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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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sabato, dicembre 24, 2005
 

ZE' SETTORE

Faccio come i sudamericani: vado via e torno il 2. Sarà già il 2006 e mancheranno solo sei giorni a Siena-Inter. Ai maschi un abbraccio virile. Alle femmine un bacio ruffiano. Agli juventini un fiato sul collo. Auguri, e che sia un anno felice.

p.s.: e grazie della compagnia.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:47 |


venerdì, dicembre 23, 2005
 

ELLAMADONNA, CHE ESAGERATO!

<B>Roma, 'ritoccati' i manifesti di Berlusconi</B>

Nella conferenza stampa di fine anno, Berlusconi se l'è appena presa con un giornalista dell'Unità dicendogli che è responsabile morale di 100 milioni di morti. E' come se adesso io trovassi per stada un viado e gli facessi i complimente per le tre Coppe Rimet.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:21 |


giovedì, dicembre 22, 2005
 

IL PANETTONE

Sabato 5 novembre (2005, non 1974. Insomma, un mese e mezzo fa, praticamente ieri), dopo un pareggino così così con la Lazio a Roma, con l'immagine ancora stampata nella rètina di Martins che sveniva invece di segnare, andavamo a dormire con una sensazione di atavica spossatezza. Ci saremmo risvegliati il giorno dopo con i giornali che ci davano per morti e sepolti, con Adriano in pieno mestruo e con Mancini a rischio-panettone. La classifica diceva questo:

Juve 30, Milan 28, Fiorentina 25, Inter 20, Chievo 19, Livorno 18, Roma 18.

In effetti, c'era da piangere. Bisognava solo autoconvincersi che il ciclo di ferro era finito, che le avevamo incontrate tutte tranne il Milan e che si stava per aprire un periodo oggettivamente più malleabile. Con la sola aggravante che non c'era alternativa, era necessario mettersi a vincere e non finire più. Mettersi a vincere sempre e dovunque, compreso il derby. Da allora sono trascorse sei partite e in effetti le abbiamo vinte tutte, compreso il derby. E' il derby la cartina di tornasole: vincere con Reggina Messina e Empoli non ci avrebbe regalato grandi certezze, ma i modi e i tempi della vittoria nel derby ci danno la garanzia che le sei vittorie consecutive hanno un certo peso. La squadra funziona meglio, l'entrata in forma di Adriano e Figo è stata decisiva, il momento magico di Veron e Cambiasso là in mezzo è l'altra chiave di volta. Oggi riapriamo i giornali con la seguente classifica:

Juve 46, Inter 38, Milan 37, Fiorentina 36, Livorno 31, Chievo 27, Roma 24.

Non ci vuole Antonino Zichichi a spiegare che il modello matematico dei tre punti a partita, come dire, ha un suo perchè. In sei (6) partite abbiamo recuperato 9 punti al Milan, 7 alla Fiorentina, 5 al Livorno, 10 al Chievo, 12 alla Roma. Ne abbiamo recuperati solo 2 alle Juve, e questo dice molto sulla Juve stessa: comandano loro, non ci sono cazzi, e ai nostri salti mortali loro rispondono con otto punti di vantaggio che restano un'enormità. Peccato interrompere il discorso. Peccato, cazzarola, che adesso ci si debba fermare sul più bello e per tre settimane. Va bene per Adriano, che smaltirà la tranvata di ieri sera. Ma per il resto mi tocco sonoramente i coglioni.  Mezza squadra se ne andrà al sole del Sudamerica e speriamo che torni con lo stesso grado di cazzutaggine di questo magnifico dicembre. Poi, che ci prendano pure per il culo perchè sognamo la rimonta. Sognare, segnare, divertirsi, vincere: ci metterei la firma. A inizio febbraio (infrasettimanale a Firenze, poi la Juve in casa la domenica sera) ci giocheremo tutto. Arriviamoci con le carte buone. Buon viaggio, miei prodi. E tornate belli come adesso.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:12 |
 

COMUNISTI EVOLUTI

Subito a inzigare il sospetto perchè il conto è alla Bpi. Mavaffanculo. Invece, cazzo, cogliamo finalmente un segnale di modernità. Basta con questi comunisti che mangiano i bambini e passano le serate in sezione a ciclostilare volantini. Un leader comunista che paga 8mila euro al mese il leasing della barca. Un leader comunista con le scarpe da 700 euro. Cazzo, finalmente siamo entrati nel terzo millennio. Vive la gauche.

(mi sa che andrò al mare, ad aprile ci sono quelle belle giornate tiepide)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:38 |


mercoledì, dicembre 21, 2005
 

LA SESTA

LA FESTA

Inter-Empoli 4-1

LA TESTA

<B>Paura per Adriano</B> 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:35 |
 

PAPA KLAUS

<B>Benedetto XVI in piazza con il "camauro"</B>

Uè, mi ero detto, guarda il Ratzinger che fa lo spiritoso, un papa dal volto umano. Poi mi hanno detto che quello lì è un cappello ufficiale, si chiama camauro ed era molto caro a papa Giovanni XXIII. Da allora non l'aveva messo più nessuno. Beh, non mi stupisce questa cosa.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:55 |
 

SIMPATICI & ANTIPATICI

Ci sono squadre che magari  non contano un cazzo, ma il cui nome ti lascia un brivido dentro. Noi abbiamo un precedente sfavorevole con ogni squadra del globo terracqueo, ragion per cui non parlo volentieri di Inter-Empoli.

Infatti volevo parlare d'altro. Volevo parlare della frasetta di Capello "Qui parlano tutti come se ci avessero già superati", che nasconde quel pelo di preoccupazione e di stizza che, nel quadro di una generale atavica antipatia personale e vieppiù societaria, diventano quasi fastidiose. Non ti preoccupare, don Fabio, nessuno ti ha superato e probabilmente nessuno lo farà. Qualcuno sogna di farlo perchè è giusto così: diobono, a 22 giornate dalla fine la volete già vinta? A 22 giornate dalla fine non deve succedere proprio più nulla? A 2 giornate dalla fine le altre 19 squadre devono tagliarsi i coglioni? Minchia, peggio della Formula 1.

