, 2004
 

LEI MI SPOGLIA CON GLI OCCHI,

SPOGLIATOIO

Nella prima puntata ha intervistato Paolo Liguori, nelle prossime non so. Lei è Silvia Rocca, sorella di Stefania, una che per apparire in tv farebbe qualsiasi cosa. Lo dico non così per dire, ma perchè l'ho conosciuta. (Basta, di più non posso dire. Fidatevi)

La situazione dialogo-tra-una-persona-nuda-e-una-vestita mi ha fatto venire in mente un episodio della mia adolescenza. Gita di terza liceo. Dopo avere scarpinato per mezza Umbria, torniamo in albergo a docciarci prima di cena. Dopo il lavaggio mi ricompongo, però non del tutto. Mi stendo a letto in mutande, ma con la camicia, ad aspettare l'ora di scendere a mangiare. Quel gran bastardo del mio compagno di camera, che io pensavo intento a sua volta a fare la doccia, compare invece con una ragazza, una di seconda. "Ti ho portato E., voleva fare due chiacchiere". Io sono rimasto paralizzato. Seduto sul letto, la schiena contro la sponda. In mutande. Non sapevo cosa fare. Se mi alzo e mi metto i pantaloni - credo di avere ragionato così - faccio la figura di uno che si vergogna. Allora sono rimasto lì.

Lei si era seduta in fondo al letto, mi guardava con occhi dolci, forse perchè ero molto arrossito. Ci siamo messi a parlare del più e del meno. L'episodio mi è rimasto così impresso che mi ricordo nitidamente uno degli argomenti di discussione: Pino Daniele. L'argomento mi aveva abbastanza sciolto la favella. La camicia mi copriva le vergogne e mi sentivo sempre meno a disagio. Poi, finalmente, arrivò l'ora di cena. "Ci vediamo giù". "Sì, ciao". Appena uscita E., andai dal mio amico e lo insultai per dieci minuti. Lui se la rideva.

Esattamente otto anni dopo, al tavolo di un bar, un mio ex-compagno di scuola, anche lui presente a quella gita e nel frattempo diventato mio collega di lavoro, rievoca - presenti altri colleghi - alcuni episodi di quel simpatico viaggio in Umbria. A sorpresa tira fuori alcune foto, dove io e lui stiamo facendo i brillanti con un gruppo di ragazze di seconda, con alcune delle quali avrei limonato volentieri semmai si fosse presentata l'occasione (non si presentò, ero molto molto molto timido, non come ora che sono molto timido e basta). Nell'ilarità generale il mio ex-compagno di scuola dice: "Comunque quella che voleva farsi Settore non è in questa foto". Al che io gli dico: "Scusa, chi è che si voleva fare me?" "Era E., te la ricordi?" "Eccome se me la ricordo. Ma scusa, pirla, me lo dici otto anni dopo? Non potevi dirmelo sul pullman?" "Non è mica colpa mia se non capisci una sega" "Ma come, sono stato da solo in camera con lei mezz'ora. In mutande". "Sei un coglione". "Grazie". "Prego". I commensali ridevano. A una collega devo aver fatto una tale tenerezza che mi ha offerto il panino.

(dev'essere iniziato allora il deficit di limonate che mi porto ancora appresso)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 19:03 |