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il sito non ufficiale dell' interismo moderno

qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare
interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo)







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venerdì, settembre 30, 2005
 

SIGNS

In Versilia non ci vado mai ma ci ho lasciato il cuore (questa può capirla solo Jest). Quindi avevo una certa carica addosso quando stamattina alle otto mi sono alzato, ho aperto le persiane e ho visto che c'era il mare (lo sapevo già), il lungomare (lo potevo intuire) e il sole (questa invece è stata una sorpresa, il giorno prima c'era un tempo che faceva abbastanza cagare). Quindi, invece di incravattarmi e di uccidermi al ricco buffet della colazione, mi sono vestito da runner in trasferta e sono sceso in maglietta tecnica e calzoncini tecnici, e con sguardo tecnico se così posso dire. Quando faccio questi numeri, il momento più difficile è il passaggio nella hall, dove mi sento a disagio nell'attraversare sguardi stupiti e teste scosse ("ma allora non scherzava ieri sera quando diceva che andava a correre"). Ma nella hall non c'era un cazzo di nessuno, se non i receptionist a cui ho fatto un cenno d'intesa e un cameriere a cui ho chiesto

"Un espresso doppio, grazie".

Cosicchè, dopato al punto giusto, ho fatto un sommario stretching sotto la targa dell'albergo, dove il numero di stelle si estendeva per parecchi centimetri, e sono partito. Aria frizzante, pochi passanti. Un lungomare molto confortevole, con zona pedonale (deserta) e pista ciclabile (deserta). Che pace. Il mare però non lo vedevo, coperto da negozi a cabine. Ma lo sentivo e mi penetrava le frogie

(ora ditemi voi quale blogger può permettersi di usare il termine frogie)

e mi rendeva bello arzillo, nonostante la tossetta e il raffreddorino e una notte passata a trovare la migliore posizione su un materasso che non era il mio. Corri e corri, a un certo punto ho deciso di andare sulla spiaggia, perchè le frogie occhei, loro si beavano del salmastro, ma i miei poveri occhi si erano rotti i coglioni di guardare vetrine e retri di cabine. Così, quando la teoria di negozi si è interrotta

(si noti l'uso del termine "teoria")

ho piegato a destra e mi sono lanciato sulla sabbia e verso la battigia. La sabbia era bagnata e compatta, e correrci sopra è stato un piacere puro. Il mare era mosso e ogni tanto mi arriva uno zampillo sulle gote

(non lo usa quasi più nessuno, "gote")

e mi sentivo bello tonico. Saltavo meduse e resti di pesci, ascoltavo la musica e mi sentivo realizzato. Il sole basso disegnava strani effetti sulla sabbia, che sembrava a righe, tipo quei divani tigrati che si possono trovare nelle case di gente un po' così. Sulla sabbia poche orme, prima di lasciare le mie. Ma a un certo punto, nel guardare le orme altrui, mi accorgevo di uno strano fenomeno.

Signs.

In senso contrario al mio era appena passato un tizio con le scarpe da tennis. A destra e a sinistra delle sue orme, alternati, dei buchi che parevano proprio tacchi a spillo. Mi prefiguravo una coppia che cammina sulla spiaggia, lui in scarpe da tennis e lei in tacchi a spillo. Ma poi ho esaminato meglio la situazione. Le orme dei tacchi non erano entrambe di fianco a quelle dell'uomo. Erano una di qua e l'altra di là. Oddio.

Sono due che stanno trombando mentre camminano, e lei è più alta.

Cazzo cazzo cazzo. Arrivo all'altezza dell'albergo, salto un muretto che sembro Nino Castelnuovo e rifaccio il giro. Obiettivo: trovare in fondo al lungomare i due acrobati del sesso, lei in tacchi a spillo e senza mutande, lui in scarpe da tennis e con l'uccello barzotto che gli penzola nella tuta. Accelero, probabilmente sotto i 5 al chilometro, ma l'eccitazione è massima. Dovevo vederli assolutamente, sapere che faccia avevano, quanti anni avevano, tutto.

Completo il giro e torno sulla spiaggia nel punto in cui ero entrato prima. Davanti a me c'è proprio lui, il presunto trombatore. Ha le scarpe da tennis ma è solo.Però ha in mano due bastoni da montagna e passeggia ficcandoli nella sabbia, tipo Maurilio De Zolt. Mi guarda e sorride. Lo guardo e sorrido. Concludo il giro a 6 al chilometro, pensando a quanto sono pirla. Arrivo all'hotel, salgo di corsa e nella hall incrocio un cesso.

"Ueilà, che atleta"

Avrei voluto dirle:

"Non pensare che con queste allusioni mi possa mai balenare nella testa, anche solo per un attimo, l'idea di trombarti".

Ma le ho detto:

"Grazie cara. A che ora dobbiamo trovarci?"

"Alle nove e mezza"

Cazzo. Erano le nove e dieci.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:55 |


giovedì, settembre 29, 2005
 

SOLIDITA'

(è un bicchiere di vino con un panino)

Rewind. Un anno fa. Cinque partite di campionato e quattro di Ciempions, proprio come oggi.

Campionato: Chievo-Inter 2-2, Inter-Palermo 1-1, Atalanta-Inter 2-3, Inter-Parma 2-2, Roma-Inter 3-3.

Ciempions: Basilea-Inter 1-1, Inter-Basilea 4-1, Inter-Werder 2-0, Anderlecht-Inter 1-3.

In nove partite ufficiali avevamo subito 13 gol e solo in un partita gli avversari non l'avevano messa. Di queste nove partite ufficiali, ne avevamo vinte solo quattro, di cui tre in Ciempions. Nasceva il mito dell'Inter invincibile ma moooolto perforabile, che ci avrebbe portato - senza mai perdere - a un distacco paradossale (e mai più colmato) dalla Juve quando ancora era novembre e c'erano ancora sei mesi di campionato davanti.

Quest'anno le partite ufficiali sono dieci, contando anche la Supercoppa a Torino (1-0 per noi d.t.s.).

Campionato: Inter-Treviso 3-0, Palermo-Inter 3-2, Inter-Lecce 3-0,  Chievo-Inter 0-1, Inter-Fiorentina 1-0.

Ciempions: Shakthar-Inter 0-2, Inter-Shakthar 1-1, Artmedia-Inter 0-1, Inter-Rangers 1-0.

In dieci partite ufficiali abbiamo subito 4 gol, di cui 3 nella stessa partita. In otto occasioni gli avversari non hanno segnato. Di queste dieci partite ufficiali ne abbiamo vinte 8 (una ai tempi supplementari). Abbiamo vinto cinque volte per 1-0.

Lo confesso: avrei dato a questo post un'aura quasi trionfale se non fosse che la prossima la giochiamo a Torino, chez Juve, e che quindi la Storia e l'intelletto mi inducono a stare schiscio. Però dieci partite cominciano ad essere una discreta base su cui impostare un mezzo ragionamento su cosa è quest'Inter e dove può arrivare. La sciagurata Inter dell'anno scorso, che segnava e subiva gol a valanga per la gioia dei montatori di highlights, ha lasciato il posto a una squadra con un capo e una coda, che dà spettacolo ma non concede granchè agli avversari (chiedere alla Fiorentina). Vorrei tanto che dieci partite fossero anche la base per definire un puro incidente di percorso quello di Palermo, dove il cervello dell'allenatore e le gambe dei giocatori si sono presi una pausa. Peraltro, anche un bambino dell'asilo potrebbe osservare che una sconfitta ogni dieci partite ci può anche stare, se poi delle altre nove ne vinci otto. L'anno scorso eravamo vittime della nostra invincibilità, collezionando pareggi e scivolando all'indietro. 4 vittorie e 5 pareggi fanno 17 punti, 7 vittorie 1 pareggio e 1 sconfitta (non conto la Supercoppa) ne fanno 22.