E comunque la frasetta di don Fabio - che segue quelle di Giraudo Bettega e Moggi, frasette un po' spocchiose a metà tra il superuomo e la checca isterica - càpita proprio mentre l'Inter dimostra di sapersi prendere in giro. Come Totti pubblicò il libro delle (ormai insopportabili) barzellette su se stesso, l'Inter gioca a tombola sostituendo i 90 numeri con 90 giocatori scelti tra quelli acquistati a Moratti. Il sito dell'Inter, come al solito sottotraccia, aveva parlato del tombolone benefico di Natale e degli ospiti molto vip che aveva comprato le costose cartelle per finanziare i progetti umanitari dell'Inter

(a proposito: mai sentito parlare dei progetti umanitari della Juve?)

ma non aveva parlato di questa genialata. Chi estraeva i numeri non annunciava "cinquantaquattro" o "settantasei" ma "Cauet" e "Taribo West". E io credo che ad essere simpatici, a farsi gioco (tra l'altro a fin di bene) degli sfottò, non ci si possa che guadagnare, non solo in immagine ma anche in morale. La tombola nerazzurra diventerà, pare, anche un gioco di società che sarà venduto nei negozi. E io lo comprerò per organizzare un tombolone-strip con una dozzina di donne blogger che so io.

Apprendo, infine, che Vieri non è più felice. Al Milan gioca un cazzo. Vuole andare via, in Spagna. Pare che lo voglia il Betis. Pare che voglia il Real che è sempre senza Raul. Pare che lui voglia a tutti i costi giocare per mantenersi il posto in Nazionale in vista dei Mondiali. Vai, Bobo, vai al Real. Vai, che giochi. Vai.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:10 |
 

MANIPOLATION

Nella conferenza stampa di ieri le stesse orecchie hanno sentito le stesse cose partorendo conclusioni diverse. Se leggeto il sito dell'Inter, troverete il titolo "L'Inter ha già tanti campioni". Se leggete i giornali, troverete titoli del tenore: "Mancini chiede subito rinforzi all'Inter". La conclusione è matematica: l'Inter ha già tanti campioni, ma Mancini chiede rinforzi. Chi vivrà vedrà. Non mi resta che tirare su la saracinesca del mio piccolo Bar Sport e buttare lì la solita domanduccia. No, non vi chiedo se siete preoccupati dei 25 giorni di assenza di Wome. Piuttosto, mi interesserebbe sapere cosa pensate di Cassano.

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:41 |


martedì, dicembre 20, 2005
 

GORDO DI MEMORIA

Oh, magari queste primariucce portano anche bene. All'epoca della scelta Veron-Pizarro, per esempio, io avevo appena visto un paio di partite in cui Veron sembrava dedicarmi irritanti lanci ad minchiam, e Pizarro sembrava un piccolo Re Mida che quando entrava ti-tic e ti-toc sistemava tutto. All'epoca mi schierai moderatamente per il cileno, con questa motivazione: che almeno lo facesse giocare, quel fighetto del Mancio. Com'è andata lo sappiamo: complice il momento peggiore che abbiamo trascorso da agosto a oggi, Pizarro si è sciolto nelle difficoltà contingenti della squadra, mentre Veron ha via via preso in mano la baracca e sta facendo una stagione sopra le righe. Tanto che ormai noi, che siamo lungimiranti, siamo già qui a piangerlo mentre vediamo i suoi traccianti da 40 metri arrivare quasi sempre a destinazione, quando i tifosi fanno ohhhh.

E veniamo al dentone sovrappeso. Il dentone sovrappeso è, per conto mio, il più forte giocatore visto a Milano da un sacco di tempo a questa parte. Il ricordo della sua prima stagione è lancinante. Adriano, per dire, non è ancora quel Ronaldo, ma proprio no. Poi, vabbe', è successo quel che è successo, si è rotto, a momenti moriva prima della finale dei Mondiali di Francia, si è ri-rotto di brutto, e noi ce lo siamo visti a spizzichi e bocconi, spesso con le stampelle o in fisioterapia. Quando è tornato, a mezzo servizio, a momenti vincevamo lo scudetto. A momenti. In campo quel cazzo di 5 maggio c'era anche lui, e fece schifo come gli altri. Io a Roma ero dietro la panchina e per motivi di visuale non l'ho visto piangere, quello l'ho visto solo in foto. Io non piangevo. Mi chiedevo solo che cavolo ci facevo lì, senza nemmeno il biglietto del treno per tornare a casa il più presto possibile.

Chi si è dimenticato il 5 maggio? Nessuno, figuriamoci. Ma non dimentichiamoci nemmeno quel che è successo prima (i casini con Cuper) e soprattutto quel che è successo dopo, quando noi da casa abbiamo visto zompettare in tv un brasileiro con una figa scolpita sul cranio, e tutti a chiedersi: ma è Ronaldo? Ma tornerà? Già, perchè lui ringraziava tutti ma non Moratti che l'aveva rimesso in piedi e nell'attesa gli accreditava regolare stipendio. Festeggiava con tutti ma senza mai citare l'Inter o Milano o la Madunina. Alzava la Coppa e pensava già a Madrid, dove prendere più soldi, meno freddo e trombare più figa.

Sono passati quattro anni, stiamo per arrivare a un altro mondiale, e siamo qua a parlare di Ronaldo. Due mondiali fa era un Ronaldo nostro e moribondo. Un mondiale fa era un Ronaldo nostro che ce lo stava mettendo in culo. Il prossimo mondiale? Boh: io, inchinandomi al talento e tenendo nello scaffale dei ricordi buoni quel che di buono ha fatto a Milano, Ronaldo lo lascerei dov'è. Son passati quasi nove anni da quando ci facevamo le seghe a vederlo scendere e segnare. E' andata così così, come vanno quasi tutte le cose all'Inter. Preferisco affidarmi a quel che c'è, oggi che le cose sembrano rimettersi in riga, che non inseguire un sogno usato e riaprire qualche ferita. E' vero, se segna viene giù lo stadio. Ma se non segna o gli scappa un'intervista o lo troviamo alle 5 di mattina in discoteca cosa succede, che lo inseguiamo in centomila fino alla frontiera con Andorra?

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:29 |
 

NO 67%

SI' 26%

NON SO 7%

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:04 |


lunedì, dicembre 19, 2005
 

OOOOHHHHHHHHHHHHHH!

