www.settore4cfila72posto35.net il sito non ufficiale dell' interismo moderno qui dentro, nel migliore dei casi, potreste trovare interismi assortiti, snobismi vari, pettegolismi generici, enteroclismi intellettuali, sinistrismi moderati, sessualismi carpiati, divagazionismi interiori (ho finito gli ismi, sennò continuavo) Archivio
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mercoledì, agosto 31, 2005 TIPO L'INDOCINA Notte tra sabato e domenica: piove che iddio la manda. Domenica mattina: sveglia alle sette. Fuori: nuvole basse, gocce sparse, 16 gradi, 200 per cento di umidità. Sono diventato l'etologo di me stesso e vi dico come avrei reagito un anno fa, due anni fa e via a ritroso: bofonchiamento da dormiveglia incazzoso, "gnamgnamzzognamvafgnamgmanculognam", giravolta nel letto e tentativo di riprendere il sonno senza colpo ferire. Ecco, ci pensavo domenica mattina mentre - alcune ore prima di recarmi a San Siro a vedere Adriano e Pizarro - correvo in una località padana a me sconosciuta, in un'atmosfera da brughiera inospitale e novembrina, impermeabilino tattico e cappellino, Mp3 acceso. Pensavo a quante cose avevo già fatto dal momento in cui la sveglia era suonata, tra cui vestirmi da podista, prendere la macchina e con una banconota da 5 euro in mano precipitarmi ad un banchetto dove una fighetta mi chiedeva: "Con il riconoscimento o senza riconoscimento?" "Ho 5 euro" "Con il riconoscimento sono 4 euro" "Vada per il riconoscimento" "Bene. All'arrivo potrà ritirare una maglietta, una confezione di dolcetti, un panino con la porchetta e un bicchiere di vino". "Dov'è la partenza?" "E' lì" disse la fighetta indicando un cerchio tipo eliporto fatto con la calce. "E dove si va?" "Di là" disse la fighetta indicando la foresta nera. Mi sono messo a correre fino a che un tipo con pettorina giallo evidenziatore fermava me e qualche altro coraggioso e ci diceva con quieta fermezza: "Prego, deviazione, andate a destra, di qui è tutto allagato" A destra c'era un muro. L'argine, tecnicamente. Ci volevano corde e picozza per salirci, ma sopra l'argine c'era un vecchio energico, con due mani tipo ruspa movimento terra, che ci tirava su uno a uno dicendo: "Tieni duro, ragazzo" Sollevato dal vecchio, riprendevo a correre in automatico. Essendo ormai un navigato etologo di me stesso, vi posso dire che l'anno scorso al primo bivio - a sinistra 6 km., a destra 12 e 18 km. - avrei girato a sinistra senza il minimo dubbio. Ma ormai sono un podista maturo e con lo spirito dell'avventura, e ho girato a destra verso l'ignoto. Sterrati, ghiaia, pozzanghere, era un percorso per uomini duri e io avevo già scelto di raddoppiarlo. Al quinto km. mi faccio un tè caldo e proseguo. Al decimo km. mi faccio il secondo tè caldo, servitomi da una fighetta che mi dice: "Signore, vuole il tè o l'acqua?" "Il tè, grazie, ma non chiamarmi signore, dai, non sono mica così vecchio" "Eh, scusi, ma lei avrà almeno 34-35 anni" "Diobono, non ho mai limonato con una con il piercing nel naso, ma dopo questa tua affermazione mi apparterei con te dietro quelle frasche per darti una lezione