La novità macroscopica sta nella difesa. L'anno scorso era un colabrodo e quest'anno no, è una specie di muraglia. L'anno scorso era anche un po' sfigata, va detto, e magari quest'anno le sta andando tutto bene, proviamo a dire anche questo. Però l'innesto di Samuel ha un peso decisivo, la forma (e la maturità) di Materazzi anche, così come la versatilità di un Cordoba che a destra potrebbe essere occasionalmente una carta decisiva. E penso che, in certe partite, il Mancio manderà a sinistra Javier per far giocare Ramiro a destra  e formare una vera Maginot.

Abbiamo un calendario del cazzo, non so se ve ne siete accorti. Ora c'è la Juve, poi il Livorno (no, dico, zona Ciempions). Poi, una dietro l'altra, Udinese Roma Samp e Lazio. Praticamente all'11ma giornata avremo affrontato tutte le migliori. Poi ci sarà un lungo ciclo di (pericolosissime) partite del cazzo con in mezzo il Milan. E' un calendario sincopato che non mi piace per niente. Ma se vogliamo arrivare in alto, non possiamo pretendere che ci stendano un tapis roulant.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:47 |


mercoledì, settembre 28, 2005
 

BOSKOV STYLE

1 0

Meglio vincere cinque volte 1-0 che una volta 5-0. Vi adoro.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 23:16 |


martedì, settembre 27, 2005
 

LA TOPONA

Entravo al bar vestito informalmente, come si usa tra tennisti in rapporti di totale confidenza, quando scorgevo in un divanetto una coppia molto ravvicinata: lei stretta in zona bracciolo e lui teletrasportato verso di lei, probabilmente a causa di una pretensione inguinale del tutto comprensibile. Lui era uno di quei tipi un po' così, evidentemente danarosi - dato il luogo - ma intrinsecamente dozzinali, a cominciare da quella pettinatura un po' alla tedesca, col ricciolo tagliato corto davanti e lasciato un poì lungo sulla nuca. Ma poi perchè, diobono, parlo di lui? Lei. Lei riluceva di luce propria, nonostante il vestitino nero abbastanza castigato sopra. Ma, invero, abbastanza corto sotto. L'orlo arrivava a metà coscia, e dalla metà coscia in giù era uno spettacolo di architettura umana, che lei - stronza - aveva artificialmente esaltato cospargendosi di olio

(per la prima volta in vita mia ho desiderato intensamente di trasformarmi seduta stante in un flacone di body lotion)

e lasciando quelle due gambe alla vista di tutti gli astanti, compresa la mia. E mentre coglievo ogni occasione di guardarla, approfittando della mia tenuta informale che mi consentiva di confondermi tra la gente in cerca del miglior aperitivo possibile, lei mi comunicava formalmente di essere una figa galattica. Io, fingendo di essere interessato al vassoio dei Bellini lasciato a disposizione sul banco bar, andavo in terrazza e tornavo di continuo a controllare il numero dei bicchieri, gettando un'occhiata a quel tronco di gnocca e al cugino brutto di Michael Keaton che la marcava stretta.

Ma questo era giovedì sera, io mi ero appena fatto anche una corsetta commovente sulla battigia, lungo il mare colorato dal tramonto, dentro un profumo salmastro e silvestre, e con un residuo di lucidità attribuivo alle endorfine latenti quella sorta di infatuazione per quella gnocca, una moretta da perderci il lume, diobono. A cena ho annullato le mie carenze di affetto mangiando una quantità non facilmente calcolabile di pane carrasau condito.

Venerdì mattina una pioggia di palline gialle verso la mia racchetta mi aveva già fatto dimenticare tutto. Senonchè, in pausa pranzo, mi stravacco in piscina e mi accorgo che la figa spaziale a cinque metri da me, stesa sul lettino in topless a prendere il sole, era lei. Michael Keaton era assopito, e io fingevo di spalmarmi crema solare

(non ce ne avevo, mimavo, come Marcel Marceau)

per gettare lo sguardo a quelle tette dalle rotondità impeccabili, quel tipo preciso di tette che se prendi il reggiseno della terza ti va un po' largo, e se prendi quello della seconda ti va stretto. Sarà stato anche per quello che la topona il reggiseno non ce l'aveva, giudicando quantomeno avventato puntare su una misura anzichè su un'altra. A un certo punto Michael Keaton le ha porto una strana maglietta, una maglietta con una manica sola

(per la prima volta in vita mia ho desiderato intensamente di trasformarmi in una maglietta con una manica sola)

che lei si metteva rimanendo seduta sul lettino. Per me il tempo stringeva, dovevo tornare in campo a respingere palline gialle e a malincuore mi avviavo verso la mia camera, camminando a piedi nudi nel prato

(ragazzi, una figata: camminare a piedi nudi nel prato guardando una gnocca spaziale)

e fermandomi in veranda a mettermi calzettoni e scarpe. Ed è stato mentre mi mettevo la scarpa destra che ho sentito Michael Keaton dirmi "buonasera" e visto lei, la topa interplanetaria, rivolgermi un sorrisetto che spuntava sotto due occhiali esagerati, che occupavano almeno la metà di quel dolce visino da maiala alto di gamma. Io ho risposto "buonasera" e lei non si è girata. Per fortuna. Perchè io ero ormai perso a guardarle il culo, un culo non perfettissimo ma terribilmente erogeno, immensamente erettorio, dove la leggera abbondanza creava un effetto sculettamento che mi ha definitivamente steso.

Mi sono alzato in piedi e, vestito da tennis solo dalla cintola in giù, ho applaudito.

La camera della topona era sufficientemente lontana dalla mia in modo da consentirmi di guardare quel culo fino a quando, purtroppo, scompariva dal mio orizzonte. Un culo magnifico, un culo che Tinto Brass ci avrebbe fatto una malattia, figurarsi un Settoruccio qualsiasi costretto ai lavori forzati sul campo da tennis e al tavolo del ristorante. Un culo sculettante, cazzo, che ti veniva voglia di metterti a correre e andarglielo a dire, alla topona, che sì,

"Hai un culo fantastico"

ma ormai era ora di giocare a tennis, e durante il doppio, mentre a rete aspettavo di tendere agguati alle palline di passaggio, mi venivano in mente quelle due chiappe floride e bastarde, perchè si mettevano a disposizione di quel tamarro di Michael e non di un tennista poetico nei gesti e nell'animo.

L'ho vista poi trascinarsi dietro la sacca da golf, e un'altra volta andarsene in macchina con Buster Keaton (era un tipo di poche parole), e poi stagliarsi l'ultima sera a cena con un vestitino marrone, la pelle lustra, una scollatura da pura stronza, un telefonino in mano e una parlantina sciolta ma ignota. Non sono riuscito a capire che lingua parlasse in questi tre giorni che le ho guardato il culo. Forse dovevo guardarle il labiale, direte voi. Ma le labbra, la bocca: cazzo, ovunque guardassi sentivo uno smottamento interno, sentivo le mie certezze creparsi, sentivo massi rotolare, sentivo la tentazione di andare da Buster e dirgli

"Scusa, hai lasciato i fari accesi"

e approfittare della sua assenza per dire a lei, la topona

"Ascolta, non ho mai visto niente di simile, o forse sono solo fiaccato da questi panorami intensi o dalla battigia o dai lungolinea in top, però ci tenevo a dirti che sei una figa esagerata, che voglio fuggire con te ma che mi accontenterei che tu bussassi alla camera 130 per chiedermi come sto"

ma naturalmente, come nei film senza lieto fine, non ho detto un cazzo nè a Buster nè a Topona. Ci siamo incrociati al ristorante, loro uscivano e io mi servivo un tiramisù, e ci siamo detti un

"Buonasera"

che grondava di atroce desiderio. Al tavolo del tiramisù sono tornato altre due volte. Volevo morire di indigestione, ma poi ho pensato che avevo i biglietti per l'Inter e, sospirando, ho chiesto un mirto.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:29 |


lunedì, settembre 26, 2005
 

VEDO (NERO)AZZURRO

E' stata un'Inter Viagra, non saprei come altro definirla. Ero al Meazza sul mio seggiolino arancione e alla fine del primo tempo mi guardavo intorno stordito, come uno che è appena stato all'happy hour di Miss Universo. E alla fine della partita pregavo perchè finisse - il 2-0 non arrivava mai e il ricordo di tante inculate si percepiva ancora freschissimo - e contemporaneamente speravo non finisse - volevo vedere ancora uno scambio in valocità, una sgroppata sulla fascia, una percussione centrale, un passaggio a occhi chiusi, una qualsivoglia azione di un qualsivoglia giocatore in maglia nerazzurra -. Cercavo di contrastare l'estasi con qualche pensiero turpe, tipo Tremonti che faceva l'imitazione di Fazio nella hall dell'albergo di Washington, o tipo quello della mia scrivania che mi avrebbe accolto oggi dopo quattro giorni di godimento psicofisico in altri lidi. Niente. Il sorriso non si spegneva. E sono tornato a casa con una sciarpa al collo, una sciarpa che ero sicuro di non avere comprato.