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:31 |
 

ALTRE PRIMARIE

Giornalisticamente, loro, sono da assolvere. Inter e Milan vincono quattro a zero mentre la Juve e la Fiorentina fanno uno a uno, ma la notizia non c'è. Juve e Fiorentina hanno solo avuto un po' meno culo di altre volte. Chissà, magari la Fiorentina un pochino scoppiata la è, sarebbe più che umano. Ma la Juve, in particolare, non esce cambiata di una virgola dall'Olimpico: la labirintite di Thyram è episodica e curabile, gli altri fanno paura tanto quanto prima. Insomma, la notizia non c'era neanche a scavare. Quindi, riflettendoci, è chiaro che ieri sera a Controcampo prima o poi si sarebbero messi a parlare d'altro. E siccome c'era Bettega a sorvegliare la Juve (per inciso: è di un'antipatia patologica, sono umanamente preoccupato per lui, se va avanti così tra cinque anni si presenta a una riunione in Lega con il mitra e ammazza tutti) e c'era Mediaset savasandìr a sorvegliare la pax milanista, quando si parla d'altro bisogna parlare dell'Inter. Che con cinque vittorie di fila e il sorpasso sul Milan ha riguadagnato molti punti, anche in senso lato dico, e quindi - sia pure con più rispetto e meno sarcasmo - bisogna un po' romperle i coglioni.

Così, come al bar, si sono messi a parlare di Ronaldo. Allora, la situazione è questa: Ronaldo ha qualche problema di convivenza a Madrid, ma chi non ne ha al Real? Martins va in Coppa d'Africa, e per 25 giorni - bum! - gli va trovato un sostituto. Ronaldo ha nostalgia di Milano. Moratti ha nostalgia di Ronaldo. L'Inter cerca un attaccante. Ronaldo è un attaccante. Se Cassano va a Madrid, il Real ha un attaccante in più. Raul è infortunato, si vabbè, ma è un particolare. Ronaldo è utilizzabile in Ciempions (ma siamo sicuri? Oh, l'ha detto Lucia Blini, giuro). L'Inter vuole vincere la Ciempions. Il Real fa abbastanza cagare. Eccetera eccetera eccetera. Miscelando il tutto, sono andati avanti mezz'ora. Ma la cosa che mi ha scosso davvero è stato Luisito Suarez, che parlava di tutto questo come se fosse vero, o almeno verosimile. A momenti faceva a botte con Ciccio Graziani (che diceva che Ronie all'Inter non serve) per affermare che uno così all'Inter, da gennaio a maggio, ci potrebbe far vincere campionato, Ciempions, Coppa Italia e, se ci fosse dell'altro, anche dell'altro. Vabbe', chi se ne frega di Controcampo. Il punto è un altro:

voi lo riprendereste?

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:15 |


domenica, dicembre 18, 2005
 

DE TABELLAE VALIDITATE

Con la presente si certifica che la società Internazionale Fc, regolarmente iscritta al campionato italiano di Serie A del giuoco denominato "calcio", da cinque giornate rispetta la tabella concordata. Cordiali saluti.

Reggina-Inter 0-4

(hold on, we're coming)

 

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 21:45 |


sabato, dicembre 17, 2005
 

ATTENTATO

"Babbo Natale non esiste e non porta i regali. E non esiste neppure la befana". Il vescovo di Como, monsignor Alessandro Maggiolini, lo ha 'rivelato' a un Duomo gremito di bambini. Il presule lariano ha spiegato che invece "esiste Gesu' bambino", sollecitando i piccoli ad invitare i loro genitori a mettere il Bambinello nel presepe. Una dichiarazione a sorpresa che ha suscitato la perplessita' dei bimbi. Maggiolini ha spiegato che Babbo Natale e' solo una leggenda mentre Gesu' bambino e' veramente esistito. Un paio di settimane fa era stata la maestra di terza delle scuole elementari di Maslianico (Como) a dire agli alunni che Babbo Natale non esiste. In quel caso una mamma, con spirito goliardico, aveva inviato una lettera alla maestra firmandosi proprio Babbo Natale, sostenendo che i bambini hanno bisogno di credere nelle figure buone. Al vescovo replica il coordinatore del Consorzio Como turistica, che organizza ogni anno la "Citta' dei balocchi", che va giu' duro: "Non e' giusto - spiega Daniele Brunati - brutalizzare la fantasia dei bambini che hanno il diritto di credere anche alle favole"

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:06 |


venerdì, dicembre 16, 2005
 

LA PRAVDA

(facilities for interisties - 8)

da Ajax.nl

Ajax speelt in de achtste finales van de Champions League tegen Internazionale. Dat is vrijdagmiddag bij de loting in Nyon bepaald. De Amsterdammers spelen op woensdag 22 februari eerst thuis tegen de Italianen, de return is op dinsdag 14 maart in Milaan. De vorige keer dat Ajax en Inter elkaar troffen was tijdens het Amsterdam Tournament van 2003. Toen won de ploeg van toenmalig trainer Ronald Koeman met 3-0, dankzij doelpunten van Steven Pienaar, Rafael van der Vaart en Wamberto. De laatste serieuze krachtmeting met Internazionale was in het seizoen daarvoor. Toen stuitte Ajax in de eerste groepsfase van de Champions League op de blauw-zwarten. In het Guiseppe Meazza in Milaan werd het 1-0 door een doelpunt van Hernan Crespo. De Argentijn zou ook de tweede poulewedstrijd beslissen. In Amsterdam won Inter destijds met 1-2. Rafael van der Vaart scoorde namens Ajax, Crespo nam de beide Italiaanse goals voor zijn rekening. Ondanks de twee nederlagen overleefde Ajax de groep, om uiteindelijk in de kwartfinale te stranden op de stadsgenoot van Inter: AC Milan. Het huidige Inter wordt gecoacht door voormalig Italiaans international Roberto Mancini. Hij kan beschikken over een selectie vol vedettes, zoals daar zijn Adriano, Luis Figo, Juan Sebastian Veron, Francesco Toldo, Obafemi Martins, Alvaro Recoba, Dejan Stankovic, Sinisa Mihajlovic, Walter Samuel, aanvoerder Javier Zanetti en oud-Feyenoorder Julio Ricardo Cruz. Inter staat momenteel tweede in de Serie A en won afgelopen weekend nog van aartsrivaal AC Milan (3-2), onder andere door twee goals van Adriano. De ploeg van Mancini eindigde als eerste in zijn poule, voor Glasgow Rangers, Artmedia Bratislava en FC Porto. De thuiswedstrijd in de huidige Champions Leaguecampagne wordt op woensdag 22 februari gespeeld. Het tweede duel is op dinsdag 14 maart in Italië.
Traduzione di Settore
Ma vaffanculo. Non poteva capitarci una squadra un po' più scarsa? Chessò, il Milan. Ma che sfiga di merda. Speriamo solo che giochino Mihajlovic e Toldo. Visto?, li abbiamo messi tra le vedettes. Oh, magari quel fighetto di Mancini ci casca.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:12 |
 