di petting politicamente corretto. Non puoi farti sostituire da qualche sciampista del luogo?" Non è vero, l'ho pensato ma non gliel'ho detto. Mi sono limitato a sorridere e a dire "Che tesoro" e poi sono ripartito. Corro almeno dieci minuti e ripasso davanti al cartello dei 10 km., cogliendo lo sconcerto di altri colleghi podisti. "Uè, puttana la troia bagascia, sono rintronato oppure l'è la seconda volta che vedo 10 chilometri?" dice un geometra di Buccinasco. Tutti noi assentiamo e tiriamo avanti, perchè non ci si può mettere lì a questionare mentre il cronometro scorre. Con chi, poi? Sarei tornato indietro a lamentarmi dalla fighetta col brillantino e ad avviare accordi per rivederci in un luogo meno malsano, ma ormai era troppo distante per le mie stanche membra. E allora via, avanti. Ecco il bivio: a sinistra 12, a destra 18. L'etologo che è in me vi ha già rotto i coglioni abbastanza perchè io adesso vi spieghi come mai ho girato a destra verso i 18 km, in piena trance agonistica. A un certo punto mi appare addirittura il Po, e io lì a guardarlo e a sgambettare in quei sentieri zeppi d'acqua. Al km. n. 15 mi faccio un altro tè caldo, anzi due, me ne dia un altro: un agricoltore burbero riapre il rubinetto e giù un altro tè. A un chilometro dall'arrivo il dramma. Il sentiero è completamente allagato. Tutti sui margini, come equilibristi. Tutti sulle punte, come ballerine. Ma poi si allagano anche i margini e allora tutti con l'acqua fino alla caviglia, cic ciac, un delirio, le mie povere scarpe diobono, lo sapesse quello del negozio mi farebbe un culo così. Riprendiamo a correre, ma non è finita. Si passa in un campo, un campo arato, forse ci sarà stato il grano e può darsi che lì sul bordo ci fosse un passaggio battuto, ma domenica c'era un lago, una lago melmoso - d'accordo, che colpa ne ha l'organizzazione se è piovuto tutta la notte, ma io come cazzo faccio? - e io non vedevo più i piedi e nemmeno le calze, ero con il fango e l'acqua al ginocchio e per un attimo ho avuto il panico: "Morirò nelle sabbie mobili e mi ritroveranno tra secoli, come la mummia del Similaun, diocaro". Alla fine superiamo anche questa prova di sopravvivenza e con le scarpe che fanno cic ciac arriviamo a destinazione, dove ci attendono il panino con la porchetta, la maglietta e i dolcetti. "Scusi, c'è anche il bicchiere di vino" "Lo posso barattare con un bicchiere di Pepsi?" "Ma certo" mi fa l'ennesima fighetta in carico all'organizzazione. Mi rifocillo e - bagnato fradicio e con il fango alle ginocchia - mi avvio verso la macchina. Sulla strada verso il parcheggio incrocio il geometra di Buccinasco che vaga con uno sguardo allucinato e mi fa: "Puttana vacca troia, hanno sbagliato a misurare il percorso. El disevi mi" "E quindi?" "E quindi erano venti chilometri, cazzo di budda, non diciotto. Venti". Lo avrei baciato, ma nei baffi ho notato le briciole del panino con la porchetta e ho desistito. Gli ho fatto un sorriso di compartecipazione: noi podisti da 20 chilometri a botta ci sentiamo affratellati dallo stesso destino di sofferenza e relativa soddisfazione.