- Infatti te l'ho comprata io (disse mio cugino).

- Sei scemo? Ne hai comprate due (dissi io accorgendomi che aveva al collo una sciarpa uguale alla mia, e pensando che eravamo partiti senza sciarpe)?

- Facciamo che ad ogni partita del genere ci compriamo una cosa, dai.

- Sì, cazzo, facciamoci il corredo.

E mentre mangiavo una focaccina prosciutto e formaggio ripensavo alla prima mezz'ora da orgasmo, a una difesa finalmente diventata tale, a un centrocampo che riluce e a volte abbaglia, a un attacco poderoso, alle dieci palle gol, alla Fiorentina che non ha visto palla per un bel po'.

Allo stadio che sarebbe venuto giù se Figo avesse segnato.

Già. Figo meriterebbe un post, e prima o poi metterò insieme pensieri parole opere e omissioni. Oggi mi piace troppo l'impatto di Figo nello stadio e mi godo questo friccichio. Gli applausi a scena aperta quando va a battere un fallo laterale, gli incitamenti quando batte un corner, la gente che lo chiama Luìs, alla milanese, o Luigi. Dite quel cazzo che vi pare di Figo. Dite pure che è bollito. Segnalate a Moratti anche due o tre altri bolliti del genere, così vinciamo lo scudo con trenta punti di vantaggio. Figo, per ora, è una gioia per gli occhi e per il cuore. Si spomperà, si spezzerà, bollirà del tutto: boh, non so. Adesso è un faro, un giocatore che in quella zona del campo a Milano non si vedeva da un pezzo.

Dovevamo vincere sei a uno, ma forse è stato meglio così. Questa cazzo di squadra non deve dimenticarsi di saper (e di dover) soffrire. Adesso abbiamo i Rangers a porte chiuse, e saranno cazzi, e bisognerà vincere lo stesso. Poi si va a Torino: sesta giornata, cazzarola, e si va già a Torino, contro uno squadrone pauroso a punteggio pieno. Ecco, sì, è stato meglio vincere 1-0 e farsi la solita cagatina sotto, perchè a Torino sarà un'altra storia e il calcio champagne potrebbe non bastare, o non servire addirittura. Il calcio saprà essere crudele come non mai, se perderemo: dopo sei giornate saremmo a meno sei, un'infamia. Il calcio saprà essere strepitoso come il tempo che fu, se vinceremo: sarebbe la quarta volta al Delle Alpi in un anno e mezzo, roba da eiaculazione multipla. Il calcio saprà essere equo, se pareggeremo: mancheranno altre 32 dannatissime giornate e aver portato a casa un punto sarà comunque il segno di una battaglia ad armi pari. Non mi illudo di vivere altre serate del genere, serate d'altri tempi, di emozioni forti e non a fondo perduto. Però - qui lo dico e non lo nego - questa squadra è forte e bella, e non deve buttarsi via.

(nella foto: un giocatore che ha firmato oggi il prolungamento del contratto fino al 2010. I contratti non valgono un cazzo, ma il gesto mi piace)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:13 |


giovedì, settembre 22, 2005
 

BREAK

Ciao ciao, me ne vado in un mondo fatato dove si gioca a tennis e si mangia, con il mare davanti. Torno domenica, in tempo per la Fiorentina.

- Non ci dirai che torni per la Fiorentina.

No, certo. Torno perchè è un mondo irreale, e poi devo pur lavorare e badare agli affetti.

- C'è figa?

Zero. E' un altro dei motivi per cui torno domenica, in tempo per la Fiorentina.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 13:41 |
 

TURNOVER

Berlusconi ha un governo che è l'icona del turnover. Gente che va, che viene, che torna. Un via vai ininterrotto che dura dal 2001. In quasi cinque anni sono cambiati praticamente tutti. La rosa è ampia, e anzi il premier l'ha resa sterminata con un sacco di acquisti al mercato di gennaio o tra gli svincolati. Poi, se il turnover lo fa Ancelotti, Berlusconi si incazza. Curiosa 'sta cosa.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:38 |


mercoledì, settembre 21, 2005
 

(ANOTHER BRICK IN) THE WALL

Alla fine, lo ammetto, mi sono un pelo innervosito. Con Recoba e Samuel (gran gol) in campo più morti che vivi, e il Chievo discretamente arrazzato, mi sono sentito scivolare addosso i tanti finali del cazzo degli ultimi tempi. Ho mangiato mezza scatola di Krumiri, vanificando l'ora e venti di corsa lenta del tardo pomeriggio. Ma per l'Inter questo e altro. A parte i brividi (virtuali) dell'ultimo quarto d'ora, direi che è stata una bella vittoria, non banale, su un campo non facile. Il turnover ha funzionato (anche se Mancini non ha resistito, come al solito, fino al ventesimo del secondo tempo per fare i cambi. Li ha fatti moooolto prima, facendo arrabbiare un po' il Luis), la squadra ha giocato, di occasioni ne abbiamo avute un tot. Il Chievo no, manco l'ombra. Missione compiuta, insomma. Adesso un trittico della madonna: Fiorentina, Rangers, Juventus. In dieci giorni ci giochiamo una discreta fetta di futuro. Io mi attrezzo: domani all'Esselunga faccio scorta di biscotti. Il 2 ottobre, la sera tardi, vedremo come sarà andata.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:41 |
 

GUANCE

No, scusate: se un vostro amico/socio/compagno/sodale un giorno vi dicesse che siete una metastasi (una metastasi!), voi cosa fareste? Follini, diobono, tu porgi sempre l'altra guancia, forse perchè vuoi essere di esempio all'elettorato centrista e cattolico e democristo. Ma quante cazzo di guance c'hai?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:31 |
 

RICONOSCERSI NEI PROGETTI

Questo giuocatore alto e prestante segna tre gol in Ciempions, brilla in campionato, è tra i papabili per il Mondiale ma, accidenti, "non si riconosce nel progetto Udinese". Cosa cazzo dovrebbe fare per dar prova di "riconoscersi nel progetto Udinese", segnare sette gol a partita e baciare la maglia ogni tre minuti? Il problema vero è che non firma il contratto. Volendo far paragoni con il caso Cassano, mi sembra che almeno i due tipi di comportamento e di professionalità siano piuttosto diversi. Cassano sappiamo com'è, Iaquinta non firma il contratto ma gioca e segna alla stragrande. Eppure Iaquinta - in un momento in cui la mette con preoccupante regolarità (preoccupante per gli altri, dico) - stasera vedrà la partita dalla tribuna, o più probabilmente da casa, perchè non riconoscendosi nel progetto Udinese gli avranno detto di accomodarsi sul divano e smanetare su Sky. Il fatto che la partita di questa sera sia Udinese-Juventus non è secondario. Butto lì alla rinfusa i pensieri che mi sono venuti:

1) il "Progetto Udinese" è così moralmente irrinunciabile che la mancata adesione comporta di essere messi fuori rosa un giorno prima della partita, si incontri il Treviso o la Juve non fa differenza

2) l'adesione al "Progetto Udinese" - ti scade il contratto, firma prima che sia troppo tardi e possibilmente alle condizioni che poniamo noi - è più importante di schierare il tuo miglior attaccante contro la miglior squadra del campionato, quindi nella partita casalinga più importante della stagione.