PER UN CALCIO PULITO

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 12:21 |
 

SORRISI E CAZZONI

Mi sono rotto i coglioni di svegliarmi la mattina nel freezer di una nebbia maiala che mi tritura le palle e mi sprofonda nei pensieri più tetri del tipo "diocaro ma perchè i miei avi si sono accoppiati in una zona così del cazzo?". Per questo ringrazio l'equipe di scienziati di turno che mi rischiara la giornata con la solita scoperta sensazionale. Io vi sono grato, echips (plurale) all over the world, per  gli spunti di vita che mi date quando sono in fase down. Per esempio, cari scienziati olandesi dell'Università di Amsterdam: grazie, grazie, grazie ovunque voi siate. Grazie per avermi rivelato i veri sentimenti della Gioconda, dopo avere sottoposto il quadro di Leonardo alle cure di un software che ricerca le emozioni. Da centinaia di anni quel sorrisino appena accennato ci attanaglia: cosa avrà mai voluto trasmetterci quell'enigmatica piega delle labbra di questa figa ante litteram? Ora, grazie agli studiosi di Amsterdam, lo sappiamo.

Siete seduti?

Occhei. Allora: i risultati che il computer ha fornito rivelano che per l'83% Monna Lisa è felice, per il 9% è disgustata, per il 6% è spaventata, e per il 2% è arrabbiata.

Gli studiosi olandesi (ricordo che in Olanda esistono i coffee shop) (no, per dire) hanno applicato la teoria di un altro scienziato di Harvard (ricordo che negli Stati Uniti molti si fanno le canne) (anche qui, peraltro) che nel 2003 rivelò che il modo in cui l'occhio umano processa le informazioni visive fa sì che il sorriso sia evidente solo quando l'osservatore fissa altre parti del dipinto, che non siano le labbra. Ed ecco stagliarsi la nuova teoria computerizzata su Monna Lisa, che per l'83% è felice, mentre per il 17% è tormentata dal disgusto (per Leonardo?), dalla paura (per la parcella di Leonardo?) e dalla rabbia (Leonardo era lento a dipingere?).

Adesso faccio copincolla e spedisco agli studiosi di Amsterdam questo ritratto. Ci dicano cosa nasconde questo sorriso. Felicità? Compiacimento? Panico? Terrore? Resistenza? Arrampicatasuglispecchi? Facciadaculo?

(nella foto: ecchè, ccciò scritto Giocondo?)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:29 |


giovedì, dicembre 15, 2005
 

DUECENTOTTANTUNO A ZERO

I 281 diversi farmaci trovati negli spogliatoi della Juve avevano tutti un loro perchè. La legge sulla frode sportiva non si poteva applicare al periodo in questione. E così la Juve è uscita pulita dal processo per doping. Dalla requisitoria-pulp di Guariniello al colpo di spugna. Senza vie di mezzo (a parte quella ridicola condannina per la 626, che prima o poi ci spiegheranno). Ma la cosa non mi ha sorpreso per nulla: a parte le motivazioni tecniche della sentenza (che dobbiamo accettare), il fatto che l'imputata fosse la Juventus e, più ancora, che alla sbarra ci fosse virtualmente tutto il sistema-calcio e forse anche tutto il sistema-sport rendeva molto improbabile una condanna. Vogliamo sguazzare nella dietrologia? Massì. Che ne dite, per esempio, della (s)fortunata coincidenza con Torino 2006? Lo squadrone di Torino e dell'intero calcio italiano condannato per doping a meno di due mesi dalle Olimpiadi di Torino? Porca miseria, che figura di merda.

Una sentenza sfavorevole alla Juve avrebbe provocato uno sconquasso planetario. Una sentenza favorevole rimaneva invece la via più comoda e incruenta, forse l'unica: a parte le motivazioni tecniche (occhei), vai a dimostrare che i nove trofei vinti nel periodo in questione sono da attribuire alle bombe e non al semplice fatto - come provare il contrario? - che la Juve fosse uno squadrone. Vai a dimostrare che il giro-coscia dei giocatori non dipenda necessariamente da qualche estrogeno per carne da macello, ma da moderni e sofisticati metodi di allenamento. Se non è possibile dimostrare che un'anomalia contemporanea dell'ematocrito di alcuni giocatori non dipende dalla possibile/probabile somministrazione di Epo, allora dobbiamo inchinarci alle conclusioni della Giustizia. Del resto, il principio in dubio pro reo vale anche per gli imputati antipatici e per i testimoni reticenti (già, e la reticenza?) con scarpe bullonate.