(un plauso ai volontari della Protezione civile: questo foto li coglie impegnati a salvare un concorrente di 112 chili ormai risucchiato fino all'esofago)
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16:46
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martedì, agosto 30, 2005 SETTORUCCIO 2000
Adoro questo genere di notizie. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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19:01
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Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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C'E' PELATO E PELATO (two different ways of being tomato)
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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domenica, agosto 28, 2005 ARIA NUOVA Spalti ancora agostani e qualche vuoto, nonostante fosse la prima partita in casa della stagione (e la prossima è fra tre settimane). Però che aria nuova, che attesa. Che voglia. C'era grande voglia di Adriano, voglia matta di Figo, voglia di facce nuove - applausoni per Pizzarro e Julio Cesar -, voglia di cori anti-Vieri e anti-Milan per mettere i puntini sulle i. Il Treviso non preoccupava granchè (mi sbaglierò, ma la squadra di Ezio Rossi non è poi così malaccio, anzi). Preoccupava di più l'inciampo, il contrattempo. Lo spettro recente della pareggite si infila ovunque, tra sgabello e sgabello. E' stata però un'Inter più che sufficiente nel complesso, a tratti radiosa, a tratti meno, anzi un po' imballata. Stanca, magari, però quasi mai assente e con rarissime amnesie. Le solite otto palle gol limpide, i tre gol di un Adriano che sorride e fa sorridere tutti, il palo di Recoba, qualche paso-doble di Figo che danza sulla destra e la gente fa ohhhhhhhh. E' un'Inter più leggera nell'animo, più sgombra di pensieri tetri. Il clima in campo e attorno era, oggettivamente, diverso. Il musone di Vieri è un ricordo e nulla più. In tribuna i tormentoni sono già cambiati. Il dualismo Toldo-Julio Cesar è risolto in cinque minuti: "Uè, questo esce, questo para, questo dribbla, questo dà sicurezza, uè che portierino". E Toldo è già bell'e servito. Di Recoba non ci si occupa più perchè ormai il vero tema è Veron-Pizarro. Oggi Veron ha sbagliato duemila passaggi, così quando è entrato Pizzarro c'è stato un sollievo generale. Pizzaro ha giocato un quarto d'ora di puro incanto. Chissà che Mancini si adagerà in questo progetto di farlo diventare l'Altafini del centrocampo, dentro l'ultima mezz'ora a mettere idee e speranze. Tenere fuori un giocatore così, oggi, è - eufemismo - un vero peccato. Non sarà facile quadrare il cerchio e decidere chi sta fuori (C. Zanetti è ormai non più di una quarta scelta, e questo dice tutto). La prima soluzione che mi viene in mente è: vincere le partite 3-0. Perchè poi sorridono tutti e ai problemoni non ci pensi più.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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sabato, agosto 27, 2005 HILL (COLLINA)
Collina è stato ampiamente il miglior arbitro italiano delle ultime dieci stagioni. La sua superiorità tecnica (che qualche volta, peraltro, è sfociata in insoportabili atteggiamenti da semidio) ha provocato una serie di sconquassi mica da ridere. Dietro di lui, il diluvio. 1) il fatto di avere Collina ha costituito un lunghissimo alibi per la dirigenza arbitrale, che tra scazzi, errori, polemiche eccetera ha sempre potuto dire "beh, alemno abbiamo Collina da spendere all'estero e da sfruttare in Italia ogniqualvolta l'aria si fa pesante intorno a una partita"; 2) dietro non è cresciuto nessuno. Oggi - l'ho già scritto una volta e lo ripeto a gran voce - ci ritroviamo improvvisamente senza Collina e con De Santis miglior arbitro italiano, roba da buttarsi di sotto. Dietro ancora, uno stuolo di talentini mai sbocciati del tutto e ultimamenti più concentrati sulla propria pettinatura che non sulla qualità della prestazione. Il problema della credibilità della classe arbitrale nel calcio-industria è tutt'altro che secondario. E ora che Collina va ad arbitrare improvvisamente il Mantova e l'Avellino, ecco che ci si ritrova con il culo scoperto. Quanto al pelatone, l'ha fatta abbastanza grossa. Non avesse scritto niente la Gazzetta, venti giorni fa, ponendo il problema dell'incompatibilità, probabilmente non sarebbe successo nulla. Giusto, sbagliato? Boh: io, da calciofilo, mi sarei fidato comunque di Collina, e dello sponsor in Comune con il Milan manco mi sarei accorto nella mia beata ingenuità. Forse sarebbe bastato - data la statura del personaggio - precludergli le partite del Milan, ma non posso sopportare l'idea di una stagione trascorsa a parlare di Vectre e Zafire, all'Inter e alla Juve che si lamentano di avere Collina per troppe volte e loro niente, eccetera eccetera eccetera. Resta il fatto che quando si pone una questione minimamente morale, nessuno riesce più a giustificarsi. Alle questioni morali non ci si pensa nemmeno più quando si fa qualcosa o la si pianifica. Ma non è una grande novità, direi. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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15:23
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PRIORITA'
Vengo a sapere solo ora che a Londra si elegge il miglior culo femminile con una manifestazione pubblica e popolare in pieno centro. Me lo si poteva dire prima. Ormai sono in possesso di due biglietti per Inter-Treviso e non ho più alternative. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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09:41
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venerdì, agosto 26, 2005 PERSEVERARE E' DIABOLICO Squalifica confermata, ricorso respinto. Sulla base del filmato dall'alto, diciamolo serenamente, è una sentenza disonesta. Persa un'occasione per dare alla prova tv una veste rigorosa, anche nel riconoscimento dell'errore. Vaffanculo. Tiremm innanz.