2/bis) quindi, o i dirigenti dell'Udinese sono pregni del senso morale del "Progetto Udinese" a vanno avanti come  carrarmati

2/ter) oppure stanno facendo una pressione esagerata nei toni e nelle conseguenze su un loro giocatore, attualmente il pezzo più pregiato del mercato, che certo sarebbe un delitto perdere a parametro zero tra qualche mese

3) quindi, stanno cassanizzando Iaquinta

3/bis) guarda caso, prima di Udinese-Juventus

3/ter) guarda caso, Cassano e Iaquinta interessano alla stessa squadra.

4) il "Progetto Udinese" fa abbastanza cagare, diciamolo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:54 |


martedì, settembre 20, 2005
 

WILDLIFE

(esterno giorno, parco cittadino. Il podista interista parcheggia la macchina e fa stretching. La Natura, diffidente,  lo osserva)

Il Bosco: "Ehi, chi non muore si rivede".

Il Sentiero: "Toh, guardalo lì".

Il Fagiano: "Fate finta di niente".

Il Podista: (respirando a pieni polmoni) "Ahhhhh, ragazzi, sono tornato".

Il Bosco: (fingendo indifferenza) "Già, saranno un paio di settimane che non ti vediamo. Girava voce che ti allenassi su asfalto".

Il Podista: (sistemando il cronometro) "Eh, sapete, ho fatto la mezza maratona. Ve l'avevo detto, no?"

Il Fagiano: "Sull'asfalto. Bleah"

Il Podista: "C'era anche un pochino di sterrato".

Il Sentiero: (molto piccato) "Qui è TUTTO sterrato, Settoruccio".

Il Podista: (stirando gli adduttori) "Sentite, non mi sembra il caso di fare queste scenate. Mi sono allenato un po' su strada, e allora? Cos'è, siete gelosi?"

Il Bosco: (celando il fastidio tra le fronde) "Ehm, ma com'è stato?"

Il Podista: "Bellissimo. Non potete capire".

Il Fagiano: "Capiamo benissimo. Ti sei rincoglionito. Chissà che soddisfazione correre tra case e asfalto. E il profumo dell'erba? E il canto degli uccelli?" 

Il Podista: "Cip cip cip cip (sospirando)".

Il Fagiano: (stupito) "C'erano gli uccellini?"

Il Podista: (stirando i polpacci) "No, non  puoi capire. Il suono dei chip. Cip cip cip cip".

Il Fagiano: (rivolto agli altri) "Ragazzi, si è bevuto il cervello".

Il Bosco: "Scusa, Settoruccio, ma che intenzioni hai? Ci abbandoni?"

Il Podista: "Ma no, dai. Come faccio a non venire qui? Ormai vi conosco troppo bene, albero per albero, ciottolo per ciottolo..."

Il Sentiero: (interrompendolo) "Minchia, guardate le scarpe"

Il Podista: "Beh?"

Il Sentiero: (piccato) "Ma sono PULITE".

Il Podista: "Beh, ora le sporco. Cazzo, mi sembrate tre zitelle. Non siete mica il Central Park. Tre alberi in croce, e si montano la testa. Dai, fatemi incominciare".

Il Fagiano: (ironico) "Cip cip cip cip".

Il Podista: "Ma vai a cagare. Lo sai che hanno aperto la caccia?"

Il Fagiano: (toccandosi) "Dio mio,  ti sei svegliato male?"

Il Podista: (mettendosi le cuffiette) "Ora non vi sento più. Ci rivediamo qui tra un'oretta".

Il Bosco: (irritato) "Ma che cazzo di musica hai messo?"

Il Podista: "Chaka Khan. Ciacacàn, ciacacàn, ciacacàn (canticchiando)"

Il Sentiero: (rivolto agli altri) "Non trovate che è un po' strano?"

Il Podista: (correndo immerso nella musica) "Ciacacàn, ciacacàn, ciacacàn. Cip cip cip cip cip"

Il Fagiano: "E' impazzito. Dite al giardiniere di chiamare il 118".

Il Bosco: "Vabbe', dai. In fondo è simpatico".

Il Sentiero: "Ha già le scarpe impolverate. Perdoniamolo"

Il Podista: (primo chilometro in 4' 50") "Ciacacàn ciacacàn ciacacàn".

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:02 |


domenica, settembre 18, 2005
 

SE QUESTO E' UN UOMO

Non so voi e, se permettete, me ne fotto (siamo in democrazia). Io però no, ne sono sicuro: non me lo merito. Non mi merito un uomo così. Non solo perchè non l'ho votato (non sia mai), ma perchè non è degno di un paese civile mettere certe persone in certi posti. Un uomo così va bene per tirare quattro righe su un foglio e farsi pagare la relativa parcella. Non può (non potrebbe) sedere su certe poltrone e decidere certe cose. Presidente di quartiere, occhei, perchè no? Ma ministro della Giustizia, diobono, no.

Non mi addentro in questioni più grandi di me. Mi riferirò solo al rapporto che questo signore, e quelli come lui, hanno con la signora Lucia Massarotto di Venezia. Ogni anno la signora Lucia, quando le arrivano sotto casa arrivano i leghisti a fare le solite adunate a metà tra le festa del gnocco fritto e il ku-klux-klan de noartri, fa una cosa civilissima: espone sul suo balcone una bandiera tricolore.

Il tricolore è la mia bandiera, quella della signora Lucia e quella del signore di cui sopra, ma anche di Bossi, Calderoli e degli altri che hanno avuto l'incredibile ventura di essere ammessi al governo di un paese che dicono di non rappresentare

(io continuo a pensarci e non mi do pace)

e che vanno a giurare dal presidente della Repubblica con cravatta e fazzoletto verde

(che ogni volta che vedo un fazzoletto verde mi si rivoltano le budella)

e che non l'hanno fatto una volta sola, perchè una parte di italiani (parliamo di milioni, e io che sono democratico mi inchino davanti alle cifre) se ne strabattono di questa situazione. Vorrei poter dire: cazzi loro. Se non fosse che sono anche cazzi miei.

Ma torniamo alla signora Lucia, eroina civile di Venessia che quando vede un leghista tira fuori il tricolore. Nel 1997 Umberto Bossi

(ministro della Repubblica fino al coccolone)

le disse si buttarla nel cesso e tirare la catena, ma la signora Lucia a casa sua fa il cazzo che vuole, e il reato è quello di buttare la bandiera nel cesso e tirare lo sciacquone

(consigliato da un ministro della Repubblica Italiana)

e non certo quello di tirarla fuori dal cassetto e stenderla sul balcone. Oggi l'ex ministro dello sciacquone farfuglia, e quindi in sua vece parla il ministro della Giustizia. Che ne spara una di quelle grosse, che dette al bar fanno ridere un casino, ma dette da un ministro fanno girare i coglioni. Parla dell'Unione che ha già stampato le schede elettorali con la croce sopra, e dice che se vince l'Unione l'Islam ci invaderà, diventeremo uno stato musulmano, le donne andranno in giro con il burka eccetera. Poi, mentre parla e la gente gli ulula davanti - la sua gente, la gente come lui, quella che si eccita davanti a una cravatta verde - alza gli occhi e vede il tricolore della signora Lucia, e le dice:

"Sciura, oggi lei espone il tricolore proprio perchè c'è la Lega. Se non ci fossimo noi, qui sarebbe tutto Islam e lei dovrebbe esporre una mezzaluna".

La signora Lucia gli ha risposto da donna civile: "Non lo devo mica chiedere a lei il permesso di esporre la bandiera tricolore. E poi la storia dell'Unione e della mezzaluna è una cagata, mi scusi".