Non so, francamente, dove saremmo andati a parare con la condanna della Juventus. Avremmo chiesto di ritirare i nove trofei? Avremmo riscritto la storia del calcio? Avremmo mandato la Finanza a perquisire milioni di armadietti? Avremmo mandato l'Esercito a circondare il Milan Lab? Boh. Resta solo un'amarezza di fondo. Quella relativa al fatto che il calcio resta un porto franco, un mondo franco, un piccolo universo regolato da un diritto a parte, dove per scatenare l'obbrobrio bisogna tirare coltellate oppure motorini e/o bengala dal secondo anello. Altrimenti niente, è tutto concesso, ma proprio tutto. Lo dico con estrema sincerità: che si droghino i calciatori - come si drogano i centometristi o i ciclisti o i discesisti o i lottatori o sa il cazzo - mi può fare schifo e può disilludermi nei riguardi della pulizia e dell'onestà di quello che vedo in tv o dagli spalti. Mi fa schifo ma non mi stupisce, perchè altrimenti sarei un pazzo romantico che non capisce un cazzo di come vanno le cose. Ma l'impunità e la connivenza generale mi schifano e mi disilludono ancora di più. Un ciclista drogato mi fa pena, ma un bilancio drogato mi spaventa e mi fa pensare male, malissimo, su chi li fa, chi li controlla, chi li certifica, chi li giustifica. Una società retrocessa di quindici categorie perchè non conta una sega, e una salvata per motivi di ordine pubblico: ecco, queste cose mi atterriscono. Come le piraterie finanziarie, le plusvalenze, i maneggi. Il processo alla Juve era la parte di un tutto. Forse, addirittura, una piccola parte.

Sarebbe stato bello scardinare certi princìpi bacati nel nome di uno sport più pulito. Eppure sono qui a cogitare sul casino che sarebbe successo. Un pensiero, in un certo modo, complice, no? E pensare che non mi arrendo, che cerco di vivere di colpi di tacco e di reti che si gonfiano, così come di altre emozioni sparse in giro per tanti altri sport. Il fatto che, a volte, mi chieda se tutto quello che ho visto è vero, beh, mi sembra già una discreta auto-condanna. Il fatto che invece non condannino mai gli altri, beh, su questo ognuno tiri le proprie conclusioni.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:24 |


mercoledì, dicembre 14, 2005
 

SENTENZE LOGICHE

- Ehi, cazzo, stai trombando mia moglie. Ti denuncio.

- Fai pure, ma devi dimostrarmi il nesso.

- Ah, scusa.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:10 |
 

MAGNA MAGNA

Ci avessi giocato le palle, non le avrei perse.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:32 |
 

SEI SEDUTO?

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 11:41 |


martedì, dicembre 13, 2005
 

SEI CONTENTO?

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:17 |
 

CASI (UMANI) CHE SI RIAPRONO

(in coro) Ciao Bruno.

Ciao. Ehi, che cazzo: ti sei fatto ricrescere i baffi?

No, è che su Gùgol ci sono solo foto vecchie.

Ah, ecco. Vabbe'. Con i baffi mi piacevi di più, comunque.

Mah, l'importante è piacere a se stessi e alla figa.

Sono d'accordo. Veniamo al dunque. Cogne...

(in coro) Porca troia, ci hai rotto i coglioni!

Se mi fai ancora vedere il plastico della casa, giuro, ci cago sopra. Non so più cosa cazzo inventarmi sul pigiama e le ciabatte...

Un attimo, cristo, fatemi finire. Cogne, dicevo, ha perso lo 0,05% di audience l'ultima volta. Bisogna rassegnarsi a un progressivo calo di interesse...

Ahò, te possino...

E statte zitto, diobono. Dicevo, bisogna trovare altri temi per campare decorosamente e metterlo in culo a Mentana. Ora, Ratzinger mi sembra che goda di discreta salute...

Li mortacci...

A Bruno, e mo' m'hai rrotto er cazzo. Ratzinger, dicevo, sta bene. Per Wojtyla santo subito ci sono problemi procedurali, e poi non posso rompere i coglioni a Navarro ogni volta.

Beh, riprendere la storia di papa Luciani però sarebbe una figata...

Col cazzo! Mica voglio inimicarmi il Vaticano, diocaro, tu sei matto. I delitti di via Poma e dell'Olgiata, vabbe', magari ci facciamo uno specialino verso maggio, giusto per non dimenticare. Mattei e piazza Fontana sono roba complicata, poi la gente cambia canale. Per Ustica aspettiamo giugno, il solito anniversarietto e bòn. Allora ho fatto riesumare Tenco.

Naaaaa.

Brunetto, sei una potenza. Hai una limetta per le unghie?

L'ho lasciata in sala trucco. Allora, parliamo di Tenco. Bruno, adesso tu mi prepari un pippone sulla possibilità che sia stato ucciso dalle Sette Sorelle discografiche per togliere di mezzo la coscienza critica dello show business dei mitici anni Sessanta.

Maddai. Si è suicidato perchè era ombroso, aveva cantato una canzone del cazzo, lo avevano eliminato e c'erano grossi problemi di fica.

A France', lo sappiamo tutti. Ma dobbiamo farci una dozzina di puntate, quindi non cagarmi la minchia e prepara una bella tesi grondante sangue e merda.

Vabbe'...

E sbrigati, che senza di me saresti un signor nessuno.

(mavaffanculova) Occhei, Bru'.

Hai idee, Paolo?

Faccio un copiaincolla del mio libro "I bambini non sanno ascoltare", cambio la parola "bambini" con "cantanti" e usciamo subito con un pamphlet sulle difficoltà sociali degli artisti. Per scrupolo ci aggiungo un capitolo su John Lennon e un altro sulle forti personalità che mettono in pericolo il loro stesso sistema, giusto per rimestare nel torbido.

Mi raccomando. Non me ne frega un cazzo di Tenco, ma noi dobbiamo parlarne come se ci tenessimo a sapere come è morto, con tendenza al sospetto sull'omicidio.

Vabbe', come con la Franzoni. Lo sappiamo che è stata lei, ma noi...

...ma noi ce giochiamo a fa' le tesi contrapposte.

Ecco. Hai uno specchio?

E' in sala trucco. Vabbe', siete pronti? Adesso chiamo il magistrato e gli dico di sbrigarsi a riesumare 'ste quattro ossa.

Ahò, me fai paura.

Non so voi, ma io voglio fare Porta a Porta per altri vent'anni. Ogni volta è come farsi una sega.

Sono d'accordo. Davvero con i baffi piacevo di più?

Facevo per dire. Io ti invito perchè parli un italiano corretto, hai un'insopportabile aria da professorino che ne sa una più degli altri, hai dei bei maglioni colorati e attiri la topa.

Guarda che sono un apprezzato psicologo e psicoterapeuta.

Certo. Ora scusate, chiamo Navarro.

Gli chiedi come sta Ratzinger?