(ho digitato "Laudi" su Google immagini, ed è venuta fuori lei. Non vedo il motivo di cambiare foto) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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19:02
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INCREDIBILE MA VERO Ho scritto e riscritto la prima riga di questo post, iniziandolo in dieci modi diversi e abortendolo in rapida successione. Non mi capita spesso. Di solito ho un pensiero e blam!, schiaffo le dita sulla tastiera e - previo blando collegamento con il cervello - le lascio scorrere. Ma stamattina - erano le nove e mezza - mi è capitato l'episodio oggettivamente più incredibile da quando ho aperto il blog, e non so come spiegarlo. E', lo ribadisco, oggettivamente incredibile. Non ho altre parole per definirlo. Ma io ero sveglio e c'era un testimone, perchè stavo per entare in un campo da tennis e ovviamente c'era una persona insieme a me, anch'egli dotato di racchetta e stupefatto quanto il sottoscritto. Il primo pensiero è stato: ci scrivo un post. Il secondo, un paio di secondi dopo: non mi crederanno. In fondo sono sempre quel Settoruccio che le spara grosse, immaginandosi trombate con tenniste o telefonate con proprietari di squadre di calcio. E vi comprenderei, amici, se adesso leggendo le righe che seguono pensaste tra voi e voi: ma va' a cagare, Sector. Il terzo pensiero, ore più tardi, è stato: non scrivo un cazzo. Il quarto, poco fa, è stato: ma perchè no? quando mai ti ricapita? Dunque. Erano le nove e mezza e stavo camminando su un sentiero erboso, direzione campo da tennis. Location: aperta campagna. Distanza dal campo da tennis: 100 metri. Distanza dal mare: circa 100 chilometri. Sto parlando di dritti e rovesci quando il mio socio guardando in basso e puntando il dito verso terra mi blocca e mi dice: "OCCHIO!" Il mio primo pensiero è stato: cazzo, ho pestato una merda, oppure la stavo pestando però mi sono fermato prima. Ma non ho guardato l'ipotetica merda, bensì il mio socio che aveva un'espressione basita, come se avesse visto un Ufo o sua zia morta nell'immediato dopoguerra o Toldo azzeccare un'uscita alta. Per terra non c'era una merda. C'era un gambero. Giuro, ragazzi, lo so, sembra incredibile ma è così. C'era un gambero di mare, un gamberone, di quelli che mangi negli antipasti fighi o nelle maxi fritture oppure in salsa cocktail. Il gamberone attraversava il sentiero con le sue chele spianate e noi due siamo rimasti lì come due pirla a vederlo camminare. (Una considerazione: il gambero camminava in avanti. Non dovrebbe camminare all'indietro? Boh) Ma a parte questo: cosa ci faceva un gamberone di mare in piena Pianura Padana? Vivo, vitale, a piedi? (A piedi? Oddio, sto dando segni di squilibrio). La scena era talmente irreale che abbiamo fatto l'unica cosa possibile: siamo entrati in campo e abbiamo giocato. Anche se io avrei chiamato volentieri i vigili urbani, l'Interpol, la Capitaneria di porto e Piero Angela con il figlio a godersi l'evento e valutare il da farsi. Il giallo è stato parzialmente chiarito, ma la vicenda ha via via guadagnato in termini di fascino e avventura. Il campo da tennis confina con un posto dove si fanno ricevimenti. Ergo, il gambero (non può essere altro che così) è scappato dalla cucina, oppure dalla borsa del pescivendolo. E adesso mi sento malissimo, perchè sto pensando a questo gambero coraggioso che ha preso la via del prato e se n'è andato da solo verso la possibile salvezza. Ma verso dove, cazzo? Quanto può vivere un gambero senza acqua? Dove sai adesso, gamberuccio mio, che per salvarti dalle fauci di qualche invitato adesso magari sei nelle fauci di un gatto, o stai morendo guardando il cielo e l'erba e dicendo: "Diobono, che vita di merda per noi gamberi" Ecco, se ancora mi volete bene, non dite per nessuna ragione a Pecoraro Scanio o a Licia Colò che mi sono messo a giocare a tennis invece di comprare un acquario tropicale. Grazie. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, agosto 25, 2005 "SCUSI, E' USCITO ARTMEDIA?"