(il termine "cagata" l'ho aggiunto io, la signora Lucia mi perdonerà, ma sicuramente l'avrà pensato, perchè una donna con le palle)

Gli va bene, al ministro, che l'interlocutrice è la signora Lucia. Io gli avrei detto "Fottiti" e avrei esposto anche la bandiera della pace, quella dell'Inter e quella che avrei vergato a mano - vernice spray sopra lenzuolo - con su scritto "Vattene e vergognati". Ma io lo so che lui non se ne va, nè - ed è ben più grave, per noi e per lui - si vergogna. Viva Lucia, viva l'Inter, viva l'Italia. Resistere Resistere Resistere.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 16:42 |
 

FIGHI

L'ultima volta che avevo preso così tanta acqua era in occasione di un Inter-Verona del 1979. Iero ero un ragazzino e pioveva che Iddio la mandava. Da libero esordiva tal Tricella: un partitone, il suo. L'Inter vinse 4-0 e all'epoca ero seduto nell'unica zona dello stadio coperta, cioè nel primo anello e sotto il secondo (bei tempi, si chiamavano distinti e c'erano i gradoni nudi, non con questi seggiolini del cazzo che devi pregare di avere di fianco, davanti e dietro dei tifosi normolinei, altrimenti è l'atrofia). Due gol di Spillo, uno di Muraro e uno di Scanziani. Poi tutti a casa, con gli impermeabili di cellophan.

Ieri sera la partita è filata via liscia e mi sono concesso pensieri da amarcord. Mi spiace solo che non abbiamo vinto otto a zero, per soddisfare questa voglia - che poi è divertimento - di andare in porta con il pallone, tocchi e tacchi, rabone e putipù. Ma accidenti, cercate di capirmi, a me il gesto piace, sì sì, ma quando si gonfia la rete mi piace ancora di più. Vabbe'. L'importante era dimenticare Palermo e un po' anche Bratislava, dove avevamo finto ma senza alcun sbirluccichio (peraltro, la pratica di vincere le partite che sono da vincere, voglio dire, va agevolata con ogni mezzo, anche sbadigliando). Ieri sera, invece, qualche concessione allo spettacolo c'è stata. Anzi: molte, fin troppe. Ma era una serata tranquilla, era anche giusto sfogarsi un po'. Continuo a non ritenere casuale il fatto che la squadra vada meglio quando è attrezzata secondo canoni rigorosi. Il 4-4-2 si fa con due esterni di centrocampo veri, e ieri sera Figo e Stankovic sono stati una delizia. Se poi in mezzo c'è un Cambiasso del genere, nulla ci è precluso. Il Lecce è di una categoria sopra il Treviso, ma l'abbiamo rullato uguale. Adesso, per sgombrare dubbi ed equivoci, il calendario ci offre un'occasione non banale, quella di Verona chez Chievo, campo non particolarmente generoso con noi (ci abbiamo lasciato lo scudetto 2002, prima ancora del 5 maggio). Ecco, ragazzi: dimostrateci che è tutto oro quello che luccica.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:04 |


venerdì, settembre 16, 2005
 

IL PICCOLO MANNHEIMER

Se avessi votato, avrei votato Pizarro. Per pura curiosità. Ho voglia di vedergli fare una partita intera e poi magari un altro paio di seguito, per valutarlo come si deve. Mi spiace - sono convinto della sua arcibontà - vederlo utilizzato come un Altafini della linea mediana, che entra alla bisogna e fa il fenomenino per venti minuti, che in certi casi (vedi Treviso) è anche facile facile. Ma votare "contro" Veron, mi rendo conto, è una piccola bestemmia. Sono due signori calciatori. Avercene, di gente così. Noi, infatti, ce li abbiamo.

E, appunto, il problema è tutto qui. Ci tocca farli giocare a turno. Oppure insieme, ma per poco tempo. E immagino il Mancio che li guarda nelle palle degli occhi e dice: patti chiari. Tu (Veron) stai largo. Eggià, dire a Veron di stare largo è come dire alla Ferilli di mettersi un reggiseno della seconda misura. Veron all'ala non solo è uno spreco ma, come abbiamo visto a Palermo, è anche un danno. E in termini assoluti è uno spreco vederli seduti in panchina, chiunque sia dei due il panchinaro. L'ipotesi del 4-5-1 con rombo annesso, per ora, resta sul bloc-notes di Mancini e noi non possiamo farci niente.

Avrei votato Pizarro solo perchè ha giocato meno e perchè il Mancio mette (quasi) sempre Veron. Che siccome è uno fragile e squalificabile, lascerà fisiologicamente spazio a Pizarro: ma vabbè, questa è statististica, non è nè tecnica nè tattica. Averne due così e poterne sfoggiare uno solo, cazzarola, mi inquieta. Del resto, se uno ha due Ferrari ne può guidare solo una per volta. Ma mi immagino che all'altra, ferma in garage, si ossidino i pistoni (i pistoni si ossidano? Boh. Avevo voglia di usare il verbo ossidare). Del resto, se uno ha due amanti strafighe, ne può trombare solo una per volta.

(non accetto provocazioni su quest'ultima frase. Non venite a dirmi che ne avete trombate due per volta, all'unisono, perchè non ci credo)

(nella foto, da sinistra: Pizarro, Veron e io mentre, dopo una notte trascorsa a parlare del rombo, leggiamo le probabili formazioni sulla Gazza)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 08:32 |


giovedì, settembre 15, 2005
 

CI HA CONQUISTATI

Diamo i risultati delle votazioni.

(brusio)

Voti pervenuti: un casino. Voti validi: 105.

(brusio)

Hanno ottenuto voti:

(forte brusio)

Silenzio!

(silenzio)

PIZARRO: 61

VERON: 28

ENTRAMBI: 12

Voti dispersi: 4 (Matteoli, Simeone, Fanna, Punto G.)

(applausi dei pizarriani, delusioni e lancio di oggetti dalla parte dei veroniani, stupiti i terzisti)

Voti dei non interisti: 18 (10 per Pizarro, 6 per Veron, 2 per entrambi)

(Vano chiede alla presidenza quanti dei suoi voti sono stati ritenuti validi)

Uno.

(se ne va sconsolato)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:02 |
 

AFFLUENZA RECORD

Le primarie interiste procedono con serenità. Nessun incidente ai seggi. Alle 14,57 - dopo 24 ore di votazioni - sigillerò l'urna, poco più tardi i risultati (niente proiezioni, andiamo subito al sodo). All'Inter attendono i risultati senza isterismi. Javier Zanetti ha trascorso la giornata di ieri sulla cyclette (vedi sito). Da Veron e Pizarro nessun commento e (credo) nessun tentativo di corruzione. Mi hanno chiamato dal Viminale per chiedermi se ci sono problemi. Ho risposto: no. Temo piuttosto che sarà annullato il voto espresso da Benedetto XVI. Penso sia falso, e poi non si è qualificato come chiedevo: Joseph, tifo Bayern.

p.s.: avrei bisogno di una scrutatrice, o al limite di una notaia. Inviare curriculum con foto prima delle due.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:34 |


mercoledì, settembre 14, 2005
 

INTERISTI, ALLE URNE:

FACCIAMO LE PRIMARIE

E' il 14 settembre e abbiamo già seri problemi esistenziali. Amici e compagni, urge contarsi. No anonimi, astenersi perditempo, i calciofili di altre tifoserie specifichino nome e squadra (saranno conteggiati a parte). Apro le urne adesso e le tengo aperte per un po', votare nei commenti grazie. Affrontiamo subito la questione di petto e di pancia. Sono le nostre primarie. Veron o Pizarro?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:57 |
 

FIGHETTI

- Argh!

- E lo so, David, tre a zero, lo so.