No, provo a buttargli lì la cosa di papa Luciani.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:14 |


lunedì, dicembre 12, 2005
 

MORTADELLA UN CAZZO

Sono ancora sotto l'effetto ormonale del derby e oggi parlerei volentieri anche di meccanica quantistica. Figuriamoci di elezioni. Oggi rivolgo sorrisi ebeti a tutti e ne rivolgo uno anche alla prossima scadenza elettorale nazionale, alla quale dieci anni dopo si presentano gli stessi competitor di dieci anni prima. Tutto ciò mi farebbe quantomeno preoccupare, o mi creerebbe forti problema di coscienza, se non fosse che ieri ho goduto come un facocero in calore e della crocetta che dovrò apporre sulla scheda me ne strafrego. Ma oggi che gli scioperi dei giornali si sono esauriti e il flusso delle notizie ha ripreso il suo corso, questa foto mi sta provocando una forte emozione podistica e fors'anche politica. Quest'uomo, volgarmente chiamato il Mortadella, si è iscritto alla maratona di Reggio Emilia che si è corsa giovedì. Lui è un noto ciclista, ma è in grado di correre senza problemi una quindicina di chilometri. E infatti, pensando di forzare un po', voleva fare la mezza maratona. Poi non sa nemmeno lui com'è successo: l'aria di casa, la presenza dell'allenatore-lepre-psicologo al suo fianco, sa il cazzo. Comunque il Mortadella a 66 anni ha portato a termine una maratona, chiudendola nel tempo (pazzesco per una mortadella, ma anche per uno come me che non ci ha ancora minimamente provato) di 4 ore e 22 minuti. Sono ammirato e umiliato al contempo. Voterò per lui, questo è certo. Mi vengono in mente le foto del Cavaliere e dei suoi scherani che in completino bianco facevano footing alle Barbados, o forse erano le Bermuda, o forse erano solo in bermuda. Vabbe'. Ridicoli, comunque. Il Mortadella invece sì che ha i coglioni, diobono. Viva l'Inter, viva l'Italia, viva il podismo, viva i pacchi-gara, con Prodi fino alla dittatura del proletariato.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:55 |
 

LE PALLE (AVERCELE)

Dio, come amo essere smentito. Che bello prendere almeno due gol ma segnarne almeno uno in più degli avversari. E che bello vedere finalmente un finale con i coglioni sguainati, senza se e senza ma. E che eiaculazione se tutto questo, tutto in una volta, càpita in un derby che segue anni di stenti e umiliazioni. Fateci caso, nei filmati. Stam sale in cielo, inzucca, segna e mezza Inter - che era in area, schierata in abbondanza - allarga le braccia. Mancavano sette minuti regolamentari più recupero, becchi un gol così, in un derby così, e allarghi le braccia. E' umano. Ma altre Inter - anche recentissime, di qualche settimana fa - avrebbero virtualmente allargato le braccia (e calato le mutande) fino al novantesismo, tirando a campare, stanche di prender freddo e gol e colpi bassi di un destino baro. Ieri sera no, e mentre guardavo distrattamente il tabellone, sfatto di urla e agitazioni varie, e vedevo la Juve a più 12, la Fiorentina (minchia, la Fiorentina!) a più due insieme al Milan, e mi chiedevo che cazzo di male avessi fatto per meritarmi tutto questo, beh, ho abbassato lo sguardo sul campo dove pensavo di trovare macerie e invece ho visto l'Inter prender palla e attaccare, Adriano sbagliare un gol che puttanatroia avrei fatto invasione di campo per abbracciarlo, e poi il quarto uomo alzare il coso dei minuti mancanti e qualcuno in maglia nerazzurra (non ricordo, ero trasfigurato) andarsi a prendere il corner della disperazione alla destra di Dida, e la gente che sfollava fermarsi sulle scale e aspettare l'ultima spiaggia.

Che bello se tutto questo fosse la svolta, almeno morale, del nostro campionato. Vincere un derby così, al novantunesimo, recuperare nove punti al Milan in quattro giornate, avere undici punti in più dello scorso anno e purtuttavia averne dieci in meno della prima, cazzo, è una tortura bella e buona di cui forse Amnesty si sta già occupando. Ma la tabella funziona - vincere, poi vincere, poi vincere, poi vincere - e forse un giorno farà vedere i suoi effetti, quando magari una zolla devierà bene un tiro innocuo di una squadra avversaria della Juve.

Non siamo la Juve, peraltro. Diciamolo, ora che abbiamo finito di eiaculare. E per onestà intellettuale confesso che dopo il gol di Stam mi giravano i coglioni a elica, pensando alla difesa da operetta che stava schierando il Milan e alle dieci-quindici azioni di rimessa di Kakà e company, tutte molto simili, tutte poco o nulla arginate, che mi hanno devastato l'animo. Un'Inter schierata appositamente per limitare un Serginho (!) che si è visto poco, e comunque tardi. Insomma, non sarei tornato a casa contento, ma proprio per niente. La differenza sta tutta in quei dieci minuti finali, giocati da una squadra che ha improvvisamente realizzato alcune cose fondamentali: a) come sarebbe stato bello inculare il Milan nel finale; 2) come sarebbe stato più utile fare tre punti invece di uno; 3) come sarebbe stato nobile provarci fino all'ultimo attimo disponibile.

Dio, come sarei contento se questa partita rappresentasse la vera svolta del campionato, il nostro e quello degli altri. Non sarà facile, io di questi qua continuo a fidarmi poco. E adesso arriva il Natale, i sudamericani (tre quarti di squadra) andranno a svernare al caldo e noi qui, ad aspettarli, a sperare che tornino con lo stesso tono scrotale. Ci avete regalato un derby da cineteca: adesso continuate, vi scongiuro. Fate conto che da lassù ve lo dica un anziano avvocato che ai derby ci teneva un casino, e non solo ai derby.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:43 |
 