"A farsi le seghe si diventa ciechi" "No, si diventa slovacchi" (diobono, erano almeno sei anni che speravo di poter fare, un giorno, questa battuta)
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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22:54
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L'EPO RETROATTIVO
Su Armstrong il mondo dello sport - me compreso - ha sempre tenuto un atteggiamento clamorosamente ipocrita. La sua è una storia straordinaria, non ci sono cazzi, perchè non solo è uscito da un cancro che gli lasciava poche possibilità, ma perchè si è rimesso in sella e ha vinto sette Tour de France, roba stratosferica. In virtù della sua impresa immane - la vittoria sul cancro - gli si è perdonato tutto. Giustamente, peraltro. La programmazione su un'unica corsa, la sottile arroganza del vincente, eccetera eccetera. E anche il sospetto del doping, quasi fosse lesa maestà andare a rompere i coglioni a un campione che - prima di tutto - aveva sconfitto la malattia. Da sette stagioni si parlotta dietro ad Armstrong, ci si dà di gomito, si dice e non si dice. Adesso invece si dice, anzi si urla, lo fa un giornale importante e lo fa a titoli cubitali. Lo fa dopo sette Tour vinti e dopo il ritiro annunciato. Lo fa a sei anni dalla vicenda, andata in prescrizione. E io lì a cercare le stille di sudore e a respirare la polvere che schizza da sotto i palmer, disperatamente a trovare un appiglio per indurmi a rispettare uno sport che invece, ogni giorno di più e da ogni angolazione lo si guardi, si pone come una grottesca rappresentazione dell'Uomo che Fatica. Ma con l'aiutino, e cercando di essere più furbo del resto del gruppone. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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14:55
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RUNNING ON EMPTY "Dai!" "Ohhhhhh" "Argh!" "Noooo" "Bueno" "Vienivienivieni" "Sali!" "Ouh!" "Naaaaaaaa" "Oh-Oh-Oh" "Sìììì" "Refereeeeee" "Tempo" "Aaaaaaaaaaah" (altre tre partite così non le reggo)
(nella foto, due bambini entrati di straforo) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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00:14
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mercoledì, agosto 24, 2005 PORTE CHIUSE Finalmente le ho viste anch'io le famose immagini dall'alto. Oggettivamente, è uno scandalo. Samuel sputerà un metro davanti ai suoi piedi, come ogni sputo che si rispetti. Nedved è quattro o cinque metri più avanti. Pazzesco che queste immagini non siano state viste, o peggio ancora non considerate. Se poi la colpa di Samuel è di aver guardato male Nedved e di aver desiderato sputargli, allora invocherò tre o quattro prove-tv per partita. Oppure, se il processo è alle intenzioni, caro giudice Laudi, allora processa anche me, che pensando alla partita a porte chiuse di stasera sto fantasticando su altre cose che farei a porte chiuse, altro che il Donetz diobono.