- Ma che cazzo me ne frega. Guarda che occhiaie. E i punti neri. Sono un disastro.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:51 |
 

STREGHETTE E GIARDINIERI

Non so, le riprese dai campi dell'Est hanno sempre un riverbero malinconico. L'erba è un po' sbiadita, l'illuminazione è un po' scadente, l'atmosfera è un po' pesante. Cemento a vista. A Bratislava c'erano anche le zanzare, voglio dire, un postaccio. Se poi vai a Bratislava dopo aver giocato allo sbando e preso tre pere a Palermo, perdendo di botto quella spocchietta che stavi segretamente coltivando, è chiaro che il contesto generale non propenda alla sfrenata allegria. Però, insomma, abbiamo vinto giocando mezz'ora in dieci, rischiando qualcosa ma sperperando non poco, e torniamo dalla Slovacchia con alcune ovvie certezze, tipo: c'è modo e modo di fare il 4-4-2, meglio far giocare chi è più in forma, meglio non scoprirsi dietro. Non mi aspettavo i fuochi di artificio da una partita con l'Artmedia, però i tre punti sì: quindi, mi rilasso fino a sabato. E vigilo.

Solo un'annotazione statistica: a parte Adriano, che metterebbe dentro anche se fosse atterrato con lo Shuttle un paio d'ore prima a Houston, Mancini là davanti sta facendo ruotare un po' tutti. Giusto, e molto giusto far giocare Cruz in questo momento. In mezzo, invece, continua a scegliere Veron e tenere fuori Pizzarro. Non so se sia altrettanto giusto. In attesa di trovare (e provare) la formula per tenerli dentro tutti e due, il dualismo lo sta coltivando proprio il Mancio. La Streghetta gode di più certezze del Conquistatore, che speriamo non si scoglioni strada facendo. Sarebbe un vero peccato.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 09:58 |


martedì, settembre 13, 2005
 

MUCHAS GRACIAS
JARDINERO

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:58 |
 

UOMINI FORTI

Si fa un gran parlare di presidenti-dittatori, da Lotito che si autonomina direttore di qualsiasi cosa alla Lazio, fino a Tonellotto che esonera due allenatori a Trieste e andrà lui in panca sabato, così finalmente farà la formazione e sfanculerà i giocatori. Tutto questo ha oscurato Chavdar Yankow, 21 anni, attaccante dell'Hannover, serie A tedesca. Yankow è il nuovo Rambo: durante la partita contro l'Eintracht si è scontrato con un avversario e nel groviglio un tacchetto altrui gli ha battezzato la zona pubica, "provocandogli - così leggo nella cronaca - una profonda lacerazione al pene".

Cazzo (è il caso di dirlo)! Voi cosa fareste se, in un dato momento della vostra vita e per un evento del tutto fortuito e imprevedibile, vi trovaste improvvisamente con "una profonda lacerazione del pene"? Io mi vedo entrare rantolante al pronto soccorso, tra lo stupore morboso degli astanti, mentre mi pigio un asciugamano tra le gambe e urlo "salvate la mia virilità, vi scongiuro". Una profonda lacerazione del pene: brrrrrr, non voglio neanche pensarci.

Vabbe': Chavdar Yankow si è fatto medicare e suturare in campo (diobono!), si è alzato, ha ripreso a giocare e ha segnato il gol del 2 a 0. Io mi inchino davanti a una tale dimostrazione di forza interiore ed esteriore. Di Yankow forse potremo dire, un giorno, che non ha il cazzo, ma le palle sì. Chapeau.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:43 |
 

ARTMEDIA, QUESTO SCONOSCIUTO

Pensavo di offrire dieci euro a chi fosse in grado di fornirmi, in qualità di ghost writer e in totale discrezione, una ventina di righe tecniche sull'Artmedia. Io di questi qui non so un emerito cazzo. Corej, Burak, Debnar, Halenar, Fodrek: non so chi siano, mi arrendo. Poi ho pensato: occhei, devolvo dieci euro, mi compro mezzo post già fatto, ma a scatola chiusa. Voglio dire: se uno mi dice che Hartig è una bella punta, io cosa replico? Non lo so. Mi fido? Vabbe', ho optato per tenermi i dieci euro: mi farò un panino e una coca cola sabato sera nell'antistadio del Meazza. L'unica cosa che posso dire sull'Artmedia è: occhio a Kozac (ho letto da qualche parte, forse su Famiglia Cristiana, che è la stella della squadra). E occhio a tutti, in generale, perchè hanno eliminato Celtic e Partizan, che non è poco. Il resto è vita.

Confermo, invece, che l'allenatore è un simpatico. Questo Wladimir Weiss dev'essere un bel personaggio: "Quando abbiamo giocato con il Celtic, ho solo detto ai miei giocatori di pensare positivo e di guardare le fuoriserie dei giocatori avversari nel garage dello stadio". Un mito.

E veniamo a noi (sospiro). Dovendo giocare sei partite in trasferta, quelle con l'Artmedia sono assolutamente da vincere. Se l'approccio mentale alla partita sarà quello di Palermo, finiamo come il Celtic. Ma non credo a due partite sbagliate nel giro di tre giorni. I giocatori sperano abbiamo capito, e Mancini anche. Tocca a lui sistemare le cose. Tipo: mettere due esterni veri (non fantasma) a centrocampo. Se giocano Figo e Stankovic siamo già un passo avanti, o forse due. E dietro io metterei Cordoba a destra e Ze Maria in panca a metabolizzare lo shock di Palermo. Pizarro e Veron: se la base di giudizio è quello che si è visto sabato, ne basta uno. Davanti, vabbe': giochi chi vuole, purchè si regga in piedi. Appuntamento su Sky Calcio 8, per chi ce l'ha. Ore 20,45. Campo in discrete condizioni. Prevista pioggia (il Milan avrebbe già chiesto all'Uefa di giocare in campo neutro a Creta). Arbitra il signor Poulat della federazione francese. Spalti gremiti. Brividi alle palle. Apprendo ora che la maglia dell'Artmedia Petrzalka è bianconera: una ragione in più, come dire.

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:05 |


lunedì, settembre 12, 2005
 

RO

Secondo me è uno scherzo. Lo striscione "Dani ainda te amo - Ro" comparso sotto casa di Daniella Ciccarelli a San Paolo do Brasiu l'avrà fatto qualcun altro, dai, non Ronaldo. Magari Roberto, Rolando, Rocco. Magari soltanto un buontempone con qualche cruzeiro da spendere in striscioni. Ma Ronaldo no, non credo, sarebbe troppo. Fatemi capire: uno si fidanza con una, poi ci va a vivere insieme, poi annuncia il matrimonio, poi organizza un mega-party per il matrimonio con invitati da tutto il mondo, epperò si dimentica di fare le pubblicazioni e il matrimonio non si fa. E quindi, dopo tutta questa storia assurda vissuta in presa diretta - perchè lo sposino è un calciatore interplanetario e perchè lei dopo il matrimonio saltato lo manda giustamente a fare in culo -, "Ro" manda qualcuno ad appendere uno striscione sotto casa di Daniella per fare la pace. No, dai, non ci credo. Comunque nella vicenda apprezzo due cose:

1) "Ro" ha optato per lo striscione, evitando di scrivere sui muri.

2) "Ro" è oggettivamente sfigato. Daniella non era in casa. Era in Portogallo.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 14:42 |
 

IL CIELO SOPRA DUBLINO

Alle nove e ventisei, quando esco dalla tualèt chimica quattro minuti prima della partenza (pisciata in zona Cesarini), mi sento la vescica sollevata e l'animo pregno di belle sensazioni. La mandria dei duemila ammalati è già stipata nelle transenne e attende lo sparo, io e il mio socio ridiamo e ci diamo un cinque sulla fiducia. Il giorno prima ho lavorato fino a tardi, ho mangiato alla cazzo, ho dormito niente - l'emozione, era la mia prima half marathon, a Dublino poi, se questa era Dublino - ma quando ho visto la mandria è cambiato il disco, mi sono sentito parte del tutto, podista tra i podisti, uguale agli altri, uguale uguale, perchè quando si corre non hai scritto "categoria Pippe" da nessuna parte, aspetti lo sparo e parti con gli altri, e poi pensi ad arrivare, prima o dopo è lo stesso, purchè vivo, con pari dignità.