LA BANCA DELLO SPERMA

Che postaccio, lo stadio. Cazzo, c'era un esagitato di fianco a me. Sembrava uno normale, quasi perbene. Il cuscino, la sciarpetta. Sembrava. Ha fischiato Vieri alla lettura delle formazioni, che fair-play. Al primo gol di Adriano - un rigore! - a momenti cadeva addosso a una inerme signora che avevamo davanti. Poi ha insultato Gattuso la prima volta che si è avvicinato alla linea laterale: minchia, gli ha urlato "Sei malato, coglione!". Al gol di Sheva è caduto in depressione. Durante l'intervallo sembrava un'anima in pena, che mi veniva voglia di chiedergli se aveva bisogno dii qualcosa. Al gol di Oba ha abbracciato quelli della fila dietro. Quando è entrato Vieri a momenti vomitava. Durante il forcing del Milan ha patito le pene dell'inferno. Al gol di Stam è ripiombato in stato catatonico. Ma si è subito rianimato, e si è messo a urlare a ogni pallone mentre c'era gente che già sfollava. Al gol sbagliato da Adriano, cazzo, si è accartocciato che pensavo quasi di chiamare il 118. Al 3-2 si è messo a sbraitare come un ossesso e ha abbracciato quelli della fila davanti. Poi ha chiesto, senza ottenere, in quarto gol in contropiede, e subito dopo ha iniziato a urlare "Teeempo, arbitro!". Al triplice fischio, si è messo a saltare come un bambino dell'asilo e poi l'ho visto sfollare cantando "Pazza Inter". Che stress. Non ci vado più allo stadio, guarda.

(Non era quello di fianco a me. Ero io)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 01:25 |


sabato, dicembre 10, 2005
 

(INTER)NAZIONALE

Ero lì tutto intento a finire la pizza e a valutare la forza intrinseca della Republica Ceca, del Ghana e degli United States of America, e a fare dei paralleli con il girone di amianto dell'Argentina, e a fare dei raffronti con  i ridicoli gironcini della Francia (Lussemburgo, St. Kitts and Nevitts e Calabria) e Spagna (Gibilterra, Cervia e Isole Faroer) e con quello ridicolissimo di Mexico, Portogallo, Angola e Iran (ho messo un bigliettino in bacheca: disdire Sky Calcio quanto prima), quando il telefonino ha cominciato a squillare e io a incazzarmi per il boccone di pizza frettolosamente da trangugiare e per lo spicchio del sorteggione che mi sarei perso per rispondere ed eventualmente sostenere un brandello di conversazione con il mio inopportuno interlocutore, e a malavoglia ho spalancato il Motorola per ascoltare uno che a sorpresa mi fa:

"Ascolta, Settoruccio, domenica ho un impegno: li vuoi tu, per caso, i miei due abbonamenti primo anello tribuna arancio molto molto molto centrali praticamente a bordo campo che si sente l'odore dell'erba?"

"Diobono, ma c'è il derby"

dissi io guardando le tette di Ilaria D'Amico e deglutendo una fetta di pizza che avrebbe richiesto altri trenta secondi di masticazione.

"Appunto"

"Li voglio"

"Grazie"

"No, grazie a te"

"No, grazie a te. Ti immagini quei due posti vuoti durante il derby?"

"Terribile"

"Appunto"

"Mi sacrifico. Te ne sarò eternamente grato"

dissi richiudendo il Motorola. In un attimo ho realizzato che il Mondiale è tra sei mesi e il derby tra 44 ore. Una cosa per volta.

"Viva l'Inter, viva l'Italia, viva il bel calcio. Milan merda vaffanculo"

dissi spegnendo il televisore, che del sorteggio non me ne importava già più una sega.

 (nella foto: l'allenatore del Ghana, Awana Gana)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:27 |


mercoledì, dicembre 07, 2005
 

TOSATTI MI FA UNA PIPPA AMME'

"Papà papà papà, perchè non siamo primi pur avendo nove punti in più dello scorso anno?"

Provo a risponderti, figliuolo. Sappi, intanto, che se giuocassimo in Spagna saremmo a due punti dal Barcellona primo in classifica. Invece siamo in Italia a dieci punti dalla Juve, che - ci piaccia o no - è la travolgente stratosferica ingovernabile anomalia di questo cazzutissimo campionato. Se una squadra vince 13 partite su 14, fa 39 punti su 42 a teorica disposizione, ha il miglior attacco e la miglior difesa, beh, magari incazzandoti ma il cappello te lo devi levare. E quindi tu puoi fare tutte le tabelle che vuoi, ma se quelli non si fermano, figliuolo, tu ce l'hai nel culo lungo un metro, scusmuà.

E' anche vero che se le tabelle fanno un po' ridere, la rimonta è più che possibile. Ripeto: occorre che gli altri si fermino, intanto. Però è possibile. Nelle ultime 3 (tre) giornate - i più attenti lo avranno notato, non mancando di farsi varie seghe a proposito - abbiamo rimontato sei punti al Milan e quattro alla Fiorentina. Ripeto: sei punti al Milan e quattro alla Fiorentina. Ri-ripeto: in tre giornate. Significa che, nelle 24 giornate residue di questo cazzutissimo campionato, potrebbe accadere ancora tutto e il contrario di tutto. Essendo dieci punti sotto la prima, la tabella-rimonta non è molto fantasiosa: prevede tre punti a giornata. Come si noterà, nelle ultime tre giornate ha funzionato alla grande. E quindi questa tabella - vincere, poi vincere, poi vincere - è teoricamente più che valida.

Ma perchè - già: perchè? - pur avendo 9 (nove!) punti in più dello scorso anno siamo ancora qui con il mugugno latente? Intanto: perchè abbiamo perso tre partite. Che sono tante, in undici giornate (ora, rispettando la tabella, abbiamo alzato la media). Rispetto alla grottesca Inter di un anno fa - bella, sempre rimontante o rimontata, sempre pareggiante, in definitiva un disastro all'atto pratico - la differenza è che ne abbiamo vinte nove. Alla 14ma giornata, un anno fa, rifilammo 5 pere al Messina, prima partita vagamente liberatoria dopo un autunno da incubo. 3 vinte, 11 pareggiate, 0 perse. Un anno fa eravamo il miglior attacco (30 reti) ma eravamo sesti in classifica insieme al Lecce. Quest'anno insomma segnamo meno, ma meglio. Un anno fa eravamo anche la terza peggior difesa del campionato (22 reti subite, come Lecce e Messina), mentre quest'anno siamo la seconda miglior difesa dietro la Juve e di gol ne abbiamo presi l'esatta metà, 11. Come già abbiamo avuto modo di dire e di ridire, la più significativa differenza sta qui, nella difesa.