(rumori di trombata) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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10:43
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martedì, agosto 23, 2005 IL CAPARBIO SETTORUCCIO
p.s.: secondo il mio teorema, a) o assolvono Samuel per non avere commesso il fatto, o b) gli confermano le tre giornate di squalifica, come a Ibra.
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14:44
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lunedì, agosto 22, 2005 MOVIMIENTO Perchè tre giornate? Lo spiega il giudice Laudi: 1) per l'odiosità del gesto, che esprime una inaccettabile forma di disprezzo nei confronti di un avversario; 2) per avere commesso il fatto ai danni di un avversario che volgeva le spalle, assicurandosi l'impunità nell'immediatezza. 3) per aver compiuto il gesto a gioco fermo, in un momento non caratterizzato da specifica tensione agonistica. Sul punto 1 non c'è nulla da dire: non c'è da discutere l'odiosità del gesto, quanto il fatto che abbia scaracchiato a terra e non verso le terga di Nedved. Sul punto 2, interessante è la gradazione della pena: se io sputo in faccia a uno sono uno sputatore odioso ma leale, se gli sputo di schiena sono un figlio di puttana, però mi becco comunque due giornate come minimo. Forse è meglio sputargli in faccia, a questo punto: stronzo e odioso, ma sincero. E siamo al punto 3. Mi faccia capire, giudice Laudi: sputare durante l'azione è meno grave che sputare a gioco fermo? Occhei, ammettiamo che sia ragionevole. Il punto è un altro: chi sputa durante l'azione? Voglio dire: si è mai visto uno che durante l'azione, dribblando un difensore o inseguendo un attaccante, gli sputa? E il fatto che sia meno grave sputare durante l'azione cos'è, un premio alla buona mira? Boh, non si finisce mai di imparare. Adesso chiamo mio zio e gli sputo. Così, a gioco fermo, ma con affetto. Mi diserederà?
(nella foto: il giudice Laudi in una vecchia foto con Rijkaard e Totti) Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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L'ORDINE PRECOSTITUITO Siano chiare due cose: a) è il 22 agosto e qualsiasi considerazione calcistica - per non parlare di proiezioni e pronostici - è assolutamente prematura. b) sputare a un'altra persona è un gesto spregevole, ignorante, insopportabile, stop.
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VENTUNO (KM.) PIU' NOVANTASETTE (M.)
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domenica, agosto 21, 2005 TU CHIAMALE (SE VUOI) EIACULAZIONI
Per me, invece, è una vittoria importante. Non tanto per la Supercoppa, invenzione di un calcio moderno che, come tale, disconosco. Quanto perchè è la terza volta di fila che vinciamo a Torino, e stavolta lo abbiamo fatto contro una squadra fortissima, con un Ibra spaziale, sotto la pioggia, in un clima discretamente ostile, qualche volta piegandoci ma senza spezzarci, ribattendo colpo su colpo, mettendoci palle ed agonismo, facendo spesso vedere anche qualcosa di buono. Vincere senza meritarlo, ma anche senza sfigurare, anzi, direi facendo la nostra porca figura, è il segno di una ruota che sta girando, e che speriamo completi il suo giro. Questa Inter è una squadra che ha voglia di giocare e non tira indietro la gamba. Una squadra leggere di spirito e dotata di coglioni, molto più solida di quanto non lo fossimo un anno fa. A proposito: due anni fa avremmo perso questa partita 3 a 0, l'anno scorso l'avremmo pareggiata (ovviamente) per poi perderla ai rigori. Quest'anno l'abbiamo vinta ai supplementari. E non dico altro.