La partenza al rallentatore (la mandria ha i suoi tempi prima di sfilacciarsi) mi preserva dalle mie solite partenze sconsiderate. Per diciassette chilometri mi reincarno in Spiridione Louis, mi sento leggero e carico insieme, non ho mai un momento di affanno, non avverto nemmeno un dolorino di quinta categoria alle ginocchia, mi sento da dio, cazzo, come non mi è mai capitato correndo, e nella seconda metà del gruppo ci sto alla grande, al mio passo da pippa ma con grande baldanza. Faccio diciassette chilometri da lepre, perchè il mio socio, un tipo saggio, sa dosarsi meglio di me e non si rompe il cazzo a stare cinque metri dietro. Io ogni tanto mi giro, lo cerco, lo aspetto, mi affianco, gli do i tempi, cerco un cenno di intesa. Penso che al Festival di Venezia ha vinto un film che racconta di due cow-boy culattoni, e io e il mio socio ci cerchiamo come due culi in ansia, ma in realtà viviamo un'estasi interiore che prescinde da qualsiasi cosa, a parte le fighe che ci ronzano intorno e che eleggiamo come nostri fugaci punti di riferimento, riaffermando una virilità mai doma. Vivo un'ora e mezza da leone, lasciando andare le gambe e i pensieri. E proprio mentre avrei potuto giurare che a quell'andatura e con quella leggerezza si poteva continuare all'infinito, mi sono incriccato all'improvviso: mi parte un mezzo crampo alla coscia sinistra, rallento un pochino e mi sento d'un botto stanco, lento, pesante, distrutto.

Il mio socio, un saggio amministratore di se stesso, non cambia di una virgola il suo passo e sfila alla mia sinistra, mentre io prendo una spugna e me la strizzo addosso in cerca di un barlume di lucidità. Al cartello dei 18 km. riprendo il mio passo, ma ai 19 è di nuovo buio pesto, mi fermo, vado al passo, un tizio con una bandierina gialla mi dice "dai che manca poco" e io gli sorrido con la faccia di uno che sta per svenire. A Dublino fa caldo e io sento che mi manca tutto: acqua, cibo, e anche una miss che mi coccoli sul palco mentre mi mette la corona d'alloro delle Pippe. Il cartello dei 20 km. non lo vedo neanche, la musica gira in cuffia ma non la sento, così come il panorama si è fatto d'improvviso piatto, nemmeno stessi correndo a Gallarate. Quando entro sulla dirittura finale, lo striscione gonfiabile giallo mi sembra lontano un anno luce. Corro per forza d'inerzia, mi affianca un contabile che mi fa "dai che è finita". Gli sorrido grato della sua fiducia e penso a Dorando Pietri, che non aveva neanche l'Mp3.

Taglio il traguardo, pigio il bottone del cronometro e vedo nell'ordine: 1) il tempo di 1h 56' (10 minuti in meno del 2H 6' che avevo programmato come soglia della decenza e obiettivo minimo); 2) il mio socio che mi aspetta per un altro cinque, l'ennesimo della giornata (ce ne sarà uno anche al ristorante, quando calcoleremo che abbiamo corso a 5'30" di media, roba da masturbarsi davanti al cameriere). Non ho più un briciolo di forza: altri duecento metri e mi sarei ritirato, e forse avrei appeso le scarpe al chiodo per sempre. Ma per fortuna l'half marathon è di 21 km e 97 metri, non uno di più, e io sono arrivato vivo e sotto le due ore, non so se mi spiego. Per un quarto d'ora mangio e bevo compulsivamente, biscotti, pezzi di banana, bicchieri di integratore, non so quanti, dieci, quindici, boh. Quando riacquisto le facoltà intellettive, continuo a dare cinque al mio socio e a dire ossessivamente "che figata". Del resto era la mia prima half marathon e, ragazzi, ci sono stato dentro.

Il mio socio era Doug e gli devo una giornata bellissima. Figata. Dammi cinque. Sotto le due ore. Ma chi siamo? Figata. Dammi cinque. Mi passi un Ringo?

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 00:14 |


sabato, settembre 10, 2005
 

UN DUE TRE CASINO

Mancio, no no no. Non puoi archiviare questa sconfitta come il prodotto di un quarto d'ora di follia. Perchè altrimenti ci prendi per il culo eh? Tre reti e altre quattro o cinque palle gol nitidissime del Palermo non sono il frutto di un quarto d'ora di follia, ma di novanta minuti del cazzo. Bisogna avere il coraggio di dirlo, punto, stop, forse si fa una figura migliore e si riconoscono i propri errori in proiezione futura. Perchè poi il succo non si discosta da quello che leggo nelle tue interviste: una sconfitta non cambia nulla, brocchi non siamo diventati, e quindi bisogna già guardare avanti, alla Ciempions e alla prossima di campionato. In fondo abbiamo un punto in più dello scorso anno, quando eravamo belli e pareggianti. Però stasera, Mancio, non c'eravamo. Non c'eri tu (la formazione era sbagliata, il Palermo volava sulle fasce e non solo) e non c'erano loro, i giocatori. Dici che c'era gente stanca per gli impegni con le nazionali: vero, ma cosa c'entrava Kily che non giocava da tre mesi? Dici che se avessi lasciato fuori Adriano sarebbe scoppiato il casino: vero, ma tu nei casini ci sguazzi da una vita, no? Non è un casino anche chiederti adesso, a frittatona fatta: scusa, ma non poteva giocare Cruz che era bello fresco? Vabbe', diciamo che è andata così e basta. Il Palermo ha fatto un partitone, ma  se ci squagliamo sempre così, ragazzi, hai voglia a fare i tocchetti deliziosi e le veroniche al limite dell'area. Io ho visto gente con la maglia rosa prendere palla e andare in porta. La gente in maglia bianca era un pochino troppo contemplativa. E il risultato è la logica conseguenza. Niente scuse, non è proprio il caso.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 22:56 |
 

DROGATI

Non è corretto mangiare biologico ed essere ammessi allo stesso campionato di squadre di squadre che si alimentano normalmente e con allenatori che mangiano peyote. Quindi, escludiamo il Palermo dal campionato. L'Inter, per il resto, procede a vele spiegate verso i suoi obiettivi: ha un punto in più dello scorso anno.

(nella foto: Mancini pensava fosse gingseng)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 20:18 |
 

BIO PALERMO

Penso alla corsa per non pensare al Palermo. First: le partite del sabato alle 18 mi fanno cagare, con licenza parlando. Second: le squadre allenate da Del Neri mi inquietano a priori, e comunque il Palermo non è il Treviso, proprio no. Third (but not least): anche l'anno scorso trovammo il Palermo alla seconda giornata, e fu una partita-simbolo per tutta la stagione, o quantomeno per i suoi primi mesi. Una partita giocata bene, brillantemente, con frizzi e lazzi, veroniche e rabone, per poi regolarmente prenderla in culo e tornare negli spogliatoi con un pareggio. Ci capitò - com'è noto - un bel po' di volte, con tutte le varianti possibili. Da allora siamo molto cambiati noi ed è discretamente cambiato il Palermo. Nel senso che è rimasto una buona squadra, forse qualcosa di più, e adesso ha Del Neri in panca. Che poi il Palermo dia un sacco di giocatori alla Nazionale (una volta ce ne sono stati in campo cinque contemporaneamente, roba da stropicciarsi gli occhi), vabbe', questo è il calcio di oggi. Anche noi diamo un sacco di giocatori alla Nazionale. Alla Nazionale di 14, 15 Paesi.

Il calcio d'oggi. Ieri sera (io la sfoglio la sera, è una mia perversione) sfoglio la Gazza e trovo un articolo sul Palermo. Mi aspetto informazioni su schemi e giocatori, e invece no.

Si parlava solo della dieta del Palermo. Il Palermo mangia biologico.