Ma perchè - la domanda è ancora in sospeso - pur avendo 9 punti in più e una difesa che prende la metà dei gol siamo qui a macerarci le carni? Esaminiamo le tre sconfitte. Con la Juve abbiamo preso due gol su calcio piazzato, occhei, non ci siamo fatti mettere sotto, occhei, ma abbiamo lasciato il campo senza scacciare l'ombra di una manifesta inferiorità tecnica e morale. Quindi: la sconfitta ci stava eccome. Quanto alla partita di Palermo, ormai è chiaro: abbiamo avuto la sfiga di incappare nel miglior Palermo dell'anno. Oggi, al Palermo, gliene daremmo quattro facendo anche giocare Wome e Solari, mentre a settembre alla Favorita abbiamo trovato l'Ajax di Crujff con la maglietta rosa. E infine la Roma, in casa: sconfitta sciagurata. La Roma, purtroppo per noi, quest'anno fa più punti fuori che all'Olimpico. A Milano ha giocato un primo tempo da leggenda. Insomma, sconfitta incontestabile nei modi, ma anche in questo caso una discreta percentuale di sfiga nell'aver trovato - credo - la miglior Roma dell'anno.

Siccome tosatteggio, la chiave della nostra aurea mediocrità la trovo nelle cifre. Su 14 partite, per nove volte non abbiamo subito gol. Una volta, col Messina, abbiamo preso una rete a risultato acquisito e abbiamo vinto la partita. Restano quattro partite: Palermo 2-3, Juve 0-2, Roma 2-3, Samp 2-2. Mi sembra chiaro: quando le cose vanno bene, l'Inter vola. Quando le cose vanno male, l'Inter cala le braghe. E' incredibile che questa squadra non subisca gol per nove volte, e per quattro volte ne subisca almeno due. Vuol dire che nelle difficoltà ci perdiamo, che subiamo l'aggressività altrui e le incertezze del momento, che ci perdiamo in un bicchier d'acqua. Vuol dire, in definitiva, che questa squadra non ha i coglioni. O meglio, non ha (ancora) quella quota di attributi che servirebbero per vincere uno scudetto o una coppa importante. Non è un difetto da poco. E fossi nel Mancio lavorerei in questo senso: i piedi buoni ce li hanno tutti, è la testa (e il cuore, e i coglioni) che ancora non fa la differenza. Anche per questo aspetto il derby con grande curiosità. In certi casi, amo essere smentito.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:52 |
 

LA PRAVDA

(facilities for interisties - 7)

(da inter.it) "Contesto la seconda ammonizione che ha portato alla mia espulsione. Non capisco che cosa abbia visto il direttore di gara, non ho commesso alcun fallo. Forse c'è stato uno scambio di persona. C'era vicino un mio compagno, Momentè, ma credo che non abbia commesso fallo neppure lui. Davvero non so perché mi abbia ammonito"

Traduzione di Settore:

"Di solito gioco mezza partita e mi becco un'ammonizione. A Glasgow sono partito titolare e me ne sono beccate due. Ecco, mi preme sottolinearlo, a certe cose ci tengo. Il tempo stava correndo via veloce e non ero sicuro di poter segare un paio di caviglie altrui prima del fischio finale. Allora ho scagliato via il pallone con violenza, assicurandomi che l'arbitro fosse a mezzo metro da me. Mi rendo conto che è un'ammonizione un po' del cazzo, ma mettetevi nei miei panni: mi sono rotto i coglioni di stare qui, non so se si nota".

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:26 |


martedì, dicembre 06, 2005
 

GRAZIE LO STESSO

Fino all'ultimo ho sperato nella co-qualificazione. Vabbe'.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:41 |
 

TESTE DI SERIE

La Nazionale non mi attizza proprio, ma se avessero messo gli Stati Uniti testa di serie al posto nostro, lo ammetto, mi sarei incazzato.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:28 |
 

SETTORE RILEGGE SETTORE

(roba da farsi le seghe, mi rendo conto)

Istruzioni per leggere il post precedente.

  1. Il parallelo tra il gruppo di scienziati e la Cassazione speravo contenesse un'adeguata sfumatura ironica. Che la Cassazione mi venga dire che "sporco negro", che ritengo il più classico e spregevole degli insulti a sfondo razzista, POSSA NON ESSERE un insulto a sfondo razzista ma qualcosa d'altro, beh, lo trovo alquanto bizzarro e personalmente non concordo.
  2. Ricordo altresì che la Suprema Corte di Cassazione non è l'Accademia della Crusca o il Moige o la Federconsumatori o il Club degli Editori o l' Avis o l'Aci o la Coldiretti o il Fidaty Club. La Suprema Corte di Cassazione, per sua natura, fa giurisprudenza. Da oggi giudici e avvocati potranno riferirsi alla pronuncia della Cassazione che derubrica, valutata la situazione oggettiva, il reato di insulto aggravato da motivazioni razziali a semplice insulto, che non innesca quindi la procedura d'ufficio ma richiede la querela di parte.
  3. Ho osservato come, per una simpatica coincidenza temporale, il caso si attagli alla vicenda degli insulti razzisti a Zoro. Per due ragioni: a) Moratti, dopo i cori anti-Zoro a Parma, tre giorni dopo quelli di Messina, aveva detto di considerarli più come insulti che non come attacchi a sfondo razzista (Moratti giudice cassazionista); b) come il ragazzone triestino che mentre mena l'uomo di colore si fa scappare lo "sporco negro" e il giudice supremo glielo valuta come insulto e non come attacco a sfondo razzista, così si può facilmente dimostrare - è una mia interpretazione - che venti imbecilli di una curva - casualmente quella dell'Inter - possano essere mossi più dalla loro ignoranza intrinseca che non dalla volontà di esprimere una valutazione razziale mentre insultano un avversario. Il razzismo, come questione e come problema, mi sembra molto più grande di loro.
  4. Dicendo che potrei anche accettare che il reato di "cori razzisti" venga derubricato a pura imbecillità, NON GIUSTIFICO la curva. Anzi, io chiedo che si trovi il modo di punire a tutto tond