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sabato, agosto 20, 2005 PANTOMIME Se ti tirano un cavalletto in testa, perdonali. Ma prima avverti l'Ansa (ANTICO PROVERBIO BRIANZOLO)
"Avete la faccia come il culo" (ANTICA ESPRESSIONE PADANA) Vabbe', ora andiamo a Torino. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, agosto 15, 2005 FERRAGOSTO A 14 POLLICI
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domenica, agosto 14, 2005 VENTI Alla fine, mentre facevo stretching appoggiato a un paracarro tra l'indifferenza degli scarsi passanti e mi rallegravo con me stesso per essere arrivato vivo e vitale alla meta, cioè al luogo in cui avevo parcheggiato la macchina prima di imboccare una strada lunga dritta piana e poco trafficata, provavo a fare mente locale. 1) mi ero nutrito oggettivamente poco e male; 2) non avevo bevuto durante tutta la corsa; 3) ero uscito di casa che c'erano 20 gradi e improvvisamente la temperatura si era alzata a 25-26 con un'umidità da far paura; 4) mi faceva male il piede sinistro, un male subdolo, frutto di una storta fantasma presa al parco, dove dopo che è piovuto non spuntano i funghi ma le buche; 5) avevo corso solo su asfalto, io che non lo faccio quasi mai; 6) ero solo, senza punti di riferimento, neanche un prete per chiacchierar, du' balle. E mentre facevo mente locale e bevevo a quattro palmenti (no, quello è "mangiare". Vabbe', licenza poetica) non potevo fare a meno di notare che il cronometro si era fermato a 55. Un'ora e 55, per essere precisi. Ma era il 55 ad assumere la sua bella importanza. Venti chilometri in un'ora e 55: tutto questo dà un certo respiro alla mia impresa nella categoria pippe. E mentre strizzavo il cappellino e mi toglievo le cuffiette e mi stiravo i muscoletti da impiegato di concetto riciclato al podismo amatoriale, con la sola compagnia di un paracarro in granito, lasciavo che il dato oggettivo mi convincesse che l'obiettivo della mezza maratona è lì ad un passo, o forse è già virtualmente raggiunto. Manca un chilometro più 97 metri: una formalità, voglio dire. Ho scaricato il modulo dell'iscrizione e ora me lo tengo qui davanti: i venti chilometri li ho sverginati, adesso devo solo andare in posta e fare un fax.
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venerdì, agosto 12, 2005 Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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giovedì, agosto 11, 2005 DOVE ERAVAMO RIMASTI
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mercoledì, agosto 10, 2005 FACCIAMO PAURA
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KAKAIA UKRAINA Qui, qui in Italia dico, non se ne può più. Le istituzioni di una nota città portuale difendono una squadra condannata per un solare illecito sportivo. Un famoso arbitro pelato firma un ricco contratto con lo stesso sponsor di una squadra favorita per la vittoria del campionato, il cui presidente onorario è presidente del consiglio e il cui presidente de facto è presidente della Lega. Una ventina di squadre si stanno arrabattando tra ricorsi e controricorsi alle più varie istituzioni giuridiche civili e sportive, e i calendari slittano, e tra capo e collo ci pende l'ipotesi di una serie A a ventuno squadre, o magari ventidue, oppure facciamo tutti in serie A e non se ne parli più, un due tre casino. Quindi, insomma, che stasera alle ore 20 su Raidue uno possa accendere la tv e sentire un fischio e vedere due squadre che si affrontano per un obiettivo serio e reale, voglio dire, è una specie di liberazione. Cionondimeno (erano anni che volevo scrivere cionondimeno) il fatto che l'Inter, come spesso accade, si giuochi al 10 di agosto una fetta importante della sua stagione a venire, va detto, è un piccolo esercizio di crudeltà che noi interisti - per fede, speranza, carità, passione, voglie represse - non ci meritiamo. Sono i nostri quinti preliminari, e l'abbiamo onorevolmente sfangata quattro volte. L'unica occasione in cui ci siamo rimasti secchi risale alla gestione Lippi, a quella preparazione precampionato gestita con strafottenza e