A me è venuto in mente un Inter-Bologna della metà degli anni Settanta. Il Bologna era in zona retrocessione, esonerò l'allenatore e prese Perani. Perani, per risollevare la squadra, le provò tutte, anche il cambio della dieta. Lui era un patito del prezzemolo e ne decantava le caratteristiche. Il prezzemolo. Prezzemolo per tutti. Al Bologna diventarono erbivori. Vennero a Milano a fare novanta minuti di barricate. Zero a zero. Ma me lo ricordo, questo zero a zero, e non so se per l'intensità della partita o per la storia del prezzemolo. O forse solo perchè un ragazzino allo stadio ha voglia di vedere qualche gol, e a me toccò di vedere un'Inter un po' così e un Bologna gonfio di prezzemolo.

Ma veniamo al bio-Palermo. Il dottor Giuliano Poser, medico dello sport, dice che i giocatori del Palermo da quando mangiano biologico si infortunano meno. Il progetto medico-sportivo del Palermo si basa su un progetto globale che mira alla prevenzione attraverso il cibo, la postura, la psicologia e gli allenamenti personalizzati. Altro che prezzemolo. Questi - leggo sulla Gazza - hanno scoperto che gli spaghetti di kamut hanno il 40 per cento delle proteine in più degli spaghetti normali. E giù kamut. E poi  zuppa di farro o altri cereali alternativi. Carni rosse solo alternative, tipo lo struzzo. Oppure carni bianche. Ognuno ha la sua dieta e tutti mangiano bio anche a casa. "Migliore alimentazione, miglior digestione, tempi di recupero più veloci, meno farmaci, meno infortuni".

Cazzo. Volevo leggere di Makinwa, Caracciolo e Guardalben, e invece adesso 'sta cosa mi ha messo un po' paura. In sogno mi è apparso Mihajlovic con un Big Mac in mano che mi diceva: "Stai tranquillo, abbi fede". Io la fede ce l'ho, per carità. Ma ce l'avranno il kamut all'Esselunga?

 (l'ho trovato nella libreria del medico sociale dell'Inter)

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:15 |


venerdì, settembre 09, 2005
 

DEMODE'

Ho chiesto a una persona di fiducia di andare in merceria a comprarmi le spille da balia e di andare in drogheria a comprarmi la vaselina. La persona di fiducia mi ha detto: occhei. Dieci minuti dopo, però, ho pensato: ma quei negozi esisteranno ancora? Volevo chiamarla per avvertirla, prima che girasse a vuoto per ore in città alla ricerca di una merceria e di una drogheria. Ma non ha il telefonino. Allora sono entrato in un bar e ho ordinato una spuma.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 18:58 |
 

METEO-DUBBI

Domenica è prevista pioggia. Quindi, il Milan giocherà?

(gioca sabato, ma di sera. Per il principio dei vasi comunicanti, pioverà anche sabato sera)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 15:24 |
 

ANSIA

Occorrente per una mezza maratona:

Scarpe (ok)

Scarpe di ricambio (per il dopo, metti che piova) (ok)

Calze (ok)

Calze (per il dopo, questo è più intuitivo) (ok)

Maglietta (nuova, come da scaramanzia) (ok)

Maglietta (per il dopo, vedi calze per il dopo) (ok)

Pantaloncini (mica corro con gli slip da bagno) (ok)

Slip da bagno (da mettere sotto i pantaloncini. Non sono mica come Albertosi che non si metteva le mutande, l'ho letto una volta sulla Gazzetta) (ok)

Pantaloni (civili, per il dopo) (ok)

Slip/boxer (devo decidere, per il dopo) (ok)

Tuta (per il prima e per ogni evenienza) (ok)

Maglioncino di cotone (per il dopo, ci tengo) (ok)

Giacca leggera impermeabile (è previsto brutto) (ok)

Impermeabile da corsa senza maniche e traforato dietro (una figata, fa molto runner, peraltro è previsto brutto quindi non è esibizionismo) (ok)

Cerotti (non si sa mai. E comunque, a scopo preventivo, vanno messi sui capezzoli. Fa molto sadomaso, occhei, ma la cosa ha un suo perchè. Vi siete mai grattugiati un capezzolo?) (ok)

Cappellino (metti che piove) (ok)

Secondo cappellino (metti che piove anche dopo. Cosa fai, rimetti quello con cui hai corso e che sarà fradicio e peserà mezzo chilo e ti viene il raffreddore. No, dai) (ok)

Beveraggi (borraccia con integratore, borraccia con energetico, borraccia con acqua) (Minchia, tre borracce) (ok)

Alimenti (barrette energetiche ad alta digeribilità, pastiglioni di glucosio, Epo) (dai, scherzavo, l'Epo no, dai) (ok)

Occorrente per la doccia (accappatoio, ciabatte, sapone, pettine) (ok)

Documenti, soldi (ok)

Marsupio (ok)

Certificato medico (ok)

Fazzoletti di carta (ok)

Vix Sinex (se mi si chiude il naso è finita) (ok)

Cronometro (ok)

Lettore Mp3 (ok)

Spille da balia per il pettorale.

(...)

AARGGGHH! Non ho le spille da balia per il pettorale. Dammi le Pagine Gialle, diobono. Spilledabalia, spilledabalia, spilledabalia....

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:35 |


giovedì, settembre 08, 2005
 

INCUBIX

Ieri sera facevo zapping tra gli Us Open di tennis e Matrix di Mentana. Sono rimasto così sconvolto dalle labbra di Lilli Gruber che poi non ho dormito tuttta la notte.

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 10:02 |


mercoledì, settembre 07, 2005
 

TESTONI

(GENTE CHE HA NEGATO QUALCOSA NELLE ULTIME 12 ORE)

NON-me-ne-va-do!

NON sono incinta un'altra volta, sono solo sovrappeso.

NON sono nervoso, cazzo!

NON ho resistito, rifaccio "Campioni".

NON posso consentire che due culattoni si sposino, dai!

NON ho sputato a quella merda di Nedved. Domani vado alla Caf.

NON si gioca di pomeriggio a Bologna.

NON ce la faccio più con questi stronzi della serie B. E giochino quando cazzo gli pare.

NON vi reggo più, giuro. (Settore)

 

Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35 | 17:05 |
 

TU SEI LA MIA

SIMPATIA

Tutto è possibile. Certo che organizzare l'Operazione Simpatia per una Nazionale che ha Lippi come allenatore, insomma, è un po' come assumere Bernardo Provenzano come testimonial per la Festa dei Nonni. E pur tenendo conto delle infinite vie di mezzo, uno è simpatico o è antipatico. Abbiamo avuto come ct un simpaticone come Trapattoni, eppure non è che i risultati siano stati esaltanti, nè quelli sportivi nè quelli mediatici. Il problema è che la Nazionale, in sè, è antipatica. Intanto perchè non vince e non diverte. Diventerebbe simpaticissima se facesse un bel Mondiale, e magari rideremmo tutti alle battutine di Lippi e andremmo tutti in giro con la maglia azzurra e quegli orribili numeri dorati. Oggi invece è un bel problema. E' una Nazionale potenzialmente interessante, ma non ci interessa. La Nazionale ci sta generalmente un po' sui coglioni perchè interrompe il campionato. Per la stessa ragione sta un po' sui coglioni ai giocatori, che preferirebbero passare i mercoledì a casa a giocare alla Playstation. E' chiaro che nella stagione che precede il Mondiale ci dovrebbe essere il ritorno di fiamma, nostro e loro. Però si arriva da mesi e mesi di rotture di cazzo, e quindi i nervi sono tesi, i nostri e i loro. La situazione di questi giorni è paradossale. Lippi manda affanculo i cameramen e poi evita accuratamente le conferenze stampa, le star non aprono bocca, e quindi ci tocca vedere lunghe interviste a Gigi Riva che non sa cosa dire, perchè lui non allena e non gioca. Tutti si cominciano a preoccupare seriamente, visto che gli sponsor e la Rai - che pagano soldi a palate - hanno tutto il diritto di mettere il pepe al culo a Carraro, Lippi e compagnia. La Rai: scusa, Marcellino, pago un sacco di soldi per l'esclusiva - e quindi anche una percentuale del tuo stipendio da nababbo - e tu mi mandi affanculo la troupe? Gli sponsor: scusate, voi tutti, pago una barbarità per il contrattu