immane ignoranza, a quella partita di andata in Svezia preparata (e giocata) in maniera indecorosa, manco fosse stata Inter A-Inter B. Se quello è il paragone - l'Inter di Lippi, la programmazione alla cazzo di cane, una squadra sicuramente meno forte -, allora diciamo che stasera possiamo stare un po' più tranquilli, che peggio non può certo andare. Il problema è che 'sti ucraini sono già in pieno campionato, cinque vittorie su cinque, pedalano a meraviglia, insomma ci romperanno i coglioni. Ma noi siamo l'Inter, e che cazzo. Ma quale Inter, però? Da questa sera siamo di nuovo nelle mani del Mancio. Un anno fa, nell'atto di macinare il Basilea, cominciava ufficialmente la lunga stagione dei dubbi dell'allenatore, che approfittando della copertura di un Adriano mostruoso cominciò a sperimentare lo sperimentabile, tipo scienziato pazzo, fino al limitare dell'inverno. Nacque l'Inter invincibile, perchè non perdeva mai. Il problema, a noi ben noto, era anche quello che non vinceva mai. Ci strafogammo di pareggi, ottenuti nei modi più vari e folli, speso divertendoci un casino. A fine ottobre avevamo già dieci punti di svantaggio da Juve e Milan e il Mancio era ancora lì che muoveva le pedine, fino ad arrivare alla conclusione che bisognava limitare gli effetti speciali, guarnire il centrocampo, prendere atto che sulle fasce e in difesa ci mancava qualcosa e cercare di non prenderle prima ancora di darle. Nacque così la seconda Inter, quella alla pari di Juve e Milan, a volte anche meglio. Peccato che eravamo partiti da meno quindici, tipo squalifica da calcioscommesse. Ora il Mancio ha tutto, da subito. Ha un impianto già collaudato e ha i pezzi che gli mancavano. Ha alternative di pregio. Ha sfrondato qualche rompicoglioni e qualche mollaccione. Ha una bella squadra, oggettivamente. Certo, siccome prende alcuni milioni di euro l'anno ha anche il dovere di farla funzionare, di risolvere i dubbi, di motivare tutta la truppa, di dare una ragione di vita ai doppioni, di insegnare il turn over. Diciamo, in un concetto solo, che ha meno scuse dello scorso anno. A partire da questa sera, quando si gioca già mezza stagione in Ucraina, che sfiga, contro una squadra incazzosa e contro un allenatore gitano e frizzante, Lucescu, uno a cui piace divertire e un po' meno difendere (no, dico, giusto per dare un suggerimento al Mancio). Appuntamento alle 20. Vediamo chi farà giocare. Julio Cesar o Toldo? Pizarro o Veron? Chi resta fuori tra questi tre: Stankovic, Ze Maria o Solari? Proverà il 4-2-3-1 in attesa di Figo, o sarà il classico 4-4-2? Dacci un segno, Mancio. Un segno. Per le certezze, invece, ti diamo ancora un mesetto. Non siamo così stronzi.
Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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martedì, agosto 09, 2005 PRELIMINARI Quando mi chiedono se mi piacciono i preliminari, d'istinto rispondo "Cazzarola, altrochè!" ma da quando c'è la Ciempions Lig la domanda è diventata un odioso trabocchetto. Ci sono preliminari e preliminari. I preliminari di Ciempions non mi piacciono. Rimpiango gli inizi di agosto di vent'anni fa, quando il massimo della preoccupazione era il test con la Solbiatese o con il Mendrisio. Accendere il televisore e sintonizzarsi con l'Ucraina, invece, è una piccola tortura di cui prima o poi dovrebbe occuparsi la Commissione per i Diritti Umani. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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lunedì, agosto 08, 2005 EFFETTI COLLATERALI
"Una notte, intorno alle tre, mi sono svegliato di soprassalto e ho cominciato a parlare con qualcuno, qualcuno di reale, ma assolutamente misterioso, nei cui confronti mi sentivo inerme. E' stata una specie di rivelazione: volevo quasi smettere di giocare e l'indomani ho deciso di riprendere". Beh, il doping fa effetto anche anni dopo, è notorio. Buttato giù come viene viene daSettore4Cfila72posto35
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venerdì, agosto 05, 2005 DICIAMOLO: E' PROPRIO FIGO
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